domenica 30 dicembre 2007

Gente come noi ....




Gli italiani, inconsapevolmente, cadono sotto i duri colpi dei rincari-assassini, deviando le proprie attenzioni su prodotti simili o ibridi.

Aumenta il pane e compriamo crackers, pane in cassetta, grissini, o suoi derivati.

Aumenta il latte della centrale e compriamo quello a lunga conservazione, magari una sotto marca per risparmiare oppure se proprio non sappiamo rinunciare al latte fresco ci costringiamo a ridurci la porzione.

Aumenta la pasta e ne mangiamo di meno, magari riuscendo anche a perdere del peso.

Aumenta la farina quindi, per le famiglie, meno pizza; invece di una pizza ogni due sabati, ora, una pizza al mese!

Aumenta la benzina: usciremo di meno.

Aumenta il gasolio: qualche maglione in piu e meno riscaldamento acceso.

Frutta e verdura come l'oro! Mangeremo di meno anche questi cibi che in tempo di guerra erano meno salassati di oggi!

Per vestirsi, per viaggiare, accenderemo dei mutui!

Pazienza se poi, a fine mese, ci renderemo conto di non poter provvedere al loro pagamento.

La TV fa falsa propaganda: annunciando l'esodo di massa, mostrando immagini, magari di repertorio o video realizzati in ambienti chic, di come siano pieni i negozi di mezza Italia.

Siamo pronti ad inventarci di tutto pur di cercare di sbarcare il lunario. Tuttavia non ci viene mai in mente di bloccare tutta Italia.

È Natale: si ha voglia soltanto di gustarsi l'atmosfera inebriante, poco importa che sia un immagine di noi stessi finta e illusoria.

Gustatevi queste feste, alla loro fine, nuovi aumenti, nuove stangate, dure bastonate a farci rimpiangere la nostra pigrizia, indifferenza, apatia.

Il mezzogiorno affonda sotto il peso nauseante di cumuli di spazzatura; il nord arranca tra precariato, mutui impazziti e salari da fame.

Corrono le renne a riempire i piedi dei nostri alberi natalizi: pacchi poveri, o comprati con comode rate. Ma noi andiamo avanti! Costanti, testardi, o meglio, narcotizzati!

Ma se le renne fluttuano leggiadre allegre e ben auguranti, nel nord c'è chi prepara il colpaccio!

Si muovono facenti stregoni, si riuniscono, armeggiano: deviate le loro menti; deviazioni pericolose, minacciose, bellicose.

Intendono ripulire i loro comuni che, se fatto con logica, buonsenso, giustizia e etica nulla si avrebbe da ridire.

Purtroppo le loro intenzioni non lasciano intuire o intravedere provvedimenti consoni ad una civiltà come la nostra: una civiltà guadagnata a colpi di baglionette.

Certi di trovare il consenso popolare, quel consenso strappato senza troppa difficoltà, visto l'attuale andazzo.

Il popolo è affamato, pronti come un tempo lo era la plebe, a correre sotto i balconi reali per raccattare quelle poche mele marce.

Il popolo ha paura; troppa violenza, troppo sangue, droga, le strade fanno paura, troppa immigrazione incontrollata.

Il popolo è avvinto e pietrificato dai propri guai, disorientato dai tanti stregoni che si dicono pronti ad aiutarli; il popolo è stanco, demotivato, vicino alla resa tra Torre e Regina. Scacco Matto!

Studiano i politici della Lega, studiano il modo di non incappare in cavilli o decreti ma di giungere nel piu breve tempo possibile dritti alla meta designata: vogliono legittimare il loro razzismo.

Via gli immigrati che non rispondono ai canoni da loro stabiliti.

Tra questi ce ne è uno che mi lascia sorridere perchè so già che a nessuno verrà in mente di recriminare su tale provvedimento; perche si sentiranno fuori in virtù della loro nascita italiana.

Via coloro che pur lavorando non riescono e non potrebbero, visto il loro basso salario, a provvedere ad avere una casa consona e dignitosa, pagare le utenze e vestirsi decentemente: scommetto che oggi, molte famiglie italiane rischierebbero anch'esse l'esilio se tale provvedimento venisse esteso a tutti i cittadini immigrati o non.

Nessun matrimonio celebrato per gli immigrati: un italiano e una filippina si, due filippini no; non s'ha da fare.

Scommetto che staranno pensando al modo di come affiggere fuori i locali la targhetta che vieta l'ingresso agli immigrati.

Ho sempre provato paura verso chi maltratta gli animali, mi dico:

Ci hanno scritto libri e li abbiamo letti: a volte vergognandoci noi per loro, a volte commuovendoci, a volte ringraziando iddio di non esser nati a quel tempo.

Hanno raccolto testimonianze e le abbiamo ascoltate in un silenzio glaciale tenendo gli occhi bassi come a rispettare chi raccontava le proprie violenze.

Abbiamo guardato film che ricostruivano minuziosamente le barbarie naziste: con la pelle accapponata e il cuore gonfio di rabbia.

Giorni della memoria, monumenti, e commemorazioni; storia recente ancora troppo recente per averne dimenticato la sofferenza, immagini vergognose e dolorose: incoscienti crediamo appunto sia storia passata. Eppure ancora oggi esercitiamo potere su i piu deboli, ancora oggi razzismo e violenza contro ogni minoranza sociale.

Gruppi di criminali violentano fuori dai locali gay, le donne omosessuali!

Non è questo un crimine contro l'umanità? Non è paragonabile al disegno distruttivo delle SS?

Non ci vergogniamo a restare indifferenti? Ancora una volta spettatori indifferenti, ancora una volta colpevoli come chi attua simili strategie!

Quando proviamo a ricordare le tragedie passate c'è subito pronto qualcuno che ci bolla come retorici o demagogici; eppure dobbiamo ricordare proprio per impedire che mai più si possa devastare, umiliare, violare, torturare altri esseri umani.

Sta prendendo corpo al nord un disegno simile a quello delle SS: stessa modalità, stessa procedura rabbiosa e barbara!

