giovedì 6 settembre 2007

Cari defunti: Europa , Sud-Est Asia, Est Africa, Terra.

Ieri notte è morto Sabani, oggi è l'anniversario della morte di Agnese Gongia Boiagiu, meglio conosciuta come “Madre Teresa di Calcutta”, giorno 31 luglio è stato l'anniversario di Diana Spencer, morta principessa del Galles, ma non da futura Regina.

Al di là delle possibili diatribe sull'utilità della Monarchia nel 21° secolo, che si parli di quella inglese, di quella giapponese, o di quella del Lesotho (l'estensore di questo piccolo e-diario è un fervente repubblicano), non si può dubitare che Diana abbia lasciato un'indelebile traccia di sé in questo mondo postmoderno e (fortunatamente) policentrico. Non l'ha lasciata per essere diventata erede al trono (molti re di nascita sono stati emeriti cialtroni, se non folli sanguinari e guerrafondai), non l'ha lasciata per le sue innumerevoli “love story” con amanti quasi mai irreprensibili, ma l'ha lasciata per il suo interesse per gli ultimi, per il suo “impegno sociale” come si dice oggi, ovvero, per utilizzare una parola di vecchio conio ma, a mio modesto modo di vedere, più esatta, per il suo “altruismo”.

Altruismo di cui non ha difettato certo Madre Teresa, passata alla Storia per il suo indefesso, costante, quotidiano aiuto ai poveri, ai bisognosi, ai malati, agli ultimi. Al di là del Nobel per la Pace nel 1979 (meritatissimo), al di là della durata del Processo di Santificazione (il dubbio sull'esito mi sembra offensivo), Madre Teresa rappresenta (più che degnamente) un simbolo, il simbolo di coloro, uomini e donne, ricchi e poveri, religiosi e laici che si battono per il Prossimo, per la Giustizia, per la Pace. È un'umanità variegata fatta di persone come noi che però sono andati al di là dell'Egoismo, fonte di ogni Male che, come ci ricordava Sant'Agostino è più facile del Bene.

L'Egoismo fa parte della nostra natura animale, l'Altruismo è Qualcosa (qualche materialista ateo potrebbe definirla “splendida follia “) che ci eleva, è una teoria e una pratica degna degli angeli, ma è umana, molto umana. Qualche ateo potrebbe rallegrarsi dei dubbi, documentati, di cui si sarebbe intarsiata l'esperienza di fede di Madre Teresa, ma è (la sua) una gioia effimera, perché la fragilità della Benefattrice di Calcutta la rende ancora più grande. E ancora più vicina a noi.

La morte di Sabani è più recente: per i suoi cari, una ferita aperta. È stato, per certi versi, il più grande imitatore della storia della televisione italiana, forse più di Noschese, probabilmente più di Loretta Goggi. È stato coinvolto in un'inchiesta che metteva in luce il lurido (da sempre) sottobosco del rutilante mondo dello spettacolo. Era innocente? Tendo a credere di sì, ma non ne ho certezza assoluta. So solo che era un grande professionista in un mondo che sta diventando sempre più dequalificato e all'insegna del “Fast Food” (o del “Fast Sex”), anche se mi fanno orrore certi discorsi odierni sull' “utilità sociale” dello spettacolo.

Che dite?” “Sto dimenticando qualcuno?” Sì, in questi 6 giorni ci sono gli anniversari anche di Dodi Al-Fayed, dell'autista Henry Paul e di trilioni di altre persone. La morte è una livella, diceva il grande Totò, ma, aggiungo io, al di là c'è Qualcosa. O, almeno, Credo che sia.





1 commento:

riccardo gavioso ha detto...

La figura che preferisco è indubbiamente quella di Madre Teresa, e reputo vergognosi gli attacchi che in questi giorni si concentrano sulla sua memoria.
Del resto, anche per la morte ormai c'è poco rispetto, vedi:

http://lapennachegraffia.blogspot.com/2007/09/il-monumento-alla-stupidit-umana-sar.html