giovedì 31 gennaio 2008

SCRITTORI SOMMERSI

SCRITTORI SOMMERSI”: 25 scrittori, una raccolta antologica ed un progetto che continua la sua scalata

Dopo il successo della presentazione & reading dell’antologia “Scrittori Sommersi- 25 racconti emersi” tenutasi domenica 27 gennaio a Roma presso il Lettere Caffè a Trastevere, continua l’ascesa del progetto Scrittori Sommersi, già proiettato verso nuove date in numerose città italiane: il prossimo evento prevede la partecipazione alla rassegna Scatole Sonore al Rialto S. Ambrogio, in via S.Ambrogio, 4, zona largo Argentina, Roma, nella sala reading alle ore 21.00.La presentazione presso il Lettere Caffè ha registrato un successo inaspettato di vendite e di consensi ed è seguito al reading che sabato 19 gennaio ha preceduto il concerto della cantante Ilenia Volpe al Big Bang, sempre nella capitale.L’antologia “Scrittori Sommersi- 25 racconti emersi” è stata pubblicata su lulu.com da 25 giovani scrittori che, incontratisi nel forum del gruppo “Scrittori emergenti”, presente in una delle comunità virtuali più grandi del web, Myspace.com, hanno ideato e prodotto in autogestione una raccolta composta dai loro racconti curando autonomamente concept grafico, impaginazione, editing.Un progetto innovativo e sperimentale, quello di questi 25 creativi, che, se ha preso vita prima da un forum, poi è stato lavorato interamente su un blog.Si parte con l’antologia: 25 racconti, 25 stili, modi di creare, tematiche estremamente eterogenee per offrire al lettore un biglietto da visita di ognuno degli scrittori inclusi nella raccolta.Scrittori Sommersi, però, è più di un’antologia, è un progetto che nasce con lo scopo di creare un gruppo che diventi un punto di riferimento per tutti quegli emergenti costretti a pagare per vedere pubblicate le proprie opere perché demotivati da un’editoria che troppo spesso antepone la vendibilità alla qualità. La strada scelta da Scrittori Sommersi è quella di mettere sullo stesso piano la lettura delle opere altrui e la loro scrittura, in modo da avviare un reale processo di confronto da cui trarre reciproco supporto.I 25 “Scrittori Sommersi” desiderano allargare il proprio bacino di lettori e lanciare un’idea nuova di promozione sfruttando anche le enormi potenzialità di internet e dei blog.Non a caso la pubblicazione dell’antologia “Scrittori Sommersi- 25 Racconti Emersi” avviene tramite il sito lulu.com ed altri POD che permettono agli scrittori di pubblicare i propri lavori curando personalmente l’edizione in tutte le sue fasi. L’acquisto dell’opera avviene online direttamente su www.lulu.com o mediante i canali degli autori stessi.Il progetto Scrittori Sommersi ha ambizioni di crescita, il fine a cui tende è quello di creare un marchio di qualità nel mondo dell’editoria. Si muove sulla rete, ma vuole raggiungere le gente e le strade per un’affermazione che venga direttamente dal pubblico senza la mediazione di altri canali. Da qui la creazione di uno spazio già in funzione su www.myspace.com/scrittorisommersi per incentivare e stimolare un contatto diretto lettore- autore. Per informazioni: www.scrittorisommersi.com.

lunedì 21 gennaio 2008

“Se io fossi Parlamentare”, il mondo dei blog, il web 2.0, qualche retroscena

Innanzitutto una comunicazione di servizio: c'è la proposta per “Se io fossi Parlamentare” (un esperimento di democrazia partecipativa telematica, il cui regolamento è più sotto) nei Feedbacks di oknotizie (più esattamente qua), vi invito a votarla e, se non siete ancora degli “oknotiziani”, a diventarlo.

Questo il banner e...


...qui sotto il codice da copiare:


Perché scrivo da qua, “in trasferta” su “Autori Lulu” o “Il blog degli autori”, vi starete chiedendo. Innanzitutto non mi sento “in trasferta”: su “Autori Lulu” mi sento a casa. Questa “casa” nasce dalla felice intuizione di Gianni, qualche mese fa, come luogo di ritrovo di noi Luluani e come mezzo di pubblicizzazione delle nostre opere. Inizialmente “Autori Lulu” era un misto di “Autori della rete” ( http://autoridellarete.blogspot.com ), “Letture Gratis” ( http://letturegratis.blogspot.com ) e, ovviamente, l'attuale “Autori Lulu”/”Il blog degli autori”. “Autori Lulu” era una delle prime iniziative (forse la 2° dopo http://groups.myspace.com/autoriemergenti di Miriam) che pur nascendo in ambito Lulu e “parlando” del “mondo” Lulu veniva costruita al di fuori del sito. Poi le iniziative si sarebbero moltiplicate e il pur ampio catalogo formato da LAPY ( http://lapy9.blogspot.com ) e “Autori della Rete” ( http://autoridellarete.blogspot.com ) è, probabilmente, incompleto, ma questa è un'altra storia...