Giorgio Bettio, sindaco di Treviso leghista.

Secondo lui: - Punire dieci immigrati per ogni torto che commettono ai danni di un italiano! -

Questa l'idea brillante di una mente deviata!

Queste le menti elette per garantire dignità, uguaglianza e la giustizia di un paese proclamatosi laico e democratico.

Il nord e i suoi politicanti: politicanti che ospitano nelle proprie case servitù straniera!

Politici che non rifiutano del sesso con qualche trans straniera!

Certo trovano terreno fertile, i cittadini sono arrabbiati, arrabbiati, contro il caro vita, arrabbiati e spaventati dai tanti furti e rapine!

Dalle tante violenze, delle tante Giovanna Reggiani!

Ed hanno ragione, bisogna mobilizzarsi, reagire, esercitare il proprio diritto, esigere di venir difesi, ma da chi!

Mi chiedo se la rabbia possa legittimare atti contro l'umanità.

Credo di no, credo bisogni mantenere lucidità, razionalità, ma soprattutto bisogna ricordarsi di essere uomini!

Arrabbiarsi si certo, ma non scatenando le SS, o diventando più criminale di chi lo è di già.

Ultimamente Bossi sta fomentando in maniera bellicosa il suo popolo di leghisti, forse spinto da rivalsa, o forse solo mal istigato e provocato, sta però mettendo in grave pericolo la popolazione straniera. Rischiamo di assistere a missioni punitive che nulla hanno a che vedere con la reazione di un popolo civile.

Razzisti, che si mescolano a leghisti che si mescolano a cittadini in panico: miscela esplosiva che potrebbe determinare situazioni pericolose.

I sindaci del nord stanno, in concomitanza, procedendo col puro intento di legittimare un olocausto.

Niente matrimoni se non si ha la cittadinanza o il permesso di soggiorno: perche non pretendere dal governo leggi capaci di regolamentare l'entrata degli stranieri?

Perche punire chi, costretto dalla fama, o dalle tante guerre civili che vivono nell'entroterra, cerca rifugio nella nostra Italia?

Niente permesso di soggiorno o cittadinanza per chi non è impossesso dei requisiti decisi dal comune: vale a dire niente permessi per chi non può dimostrare un salario capace di farlo vivere agiatamente, o di dimostrare di avere un alloggio consono e dignitoso.

Quanti italiani, che vivono in questi comuni dittatoriali, non sono in possesso dei sopra citati requisiti?

Fa paura, fanno paura, e nessuno che tenti di rimproverarli, ammonirli, intimargli un licenziamento!

Non voglio venir rappresentata da questi criminali che istigano all'odio razziale, non voglio macchiarmi di crimini nei confronti di un' altra persona, non voglio umiliare una razza diversa dalla mia, non voglio sentirmi in dovere di relegare un uomo al rango di bestia!

Non vorrei perdessimo, spinti dalla inquietudine sociale, di vista i veri colpevoli: se abbiamo fame, se la criminalità non si argina, se abbiamo la sensazione che l'immigrazione non sia controllata, di certo, non è colpa degli stessi stranieri, semmai, del governo, dei nostri politici, di chi, non esegue il proprio lavoro!

Facendo un giro nel web, il mio primo pensiero, quello nato dalle viscere, istintivo e primario mi fa dire:

Una cosa è sempre riuscita bene ai politici, istigarci e farci litigare tra di noi. Ci hanno sempre messo gli uni contro gli altri, divisi tra nord e sud, tra destra e sinistra, cattolici e laici, etero contro omosessuali. Mentre loro, finite le dispute in parlamento si riuniscono amabilmente, invitandosi in salotti a base di sesso e droga, o di spaghetti e aragosta!

Dobbiamo ripulirci delle loro scorie, tornare a sentirci uomini e non cani fedelissimi, fatti di amore e non di odio, di ragione e non di insensatezza.

Condivido e pretendo si faccia pulizia in Italia: ma fatta seguendo la vera giustizia, quella paritaria e non sanguinaria!

Il governo deve legiferare dando un tetto massimo, a seconda dei comuni italiani, del numero di stranieri da ospitare.

Deve dare maggiori poteri alle prefetture, mettendoli nella possibilità di un rimpatrio immediato e contemporaneo all'arresto

impedire che chi assassina 4 ragazzi, perche alla guida ubriaco, possa firmare contratti televisivi o pubblicitari.

Monitorando i campi rom

istituendo uno schedario che comprenda tutti i nomi e gli indirizzi di chi entra nel nostro paese.

Un cammino diverso da una giustizia sommaria!

Pretendo si faccia giustizia: cominciando magari a far pagare la Tarsu e l'Ici anche ai locali o territori comunali o ecclesiastici: basta privilegi!

Vienimi a trovare!

Roberta Lemma

[ Post tratto da Vitteme e Carnefici ]
La mia vetrina su Lulu: http://stores.lulu.com/robertalemma

giovedì 27 dicembre 2007

Contro gli EPA

Rilancio questa comunicazione che mi è arrivata:

Cara amica/amico,

in queste ultime settimane stiamo assistendo ad una folle corsa in
ordine sparso dei Paesi ACP per la firma di accordi ad interim con
l'Unione europea. Si tratta di accordi parziali che coprono solamente
il capitolo del commercio dei beni per adeguare le relazioni
commerciali Ue-ACP ai vincoli posti dalle regole dell'Organizzazione
mondiale del commercio (OMC). Un accordo parziale voluto dalla Ue che
non ha preso in minima considerazione le richieste provenienti da
numerosi Paesi ACP, e dalla stessa Unione Africana di estendere i
termini delle scadenze negoziali fissate per il prossimo 31 dicembre 2007.