Cosa c'entra questo col mondo dei blog? C'entra nel senso che queste iniziative rientrano nel concetto e nella prassi del web 2.0, una Rete fatta di persone magari meno conosciute di quelle che ci “passa” la tv, ma non per questo meno valide, anzi. Non vorrei offendere nessuno, ma tutti (o quasi) gli amici che ho conosciuto in rete, gli oknotiziani, i luluani, i wikipediani, gli anobiani, ecc. potrebbero dare ripetizioni culturali al 90% degli sportivi/e, delle veline, delle modelle, dei frequentatori di reality e talk show, e anche a qualche presentatore/-trice, attore/-trice e persino a qualche giornalista.

Va detto che il web 2.0 è importante anche per la quantità. Al di là degli accenti un po' snobistici di alcuni (vedi il pur grandissimo Eco) è la pluralità delle persone che fa la pluralità delle idee e la mia non è un'opinione, ma è buonsenso e matematica. Mi spiego meglio: su ogni argomento una persona, seppur coltissima come Eco o avrà 1 idea o nessuna. Certo non avrà di un argomento un'opinione e quella opposta, né sosterrà una di quella gamma di idee (ampia ma non infinita) che intercorre fra la sua idea e quella opposta. Da qui l'importanza di internet sicuramente in campo artistico e umanistico ma, probabilmente, anche in campo scientifico.

Partendo da queste premesse, è logico dedurre che avere delle notizie partecipative (oknotizie), delle opere culturali partecipative (Lulu), delle recensioni partecipative (Anobii) o un'enciclopedia partecipativa (Wikipedia) non può che essere un bene.

E, forse, anche avere una politica partecipativa (http://oknotizie.alice.it/info/391140b917e512b9/vorremmo_la_sezione_se_io_fossi_parlamentare_.html), per motivi in parte uguali non è poi così negativo...


Di seguito lo stato attuale del regolamento di “Se io fossi Parlamentare”:


Bozza iniziale (pubblicata per la 1° volta su http://lapennachegraffia.blogspot.com, blog di Riccardo):


Preambolo

“Se io fossi Parlamentare” e' il primo esperimento in forma ludica di democrazia partecipativa telematica.

Ogni tipo di democrazia, anche quella partecipativa ha le sue regole, di seguito quelle di “Se io fossi Parlamentare”

.

Qualche regola sull'idea.

1. “Se io fossi Parlamentare” nasce da un'idea dell'utente di OKNOtizie Mikelo con la partecipazione dell'utente di OKNOtizie pcdazero prendendo ispirazione dal post di rickgav: i 3 utenti non hanno un rapporto di lavoro con OKNOtizie.

2. “Se io fossi Parlamentare” e' rivolto agli utenti di OKNOtizie (se verra' accettato dagli utenti e inserito dagli amministratori), ma e' rilasciato sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA 2.5.


Funzionamento di “Se io fossi Parlamentare”

3. Va istituita una sezione apposita nell'aggregatore di notizie dal nome “Se io fossi Parlamentare”, con 2 sottosezioni:

a) una con le proposte di legge originali degli utenti;

b) una con le leggi discusse alla camera e al senato.

4. E' una sezione visibile a tutti, ma possono “parteciparvi attivamente” solo gli utenti registrati.

5. Per “partecipazione attiva” si intende la possibilita' di postare “proposte di legge”, di votarle (OK o NO) ed eventualmente di commentarle.

6. Le proposte di legge possono essere postate di Domenica dalle 0.00 alle 23.59 e possono essere votate/commentate dalle 0.00 di Lunedi' alle 23.59 di Venerdi'.

7. Il Sabato si sapranno le proposte approvate, che verranno aggiunte in un database sul sitro liberamente consultabile da tutti.


Regole transitorie:

8. Inizialmente questi saranno i requisiti perche' una proposta sia “approvata”:

a) 400 voti fra OK e NO;

b) il punteggio deve essere almeno 1 (cioe' piu' si' che no, compreso il voto del proponente).


1° emendamento dopo il 1° intervento di Rossaura


Si dovrebbe far nascere una nuova sezione nel sito di oknotizie:

“Se io fossi Parlamentare”, con 2 sottosezioni:


1) una con le proposte di legge “nostre” che dovrebbero essere articolate in punti (= articoli, commi, elenchi, ecc) e che dovrebbero essere scritte nei blog personali e poi postati, come le notizie.

Raccomando di scrivere in maniera lineare (a differenza dei nostri politici), ma anche senza parolacce o toni “accesi”: una legge non è un commento da bar dello sport..


2) una con le proposte di legge “ufficiali”:

A) o in automatico o

B) dovremmo postare noi da camera e senato quelle che riteniamo più importanti.


Nel 1° caso (A) dovremmo affidarci ad un aiuto decisivo degli amministratori di oknotizie (che dovrebbero lavorare col codice html) e saremmo avvisati in tempo reale di tutto ciò che combinano i nostri politici. I “contro” sarebbero che potenzialmente potremmo perdere tempo con proposte di legge “inutili” e che forse ci vorrebbe un autorizzazione anche se non credo, dato che la pubblicità dei documenti ufficiali è 1 delle caratteristiche dello Stato democratico e la “sovranità appartiene al popolo”, ma in Italia non si sa mai...


Nel 2° caso (B) ci dovrebbero essere dei volontari che postano, dovremmo stare attenti a non postare doppioni (per esempio si potrebbe lasciare il titolo di default) e il controllo sui politici e il nostro ruolo di 3° camera un po' scalfito. L'autorizzazione a postare è invece da escludere (salvo svolte autoritarie, ma non credo).


Come ha fatto giustamente notare Rossaura si dovrebbe poter discutere una legge: è un importante modifica.

Si potrebbe fare:


per la 1° sottosezione:

Sabato 0:00 – Domenica 23:59 proposte di legge

settimana successiva: Lunedì 0:00 – Sabato 23:59 discussione

settimana ancora dopo: Domenica 0:00 – Venerdì 23:59 voto

Le proposte di legge si potrebbero fare un fine-settimana su 2.


per la 2° sottosezione:


A) se in automatico:

Proposte di legge appena appaiono sui siti di camera e senato,

discussione: come sopra, in parallelo alla 1° sottososezione, ma dovremmo porre un limite numerico ogni 2 settimane perché i nostri politici fanno solo quello: io proporrei 25 proposte di legge o lo stesso ritmo “loro” (facendo una media dopo qualche tempo) se non è né troppo lento né troppo veloce:

voto: come sopra, con lo stesso limite numerico della discussione;


B) se postate dagli utenti:

postate con un limite numerico elastico: per es. 20-30

discussione: come sopra

voto: come sopra


2° emendamento, dopo una precisazione di Rossaura:


Vedremo i dati che sono pubblici dell'Istat e del Ministero delle Finanze e faremo la nostra finanziaria virtuale, magari con tempi più lunghi rispetto alle altre "nostre" leggi.
E' chiaro che ci dev'essere un limite economico/quantitativo.


3° emendamento, dopo un altro intervento di Rossaura


Tra l'altro, la tua proposta m'ha fatto pensare che una legge può essere proposta da 50.000 elettori e questo potrebbe essere un altro sbocco, concreto sin da subito, per l'iniziativa "Se io fossi Parlamentare" ([oknotizie.alice.it])


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venerdì 18 gennaio 2008

Alla ricerca della libertà perduta !


Vorrei discutere con voi del problema della libertà. È un problema complesso, che richiede un esame attento e una profonda capacita di penetrazione. Sentiamo parlare molto di libertà: libertà religiosa, libertà di fare quel che vogliamo. Sono stati scritti innumerevoli volumi sull’argomento. Ma io credo sia possibile affrontarlo in maniera semplice e diretta, e forse questo ci porterà alla vera soluzione.