Ciò che colpisce di più è l'atteggiamento arrogante della Commissione
europea, nello specifico del suo commissario al commercio, Peter
Mandelson, che non solo non ha preso in minima considerazione le
richieste ACP, ma nemmeno le osservazioni giunte in questi mesi da
vari governi europei, tra cui l'Italia, per una valutazione più
attenta di possibili soluzioni che dessero ossigeno ai negoziati senza
vincolarli a scadenze temporali così ristrette. È assurdo che uno
degli obiettivi principali degli accordi Epas sia proprio
l'integrazione regionale degli ACP, un'integrazione in realtà colpita
al cuore a causa della frammentazione che la firma degli accordi ad
interim sta causando nelle regioni ACP.

Come organizzazioni attive da anni sui temi del commercio
internazionale e dei suoi impatti sui Paesi del Sud, siamo
profondamente indignati di fronte all'aggressività di una Commissione
che utilizza la retorica dello sviluppo per affermare i propri
interessi offensivi. Per questo motivo abbiamo scritto al Ministro
Prodi perché l'Italia non accetti con indifferenza questa politica e
affermi a chiare lettere che la cooperazione si costruisce su basi
diverse, su un partenariato effettivo al servizio dei Paesi poveri e
non a loro spese. Ti proponiamo di fare altrettanto. O inviando la
stessa lettera che abbiamo spedito noi, o scrivendo tu quello che
pensi rispetto a questa situazione.

Stare in silenzio di fronte ad questo penoso spettacolo di riduzione
della politica di cooperazione a strumento di penetrazione del
capitale trasnazionale europeo sarebbe inaccettabile. Rivendicare che
il nostro Paese si faccia promotore, in sede europea e attraverso sue
concrete scelte politiche, di una maniera diversa di intendere la
cooperazione come servizio e non dominio dei popoli del Sud è il
minimo che possiamo fare per avanzare con coerenza nella costruzione e
nella pratica di alternative possibili all'attuale sistema di
globalizzazione neoliberalista.

Ti preghiamo di di inviare il messaggio agli indirizzi sotto indicati
e di mettere in copia la mail epa2007@faircoop.it in modo che possiamo
darti comunicazione dei risultati di quest'azione.

Si tratta di un gesto semplice, ma importante. Ti ringraziamo del tuo
contributo!

E-mail Presidente On Romano Prodi:segreteria.presidente@governo.it
E-mail Ministro On. Massimo D'Alema: segreteria.massimodalema@esteri.it
E-mail Vice ministro On. Patrizia Sentinelli:
segreteria.sentinelli@esteri.it

La nostra Email epa2007@faircoop.it

Campagna per la riforma della Banca mondiale (CRBM), [fair], Mani
Tese, Rete Lilliput, Crocevia, Terra Nuova, Beati i Costruttori di Pace.

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Lettera aperta della società civile al Presidente del Consiglio Romano
Prodi p.c. al ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema

alla ViceMinistra agli Esteri con delega alla cooperazione Patrizia
Sentinelli

Caro Presidente,

Le scriviamo perché condividiamo con i popoli del mondo un destino
comune, un'aspirazione di pace e di benessere collettivo. Per questo
da qualche anno stiamo seguendo i negoziati dei nuovi Accordi di
Partenariato Economico (APE o EPA) che l'Europa sta negoziando con
molte sue ex colonie in Africa, Caraibi e Pacifico (ACP). Proprio in
questi giorni esse dovranno decidere se e come rinunciare ai vecchi
accordi di cooperazione e preferenza commerciale che l'Europa ha
concesso loro negli anni Sessanta, e trasformarli in accordi di libero
scambio, aprendo i loro mercato alle merci, ai servizi e, molto
probabilmente, agli investimenti europei. Lo ricorderà sicuramente,
visto che il lancio dei negoziati EPA avvenne sotto la Sua presidenza
della Commissione europea. E ricorderà che non solo tutte le
principali Ong, le Organizzazioni agricole e le reti di solidarietà
europee e delle regioni ACP, ma le stesse agenzie delle Nazioni Unite
e la Banca mondiale, hanno lanciato negli anni segnali d'attenzione
sulle conseguenze che gli EPAs potrebbero portare allo sviluppo
economico e sociale di questi Paesi, tra i più poveri del pianeta:
de-industrializzazione, perdita di gettito fiscale e di spazio
politico, uscita dai mercati locali di milioni di piccoli produttori.

E' un fatto che nessuna delle sei regioni ACP coinvolte nel negoziato
firmerà al completo gli accordi "ad interim" che avvieranno
concretamente, anche se parzialmente, questo cambiamento di relazioni
entro la fine dell'anno, ed è un fatto che due tra esse, tra le più
importanti, cioè Africa Occidentale e Centrale, abbiamo chiesto
espressamente una proroga delle scadenze negoziali, perché temono che
gli stessi accordi "ad interim", pur se parziali, colpiscano al cuore
i processi di integrazione regionale dei loro Paesi, che sarebbero,
sulla carta, uno dei principali obiettivi degli stessi EPA. A Lisbona,
in occasione del summit UE-Africa, avrà avuto modo di constatare
direttamente il malessere diffuso anche all'interno delle diplomazie
africane rispetto all'atteggiamento impositivo della Commissione
Europea in questa fase delicata del processo negoziale. L'ostinazione
quasi personale del Commissario Peter Mandelson, che più volte ha
attaccato direttamente l'apertura al dialogo promossa con coerenza e
costanza dal Governo italiano, di voler chiudere accordi ad interim
con più Paesi possibili declassando il livello di partenariato e di
preferenze commerciali con quelli che rifiutano un accordo in così
breve tempo, crediamo sia una forzatura del tutto illegittima ed
inopportuna nel quadro delle relazioni politiche ed economiche UE-ACP.
Il prossimo 20 dicembre il Consiglio europeo approverà il regolamento
per la concessione di un accesso "duty and quota free"
agli ACP che avranno firmato l'accordo ad interim. Ma la partita a
nostro avviso non è ancora chiusa.

Per questo motivo Le chiediamo:

1. di proporre in sede europea un segnale di distensione nel processo
negoziale evitando d fissare nuove scadenze per la firma di un accordo
complessivo (il cosiddetto Full EPA), escludendo dall'agenda in
discussione gli investimenti (i cosiddetti Temi di Singapore, già
esclusi dai negoziati WTO) e in generale le Trade-Related Issues,
garantendo tutte le flessibilità necessarie per un accordo sui servizi
(tra i quali prioritariamente acqua, istruzione e sanità), e per
permettere di proteggere i prodotti dell'agricoltura familiare da cui
dipende la maggioranza della popolazione, salvaguardando uno spazio
politico adeguato di autodeterminazione per i Paesi ACP.

2. di imprimere un chiaro indirizzo di solidarietà nella politica di
cooperazione allo sviluppo italiana, innanzitutto con l'approvazione
della tanto auspicata Riforma della legge 49/1987, che garantirebbe
maggiore coerenza, coordinamento ed efficacia alla politica estera del
nostro Paese. L'Italia dovrebbe, inoltre, allocare i fondi destinati
agli aiuti al commercio solo in presenza di un processo trasparente e
partecipato di definizione, esborso e monitoraggio degli stessi.
Questi fondi dovrebbero essere orientati al benessere diffuso dei
Paesi riceventi, addizionali rispetto ai programmi di cooperazione,
finalizzati al sostegno dell'integrazione regionale, allo sviluppo di
un commercio locale più solidale e sostenibile e, soprattutto, non
essere utilizzati quale moneta di scambio per l'imposizione di
politiche-capestro di liberalizzazione.

3. Come ribadito nelle conclusioni del GAERC dello scorso 19-20
novembre, chiediamo che vengano elaborati e implementati meccanismi in
grado di vincolare l'implementazione degli accordi a precisi
benchmarks di sviluppo umano e benessere diffuso, in trasparenza e
cooperazione con le rappresentanze delle comunità locali, della
società civile e dei Parlamenti.

Rimaniamo in attesa di una risposta positiva e di un Suo pronto e fattivo
interessamento.

La tua firma.

L'immagine per il banner è la seguente:











Il link per il banner è il seguente (il link a questo post [rectius: a quello nel mio blog personale]):

http://mikelogulhi.blogspot.com/2007/12/contro-gli-epa.html

Il banner è composto dall'immagine che linka questo post [rectius: a quello nel mio blog personale], come nel banner a lato.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2°]
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martedì 18 dicembre 2007

Cervello:Ecco Effetto Vivaldi, Musica Rinforza Memoria Nonni




(ANSA) - ROMA, 17 DIC -




Foto Vivaldi

Da una ricerca italiana ecco la conferma che la musica classica fa bene al cervello, anche quello degli anziani: l'ascolto di brani musicali, meglio se di Antonio Vivaldi, sembra infatti capace di potenziare la memoria di individui in la' con gli anni. Scoperto in uno studio su anziani diretto da Nicola Mammarella della Facolta' di Psicologia dell'Universita' degli Studi G. D'Annunzio di Chieti, il potere della musica del compositore veneziano e' stato battezzato ''effetto Vivaldi'' e fa il paio con il piu' noto ''Effetto Mozart'', gia' piu' e piu' volte dimostrato in numerosi studi. Pubblicata sulla rivista Aging Clinical and Experimental Research, la ricerca non vuole inscenare una guerra 'Vivaldi contro Mozart'; semmai avvalora la tesi secondo cui l'ascolto di musica ha effetti positivi sulla funzionalita' cerebrale, ha detto in una nota Luisa Lopez della Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani ONLUS. L'effetto Mozart indica proprio il potere dell'ascolto di musica su memoria e apprendimento: fu cosi' battezzato nel 1993 dai primi esperimenti basati sull'ascolto di una Sonata in re maggiore per due pianoforti di Mozart. Ricerche successive dimostrarono pure alcuni potenziali meccanismi d'azione della musica, come l'aumento di fattori di crescita neurali indotto dall'ascolto. Lo studio italiano ha coinvolto 24 individui anziani ed individuato come brano dai 'magici poteri' su memoria a breve termine e memoria operativa uno tratto da 'Le quattro stagioni' di Vivaldi. Gli esperti hanno dimostrato che, diversamente dal semplice rumore o dal silenzio, l'ascolto di Vivaldi potenzia le performance degli anziani a test mnemonici di vario tipo come ricordare una serie di numeri in successione progressiva. Il miglioramento della performance mnemoniche, hanno spiegato gli scienziati, potrebbe essere attribuibile all'aumento dello stato di vigilanza e di attenzione indotto dalla musica, inoltre e' plausibile che specifiche caratteristiche della musica agiscano sulla memoria di lavoro fonologica. Semmai non aveste ancora idea di cosa regalare per Natale ai nonni smemorati, ecco quindi un ottimo suggerimento per un regalo godibile e salutare: un cd di musica classica, Mozart o Vivaldi probabilmente fa lo stesso, meglio se e' di loro gradimento





Foto Mozart







lunedì 17 dicembre 2007

Africa (Ovest, Est e Sud): fra primavera africana ed EPA


Mentre la Nigeria (Ovest Africa) è diventata la terza capitale mondiale del cinema tanto da meritarsi il soprannome Nollywood, ad Algeri (Algeria, Ovest Africa) sono stati uccisi 4 integralisti tra cui l' “emiro” di Skikda Massoud.

Mentre l'Egitto (Est Africa) secondo equilibri.net ( http://tinyurl.com/26xyw4 ) si avvia a puntare alle fonti energetiche alternative, la Libia (Est Africa) dal canto suo ottiene da Parigi, fra le altre cose, una centrale nucleare (vedi http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=227887 ).

Mentre nel Sudafrica o “Sudafrikia” (Sud Africa) il partito ANC sceglie il proprio capo e il proprio candidato Presidente in un clima democratico, nello Zimbabwe piuttosto che nello Zambia (entrambi Sud Africa), la situazione è distante dai nostri standard di democrazia.