Mi chiedo se vi siate mai fermati a osservare il meraviglioso bagliore del cielo a occidente quando il sole tramonta, con la luna giovane che fa capolino timidamente appena al di sopra degli alberi. Spesso a quell’ora il fiume è calmissimo e ogni cosa si riflette sulla sua superficie: il ponte, il treno che lo attraversa, la luna tenera e, col calare della notte, le stelle. E' tutto molto bello. E per guardare, per osservare, per dedicare tutta l’attenzione a qualcosa di bello, la mente deve essere libera da preoccupazioni, non è cosi? Non deve essere affollata di problemi, di ansie, di elucubrazioni. Solo quando la mente è molto tranquilla si è realmente capaci di osservare, perché allora la mente è sensibile alla straordinaria bellezza delle cose; e forse in questo c’è un elemento che indica la possibile soluzione del problema della libertà.

Orbene, cosa significa essere liberi? La libertà consiste forse nel fare quel che più ci conviene in un determinato momento - andare dove ci pare, pensare a modo nostro? Ma questo lo si fa comunque. Oppure libertà vuoi dire semplicemente essere indipendenti? Nel mondo molte persone sono indipendenti, ma pochissime sono libere. La libertà implica una grande intelligenza, non è così? Essere liberi vuol dire essere intelligenti, ma l’intelligenza non si realizza semplicemente desiderando essere liberi: essa nasce, invece, solo quando cominciate a comprendere tutto il vostro ambiente, le influenze sociali, religiose, familiari e tradizionali che in continuazione vi condizionano. Ma comprendere le varie influenze - l’influenza dei genitori, dello Stato, della società, della cultura a cui appartenete, delle vostre credenze, dei vostri dei e delle vostre superstizioni, della tradizione a cui vi conformate inconsapevolmente - comprendere tutte queste cose e liberarsene richiede una profonda capacità di introspezione. Di solito, però, vi piegate ad esse perché dentro di voi alberga la paura. Temete di non riuscire a raggiungere una buona posizione nella vita, avete paura di quello che dirà il vostro sacerdote, siete spaventati all'idea di non seguire la tradizione, di non fare la cosa giusta. Ma in realtà la libertà è uno stato mentale in cui non c’è paura, né coazione, né bisogno di sicurezza.


La maggior parte di noi desidera la sicurezza. Non vogliamo forse che ci dicano che persone meravigliose siamo, quanto siamo attraenti, o che intelligenza eccezionale abbiamo? Se non fosse così, non avremmo bisogno di esibire i nostri titoli onorifici. Questo genere di cose serve a darci sicurezza, a farci sentire importanti. Desideriamo tutti essere famosi - e nel momento in cui desideriamo essere qualcosa, ecco che non siamo più liberi.


E' importante che afferriate questo punto, poiché rappresenta l’elemento cruciale per la comprensione del problema della libertà. Nel momento in cui desiderate essere qualcuno - sia in questo mondo fatto di politica, potere, prestigio e autorità, o nel cosiddetto mondo spirituale, che esalta la nobiltà d’animo, la santità - non siete più liberi. Ma l'uomo o la donna che percepiscono l’assurdità di tutto questo e i cui cuori sono dunque innocenti perché non sono mossi dal desiderio di essere qualcuno, ebbene, costoro sono liberi. Se comprendete la semplicità di questo approccio, ne vedrete anche la straordinaria bellezza e profondità.


Dopo tutto, la funzione degli esami è proprio quella di assicurarvi una posizione e fare di voi qualcuno. I titoli, il prestigio, la conoscenza, vi incoraggiano in questa direzione. Avete notato che genitori e insegnanti vi dicono che è vostro dovere diventare qualcuno nella vita, che dovete avere successo come vostro zio o vostro nonno? O magari alcuni di voi cercano di imitare l’esempio di qualche eroe, di essere come i Maestri, i santi; e in tal modo, non siete mai liberi. Sia che seguiate l'esempio di un maestro, di un santo, di un insegnante, di un parente, sia che aderiate a una determinata tradizione, tutto ciò contiene implicitamente un’esigenza, da parte vostra, di essere qualcosa; e solo se comprendete veramente questo punto, può esserci libertà.


La funzione dell’educazione è dunque di aiutarvi sin dall'infanzia a non imitare nessuno, ma essere sempre voi stessi. E questo è difficilissimo: non importa se siete brutti o belli, invidiosi, o gelosi, siate sempre voi stessi, ma siatene consapevoli. Essere voi stessi è molto difficile perché credete di essere ignobili e pensate che, se solo poteste trasformare ciò che siete in qualcosa di nobile, sarebbe meraviglioso; ma questo non accade mai. Se invece esaminate e comprendete ciò che effettivamente siete, allora nella comprensione stessa è già presente una trasformazione. Dunque la libertà consiste non nel cercare di diventare qualcosa di diverso da ciò che si è, né nel fare qualunque cosa vi passi per la testa di fare, e neanche nel seguire l’autorità della tradizione, dei genitori, degli insegnanti, ma nel comprendere ciò che siete attimo per attimo.