Insomma la “primavera africana” che certi commentatori ravvisano (vedi per esempio: http://tinyurl.com/28q8r6 ) non è priva di contraddizioni e certo non la favoriscono i possibili accordi EPA contro cui sta lottando Padre Zanotelli ( http://www.vivicorato.it/News/news.asp?id_not=4644 ) e molti altri “uomini di buona volontà”, nonché i contadini africani.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
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giovedì 13 dicembre 2007

IL QUARTO MONDO: QUELLO DELL'ANELLO AL NASO


C'ERA UNA VOLTA, IN AFRICA, UNA TERRA RICCA DI MINERALI.
ALCUNI STATI EUROPEI DECISERO, QUINDI, DI APRIRE MINIERE PER REPERIRE LE MATERIE PRIME NECESSARIE ALLE PROPRIE INDUSTRIE.
IMPIEGARONO NELLE MINIERE GLI INDIGENI LOCALI PER L'ESTRAZIONE DEI MINERALI, PAGANDOLI QUATTRO SOLDI. LORO SCAVAVANO PIETRE E RICEVEVANO UN SALARIO CHE, QUANTUNQUE FOSSE MISEREVOLE, ERA PUR SEMPRE UN SALARIO.
UN GIORNO UN OLANDESE ARRIVO' PRESSO LE MINIERE E PROPOSE AI MINATORI INDIGENI:" VEDETE QUESTE PIETRE LEGGERMENTE PIU' LUCENTI DELLE ALTRE? SE DURANTE GLI SCAVI LE AVVISTATE PONETELE DA PARTE IN QUESTO SACCHETTO." PROMISE CHE IN CAMBIO AVREBBE PERMESSO LORO DI PERCEPIRE UN TANTO DI SALARIO IN PIU' PER OGNI SACCHETTO RIEMPITO.
I MINATORI, PUR NON CAPENDO LE MOTIVAZIONI CHE SPINGEVANO QUELLO STRANO SIGNORE A REGALARE LORO UN AUMENTO DI STIPENDIO, DI BUON GRADO, DURANTE I LAVORI DI SCAVO, METTEVANO DA PARTE QUELLE PIETRE CHE IN FONDO SEMBRAVANO UGUALI A TUTTE LE ALTRE.
IN REALTA' QUELLE PIETRE ERANO DIAMANTI E QUEL SIGNORE DI LI' A POCO DIVENNE UNO DEGLI UOMINI PIU' RICCHI DEL MONDO. POVERI IGNORANTI! VIENE DA PENSARE. SE AVESSERO SAPUTO TANTO A QUEST'ORA SAREBBERO DIVENTATI RICCHI, INVECE A CAUSA DELLA LORO IGNORANZA SONO RIMASTI DEI POVERI SCHIAVI AL SERVIZIO DI CHI, TRA L'ALTRO, IMPIEGO' LE RICCHEZZE COSI' ACCOMULATE PER RENDERE ANCORA PIU' GRAVE LA LORO CONDIZIONE DI SCHIAVITU'.
DA UNA PARTE L'IGNORANZA DALL'ALTRA LA FURBIZIA E L'APPROFITTAMENTO. UNA STORIA VECCHIA QUANTO IL MONDO....
STORIE CHE NON RIGUARDANO NOI PER FORTUNA.... LA NOSTRA CULTURA NON PERMETTEREBBE MAI UNA PRESA IN GIRO COSI' EVIDENTE...... SIAMO TANTO SICURI CHE NON C'E' DI PEGGIO?
"PAPA' HO COMPIUTO 14 ANNI ADESSO DEVI MANTENERE LE PROMESSE E COMPRARMI LO SCOOTER. "VA BENE DOMANI ANDIAMO DALL'AMICO DIRETTORE DI BANCA E GLI CHIEDERO' UN PRESTITO " RISPONDE IL PADRE. SCENE QUOTIDIANE DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE. L'INDOMANI PADRE E FIGLIA SI RECANO IN BANCA DOVE VENGONO ACCOLTI DA UN SORRIDENTE DIRETTORE CHE PORGENDO LORO LA MANO CHIEDE IL MOTIVO DELLA VISITA. "NON C'E' PROBLEMA, I DUEMILA EURO DI PRESTITO SARANNO ACCREDITATI SUL CONTO TRA DUE O TRE GIORNI. FIRMATE QUESTI MODULI, IL TEMPO DI ISTRUIRE LA PRATICA ED IL GIOCO SARA' FATTO" DICE IL DIRETTORE AI DUE, I QUALI, DOPO AVER FIRMATO TUTTI I MODULI, LO SALUTANO E TORNANO A CASA SODDISFATTI.
COSA SUCCEDE IN QUEI DUE O TRE GIORNI NECESSARI AD ISTRUIRE LA PRATICA? IL DIRETTORE APRE IL COMPUTER E SI COLLEGA AD UNA BANCA DATI CHIAMATA "CRIF" IN CUI INSERISCE IL NOMINATIVO DEL CLIENTE PER CONSTATARE SE TRATTASI DI CLIENTE AFFIDABILE O MENO. DI QUEL CLIENTE APPARE TUTTA LA SUA VITA DI PRESTITI, MUTUI, RICHIESTE DI FINANZIAMENTO, PAGAMENTI EFFETTUATI IN RITARDO, ESPOSIZIONI CREDITIZIE DEI CONTI CORRENTE, RICHIESTE NEGATE ED ALTRO. AL TERMINE DELLA PROCEDURA SORTIRA' DALL'INTERROGAZIONE UN PROFILO: BUON PAGATORE, CATTIVO PAGATORE O PAGATORE RITARDATARIO.
IN BASE A TALE PROFILO IL DIRETTORE DECIDERA' SE CONCEDERE IL PRESTITO O MENO. MA CHI HA FORNITO ALLA BANCA DATI QUELLE NOTIZIE COSI' IMPORTANTI? CHI GESTISCE LA BANCA DATI? E' UN SOGGETTO PUBBLICO CHE PERSEGUE UN PUBBLICO INTERESSE O E' UN SOGGETTO PRIVATO? E SE I DATI REGISTRATI CONTENESSERO DEGLI ERRORI?
UNA CERTEZZA: SE DALL'INTERROGAZIONE SORTISSE UN PROFILO NEGATIVO LA BANCA NON CONCEDEREBBE IL PRESTITO PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO E NON C'E' AMICIZIA O CONOSCENZA CHE TENGA. QUESTO ANCHE SE I DATI FOSSERO ERRATI O NON AGGIORNATI. LA BANCA, SEMPLICEMENTE, INVITEREBBE, IN PRIMO LUOGO, IL CLIENTE A REGOLARE LA POSIZIONE PRESSO LA CRIF. PER IL PRESTITO POI SI VEDRA'.
LA BANCA DATI IN QUESTIONE E', NEL 90% DEI CASI, GESTITA DA UNA SPA DENOMINATA PER L'APPUNTO "CRIF" AVENTE SEDE A BOLOGNA E CHE ORMAI HA ASSUNTO LE DIMENSIONI DI UNA MULTINAZIONALE DI LIVELLO MONDIALE. BASTA VISITARNE IL SITO - http://www.crif.com/ - PER RENDERSI CONTO DI QUANTO AMPIA SIA L'ESTENSIONE DEL VOLUME DI AFFARI DELLA SOCIETA'. SEDI IN EUROPA, AMERICA DEL NORD, AMERICA DEL SUD. IL 90% DELLE BANCHE ITALIANE E' LORO CLIENTE.
LE BANCHE PAGANO IL SERVIZIO IN CAMBIO DI PREZIOSE INFORMAZIONI SULLA CONTROPARTE CONTRATTUALE: BASTA COLLEGARSI AL RELATIVO SITO ET VOILA'. IL COMPITO, NOBILE ED ASSOLUTAMENTE CONDIVISIBILE, E' QUELLO DI RENDERE PIU' SICURO IL CREDITO AL CONSUMO. IN POCHE PAROLE, ASSICURARE ALLE POVERE BANCHE CHE IL CLIENTE RICHIEDENTE IL PRESTITO O IL MUTUO SIA NELLE CONDIZIONI DI RESTITUIRE IL CAPITALE E GLI INTERESSI.
GIA' SU QUESTO PUNTO POTREBBERO ESSERE OPPOSTE DELLE OSSERVAZIONI: LE BANCHE, CHE NEL RAPPORTO CONTRATTUALE HANNO UNA POSIZIONE DOMINANTE RISPETTO AL CLIENTE, OLTRE ALLE INNUMEREVOLI GARANZIE PREVISTE NEI CONTRATTI BANCARI MEDIANTE LE QUALI SI TUTELANO DAL RISCHIO DI EVENTUALI INADEMPIMENTI, USUFRUISCONO ANCHE DI QUESTO SERVIZIO CHE CONSENTE LORO DI RIDURRE ULTERIORMENTE IL RISCHIO DELL'INVESTIMENTO. PERCHE' NON PREVEDERE UN ANALOGO SERVIZIO CHE, NELLO STESSO MODO IMMEDIATO E SPECIFICO, CONSENTA AL CLIENTE DI VERIFICARE L'ATTENDIBILITA' DEL DIRETTORE, DEL FUNZIONARIO O DELL'AGENTE BANCARIO CHE PROPONE UN'INVESTIMENTO? SE QUESTO SERVIZIO FOSSE ESISTITO, FORSE, SI SAREBBERO POTUTE EVITARE MOLTE DELLE INNUMEREVOLI TRUFFE PERPETRATE A DANNO DI ONESTI ED INCONSAPEVOLI INVESTITORI.
MA TORNIAMO AL PUNTO FONDAMENTALE DA CUI SIAMO PARTITI: CHI HA CONCESSO A CRIF DI COSTITUIRE UNA BANCA DATI COSI' EFFICIENTE? CHI HA POTUTO PERMETTERE LA COSTITUZIONE DI UN SERVIZIO CHE RENDE PIU' FORTE CHI E' GIA' FORTE E PIU' DEBOLE IL DEBOLE? LA RISPOSTA, PURTROPPO, RIVELA LA CONDIZIONE DI PROFONDA IGNORANZA IN CUI VERSIAMO: PERCHE' GLI ARTEFICI DI TUTTO QUESTO SIAMO STATI NOI, FORNENDO, DEL TUTTO GRATUITAMENTE, I DATI CHE CRIF, IN MANIERA EFFICIENTE MA ANCHE FURBA HA MESSO INSIEME , COSTRUENDO LA PROPRIA FORTUNA. MA IN CHE MODO CIO' AVVIENE? IN MODO SEMPLICE ED EFFICACE: QUANDO FIRMIAMO I MODULI PER CHIEDERE UN CONTO CORRENTE, UN MUTUO, UN PRESTITO, UNA CARTA DI CREDITO ED OGNI VOLTA CHE ABBIAMO A CHE FARE CON UN ISTITUTO DI CREDITO O UNA SOCIETA' FINANZIARIA, CI VIENE RICHIESTA L'APPOSIZIONE DI TRE FIRME. UNA SERVE PER LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO ED E' OBBLIGATORIA, L'ALTRA, ANCH'ESSA OBBLIGATORIA, PER AUTORIZZARE LA BANCA O L'ISTITUTO CUI CI SIAMO RIVOLTI A TRATTARE I NOSTRI DATI PERSONALI IN MODO TELEMATICO, L'ULTIMA, FACOLTATIVA, E' RICHIESTA PER PRESTARE IL NOSTRO CONSENSO AFFINCHE' LA BANCA POSSA FORNIRE I DATI CONTRATTUALI A SOCIETA' CHE EFFETTUANO SERVIZI DI CREDITO AL CONSUMO: IN POCHE PAROLE A CRIF.
LA LEGGEREZZA CON LA QUALE APPONIAMO LE TRE FIRME INDISTINTAMENTE, SENZA LEGGERE, IN QUANTO NEL COMUNE SENTIRE SONO SOLO PURA FORMALITA', HA CONSENTITO A QUESTA SOCIETA' DI COSTITUIRE UNA DELLE BANCHE DATI PIU' RICCHE DEL MERCATO.
IL MINATORE, SCHIAVO, IGNORANTE E CON L'ANELLO AL NASO CHI E' A QUESTO PUNTO?
ALMENO LORO AVEVANO UN MINIMO DI GUADAGNO DALLA LORO ATTIVITA' DI RACCOLTA DI DIAMANTI, NOI NIENTE. ABBIAMO GENEROSAMENTE REGALATO I DATI CHE VENGONO UTILIZZATI CONTRO I NOSTRI STESSI INTERESSI. ROBA DA TERZO, ANZI, QUARTO MONDO: IL MONDO DELL'IGNORANZA PER L'APPUNTO.
BASTA CONSULTARE SUL SITO DEL GARANTE DELLA PRIVACY -www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1302311 - LA RELAZIONE FATTA DALL'AUTORITA' A SEGUITO DI ISPEZIONE A CRIF. IN TALE DOCUMENTO L'AUTORITA' EVIDENZIA NUMEROSE ATTIVITA' ILLECITE, DATI CHE NON DOVEVANO ESSERE REGISTRATI, ACCESSO ALLE INFORMAZIONI CONSENTITO A SOGGETTI ESTRANEI, INFORMAZIONI REGISTRATE BEN OLTRE I TEMPI PREVISTI DALLA NORMATIVA DI SETTORE, INCOMPLETEZZE NELLE INFORMATIVE RILASCIATE AI PROPRIETARI DEI DATI E TANTO ALTRO.
TUTTO QUESTO PER OFFRIRE UN SERVIZIO EFFICIENTE ALLE BANCHE A DISCAPITO DEI CLIENTI: TANTO, HANNO L'ANELLO AL NASO!
MARCO DEL CONTE
[Post tratto dal blog di Marco del Conte ]
La mia vetrina su Lulu: http://www.lulu.com/marcodelconte