Vedete, non siete stati educati a fare questo; la vostra educazione vi incoraggia a diventare una cosa o l’altra - ma non è certo questa la comprensione di voi stessi. Il vostro «sé» è una cosa molto complessa; non è semplicemente l’entità che va a scuola, litiga, gioca, ha paura, è anche qualcos’altro che resta nascosto, che non è evidente. E fatto non solo di tutti i pensieri che pensate, ma anche delle cose che sono state inculcate nella vostra mente da altra gente, dai libri, dai giornali, dai vostri capi; ed è possibile comprendere tutto questo soltanto se non desiderate più essere qualcuno, se non imitate, se non seguite modelli altrui - il che significa, in effetti, ribellarsi all’intera tradizione secondo la quale bisogna cercare di diventare qualcuno. E' questa la sola vera rivoluzione, che conduce a una straordinaria libertà. Coltivare tale libertà è la vera funzione dell’educazione.


I vostri genitori, gli insegnanti e i vostri stessi desideri vi spingono a identificarvi con una cosa o l’altra allo scopo di essere felici, sicuri. Ma per essere intelligenti non pensate che sia necessario sbarazzarvi di tutte le influenze che vi riducono in schiavitù e vi annientano?

La speranza di un mondo nuovo è presente in quelli di voi che cominciano a percepire la falsità e a ribellarsi ad essa, non, solo verbalmente, ma nei fatti. Ecco perché dovreste cercare il giusto tipo di educazione: solo crescendo nella libertà potete creare un mondo nuovo che non sia fondato sulla tradizione o modellato sulle idiosincrasie di un filosofo o di un idealista. Ma non può esistere libertà fin tanto che vi limitate a cercare di diventare qualcuno o a imitare un nobile esempio.

Da “La ricerca della felicità” di Jiddu Krishnamurti
Immagine di Still Burning

mercoledì 9 gennaio 2008

Riflessioni sulla Rete e sui Computer

Voglio occuparmi oggi di un tema ampio: dove stanno andando:

1) la Rete e i suoi servizi;

2) il software;

3) l'hardware.

Innanzitutto parto da una considerazione basilare: l'informatica è un linguaggio e, come tutti i linguaggi, ha 2 tendenze opposte, ma ugualmente utili: l'unificazione e la diversificazione. Ma a differenza degli altri linguaggi, la tendenza all'unificazione, allo standard, al valore condiviso e... al monopolio è più forte.

Per cui nell'ambito dei servizi della rete, la tendenza è duplice: da un lato c'è la spinta a formare piccoli quasi-monopoli in settori specifici o in Paesi specifici, dall'altro c'è la tendenza ad avere grandi oligopolisti: Google, Yahoo e Wikipedia nell'ambito dei servizi, Microsoft, Apple e Linux nell'ambito del software, nessuno nell'ambito hardware grazie alla scelta magnanima di IBM qualche decennio fa.

Certo paragonare 2 realtà open source come Wikipedia e Linux a delle multinazionali commerciali, può apparire fuorviante e, in generale, lo è, ma non ai fini della mia riflessione.

Va detto che si stanno affermando sempre più i contenuti degli utenti e le “persone” in quanto tali e, anche per questo acquistano sempre più forza altri attori (NewsCorp-MySpace e Facebook, Digg, Menealo e Oknotizie, Splinder, Lulu e DeviantArt, ecc.), ma non hanno la forza dei 6 di cui sopra.

È un mercato che sembra frazionato in micro-settori, ma poi capita che:

1) Google acquista Youtube;

2) Yahoo acquista delicious e mybloglog;

3) Microsoft acquista parte di Facebook;

4) Digg è messa in vendita.