martedì 11 dicembre 2007

Ti presto i miei libri



Un sito imperdibile per chi ama la lettura ... economica !
librinprestito.splinder.com

1 - Sulla colonna sinistra scarica l'elenco dei libri disponibili (in PDF).
Se nell'elenco trovi qualche libro di tuo interesse, potrai richiederlo.
2 - Sempre dalla colonna sinistra, scarica il modulo della richiesta,
3 - compila il modulo e invialo via email.
4 - Ricevuto il libro, leggilo e ... personalizzalo con alcune tue note personali.
5 - Rispedisci il libro al mittente entro un mese e mezzo.

P.S.: Tenetelo d'occhio ... fra pochi giorni verrà inserito il libro "PC da zero" :-)

[ Post tratto da blogdazero ]
La mia vetrina su Lulu: http://stores.lulu.com/pcdazero

lunedì 10 dicembre 2007

Quanti caratteri scrivi in 60 secondi ?



Quanti caratteri riesci a scrivere in un minuto ?
Su speedtest.10-fast-fingers.com
potrai soddisfare questa curiosità.
Leggi bene la frase (inglese) in grassetto.
Hai tempo 60 secondi per scrivere.
Il conto alla rovescia inizia appena premi il primo tasto.
Ecco il mio primo punteggio: 179 caratteri in un minuto.
Riesci fare meglio ? :-)



[ Post tratto da blogdazero ]
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Europa


3 sono le notizie riguardanti l'Europa: l'affaire Kosovo, l'accordo di partneriato strategico con l'Africa e il Trattato di Lisbona (o “Trattato di Riforma”).

Per il Kosovo esco dal coro dei media mainstream che si limitano a riportare la notizia o a dichiararsi favorevoli alla posizione prevalente in Europa e di cui la Gran Bretagna è il principale alfiere: per me il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo è uno sbaglio. E ritengo che sia tale per gli stessi motivi addotti dalla Russia e dai membri “Eu” Cipro, Slovacchia, Grecia e Spagna. I motivi, tra l'altro espressi molto garbatamente da Sergio Romano sul tg di La7 qualche giorno fa sono sostanzialmente 2: 1) è un cattivo precedente e 2) ci potrebbe essere un “effetto domino”. Mi sembrano motivazioni tutt'altro che campate in aria, considerando che, a differenza degli altri territori ex-jugoslavi, il Kosovo non aveva lo status di repubblica federale e il suo distacco non arriva in un periodo di guerra ma in un periodo certo travagliato ma tutto sommato pacifico per la regione. Dare l'indipendenza al Kosovo potrebbe essere un incentivo alla Transnistria, piuttosto che ai Paesi Baschi o alla Macedonia Greca o alla parte turca di Cipro.

Per quanto riguarda il vertice Europa-Africa, sono contento che i Capi di Stato africani abbiano detto no agli EPA che sarebbero un disastro per le economie locali, in particolare per il settore agricolo. Nel complesso mi sembra, stando alle notizie filtrate dai mass media, che l'Africa si sia affrancata da una sudditanza post-coloniale e questo, al di là dei singoli casi di Capi di Stato-dittatori, mi sembra un fatto positivo.

La 3° notizia (in realtà lo si sa già da mesi, ma è importante ricordarlo) è che il 13 di questo mese ci sarà la firma ufficiale del travagliato Trattato di Lisbona, la possibile 5° revisione generale del trattato CE. Al momento sembra che né la Rai né La 7 copriranno l'evento come risulta dai rispettivi siti, ma in Italia nulla è mai definitivo...

Al di là dei loro possibili errori, l'Europa e l'Italia restano nel mio cuore, l'una come Patria, l'altra come appartenenza più specifica (idem per la regione cui appartengo), per questo spero che il Trattato di Lisbona venga approvato: per un'Europa più forte in un Mondo più unito.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
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martedì 4 dicembre 2007

Australia


Kevin Rudd, “capo” laburista, è fresco vincitore delle elezioni e neo-premier dello Stato per eccellenza dell'emisfero meridionale (con cui condivide il nome o, rectius, la radice austral- in molte lingue). La notizia più importante però è, forse, che uno di primi atti del suo mandato è stato ratificare il protocollo di Kyoto in concomitanza della discussione sul clima a Bali che si concentra in 2 conferenze parallele: la 13ª Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e a 3ª Conferenza delle Parti (cioè degli stati-parti del Protocollo di Kyoto).