Quindi questo mondo dell'informatica, apparentemente frammentato, è in realtà un mercato unico con barriere porose e pochi grandissimi monopolisti; in tale contesto, non mi è sembrata una buona notizia né il tentativo di fusione (fortunatamente sfumato) fra Yahoo e Microsoft, né il tentativo reciproco di Google e Wikipedia di “farsi fuori” a vicenda con Knol e Wikia Search. Un oligopolio a 6, per quanto spiacevole, è da preferirsi ad un monopolio assoluto. O a un duopolio.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2°]
La mia vetrina virtuale: http://stores.lulu.com/mikelo

lunedì 7 gennaio 2008

MEDICINA ALTERNATIVA

Medicina alternativa Termine generico con cui si definiscono tutte le pratiche terapeutiche i cui metodi non sono stati sperimentati in modo sistematico e “scientifico”, ma sono andati definendosi nel corso del tempo mediante il perfezionamento di tecniche tradizionali. Essa sembra contrapporsi alla medicina definita “ufficiale”, riconosciuta nel mondo occidentale e applicata negli ospedali e nelle cliniche. In realtà, molte pratiche alternative, che derivano in genere dalla cultura orientale, hanno attualmente trovato ampia diffusione anche nel mondo occidentale, e sono sempre più spesso applicate come pratiche complementari alla medicina ufficiale.

L’approccio che si può riconoscere nella maggior parte delle branche della medicina alternativa è di tipo olistico, cioè tende a considerare il paziente nel suo complesso, non disgiungendo i suoi disturbi fisici dalla sfera psichica ed emozionale. La malattia è di solito intesa come manifestazione di uno squilibrio delle energie presenti nel corpo; l’intervento del terapeuta mira allora a ripristinare i flussi di energia interrotti e a ristabilire di conseguenza il benessere psicofisico del soggetto.

Tra le medicine alternative sono comprese l’agopuntura, l’omeopatia, lo shiatsu, il massaggio, la chiropratica, la riflessologia, la floriterapia (come l’uso dei fiori di Bach), l’aromaterapia, la moxibustione, la naturopatia, la medicina antroposofica, e ancora la gemmoterapia, la magnetoterapia e la cristalloterapia; si possono considerare forme di medicina alternativa anche discipline spirituali come il reiki e l’ayurveda, rivolte a stimolare le capacità di autoguarigione dell’individuo.

Fonte http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_981524692/Medicina_alternativa.html

giovedì 3 gennaio 2008

Agenda del 2008 e qualche riflessione

Questi sono, secondo me, gli eventi programmati più significativi del 2008:

marzo:

1) Europa: 9 dei 10 Stati entrati nell'UE nel 2004 (ovvero tutti ad eccezione di Cipro) completeranno la loro entrata nell'area Schengen per quel che concerne gli aeroporti. Per l'esattezza gli Stati sono: Cechia, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria

2) Russia: elezioni presidenziali, il favorito è il delfino di Putin, Medvev

agosto: 3) Cina – si tengono le olimpiadi di Pechino dall'8 al 24 agosto, più esattamente iniziano alle 8 e 8 minuti, questa singolare collocazione temporale è stata fortemente voluta dallo Stato del Dragone, perché nell'ex Celeste Impero l'8 è ritenuto un numero fortunato

novembre: 4) Stati Uniti – viene eletto il Presidente (o la Presidentessa) del più famoso (o famigerato secondo alcuni) Stato del Mondo. Ciò accade il martedì dopo il 1° lunedì di novembre come vuole la legge statunitense: in questo caso si tratta del 4 novembre 2008.

dicembre: 5) Italia/ONU – scade il mandato biennale dell'Italia all'ONU (ovvero il suo seggio non permanente – o provvisorio – fra i 15 del Consiglio di Sicurezza.


La 1° riflessione è che Malta e la Slovenia sono state più lungimiranti della vecchia Gran Bretagna e da marzo faranno parte del ristretto club dei 13 Stati dell'UE che partecipano a tutte e 2 le cooperazioni rafforzate più importanti (Euro e Schengen).

La 2° considerazione è che, date le previsioni per cui questa campagna per le Presidenziali USA sarà da “1 miliardo di dollari”, se non c'è altra alternativa nel Mondo Moderno fra elezioni “pilotate” come quelle in Russia ed elezioni costosissime.

Il 3° punto è che forse le moderne democrazie rappresentative sono logorate dai “gruppi di pressione” e abbisognano di forti iniezioni di democrazia diretta o partecipativa.

La 4° e ultima riflessione è un dubbio che mi pongo e vi pongo: che cosa si sarebbe potuto fare con una parte dei soldi che sono stati spesi e/o verranno spesi nelle elezioni USA e nelle Olimpiadi? Non sarebbe più “morale” (ed ecologico) mettere un “tetto” alle risorse per i grandi “eventi”.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2°]
La mia vetrina virtuale: http://stores.lulu.com/mikelo