Sempre in Australia la Nutella è entrata nella lista nera dei prodotti “imbroglioni”, lista stilata da un'associazione di consumatori del paese dei canguri. Il tutto perché viene presentata come prodotto a basso contenuto glicemico (!!!).

Questo è inoltre scritto nel sito del Tgcom (www.tgcom.mediaset.it):

Nella lista nera si trovano, per la cronaca, anche guinzaglio che si strappa al minimo sforzo, un succo di frutta che costa circa 50 euro ma con pochissime vitamine e un frisbee di cui il manuale avverte che non deve essere tirato verso le persone. La lista, secondo il portavoce di Choice Christopher Zinn, "vuole evidenziare la pazzia di alcuni dei prodotti presenti sul mercato australiano".

Follie del marketing, di cui noi ambientalisti non siamo esattamente degli ammiratori, soprattutto quando consuma troppe risorse.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
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lunedì 3 dicembre 2007

le squole di scrittura



questo post nasce da una conversazione con un amico scrittore sui decaloghi che vengono dispensati da chi pretende di essere in grado d’insegnare “l’arte”, ma sempre più spesso pare interessato a “mettere da parte” gli zecchini che in cambio gli passate.

Naturalmente non ho nulla contro le scuole di scrittura. Ce ne sono di valide che, per il fatto di esserlo, si fanno pagare laute rette, né ho qualcosa contro i manuali. Anche di questi ce ne sono di validi, e non solo quelli di gente che non essendo mai riuscita a farsi pubblicare un libro, hanno pensato bene di essere in grado di spiegare, non come si fa a non farsi pubblicare un libro, ma come si fa a scriverlo.

Il problema nasce quando si tenta di liquidare una delle questioni più complesse che esistano, con l’uso di quattro regolette precotte, che di solito sono:


- ripescate il vostro libro, radunate tutti gli avverbi in uno stadio e sterminateli senza alcuna pietà

- fate la stessa cosa con gli aggettivi, risparmiandone alcuni al fine di offrire loro la possibilità di riprodursi e a voi quella di poter ripetere l’operazione svariate volte con sadismo e soddisfazione

- adagiate su un piano di marmo tutti i puntini di sospensione e passateli col mattarello fino ad ottenere un unico gigantesco punto che sarà quello che concluderà la vostra narrazione

- usate periodi brevi, perché quelli lunghi sono cose da grandi scrittori, e se avete bisogno di una scuola o di un manuale, evidentemente siete ancora molto lontani dall’esserlo

Se applichiamo le regole al famoso incipit “era una notte buia e tempestosa”, otteniamo “era notte”, col risultato di passare da un brutto incipit a un’idiozia, e con esso la certezza di aver buttato via un po’ di soldi, ma, visti i “mala tempora”, qualche possibilità di pubblicazione in più.Devo dire che ultimamente (orrore!!!) anch'io tendo a sfrondare molto quella che è la prima versione di un testo. Ma questo nell'ottica di migliorare la musicalità della narrazione, non certo per seguire pedissequamente (oh mio dddio!!!) regole e regolette.

L’amico scrittore cita l’esempio del “guerriero valoroso” e del “pendio scosceso”. Allora, il guerriero può essere valoroso, come potrebbe essere un guerriero nella media, o addirittura un guerriero vile. Un pendio, può essere dolce o scosceso (anche se sarebbe da preferire declivio, nel primo caso). Quello che è invece da evitare è il fatto che l'aggettivo o l'avverbio si trasformino in pleonasmo o ridondanza: il burrone non può essere scosceso. Ma anche qui i limiti si fanno labili: complici i mutamenti climatici, l'inverno può ben tornare ad essere freddo. Così mescolare abbondantemente e ripetutamente (ma questa è una provocazione!!!), è un po’ ostico all’orecchio, ma non è uguale al semplice mescolare.La narrativa si ciba di regole grammaticali e logiche, e mal si presta all'aggiunta di altre, specie se illogiche. Il vero motivo di queste scuole di pensiero è uno solo: chi deve leggere per professione ha pensato bene d'inventarsi qualcosa per tagliare il proprio lavoro del trenta, quaranta per cento.


Tutti abbiamo l’ambizione di migliorare la nostra scrittura e di trovare uno stile personale e gradevole. E’ un’ambizione comprensibile, cui anch’io voglio dare un contributo e offrire una regola. Anzi la madre di tutte le regole: “leggete molto, e possibilmente dei buoni libri, mi raccomando!”

sabato 1 dicembre 2007

Inchiesta sugli editori a pagamento

Antonella Beccaria sul suo blog dà notizia dell'interessante e meritoria inchiesta a puntate che sta portando avanti Stampa Alternativa sul fenomeno dei cosiddetti editori a pagamento. Storia molto istruttiva, ma assai poco edificante, purtroppo.

In compenso, si fanno nomi e cognomi. Il che aiuta a tenere quanto meno gli occhi ben aperti, e a respingere sempre tutte le proposte di pubblicazione dietro compenso, rimborso, contributo, eccetera.

vecchi parrucconi impomatati, verrò a fare i miei bisogni al centro della vostra Aula Magna




vecchi parrucconi impomatati, verrò a fare i miei bisogni al centro della vostra Aula Magna, per ringraziarvi di aver invitato quell’insetto stercoraro e la sua pallina di merda in quello che qualche ingenuo poteva ancora considerare un tempio della cultura. Tornate a occuparvi della caccia alla volpe, tornate a occuparvi dei pannoloni di sua maestà, tornate a occuparvi della Camera dei Lord, unico organo parlamentare cui si accede per diritto di casta, ma lasciate stare la cultura.Vergognatevi!Vergognatevi!Vergognatevi!Vergognatevi di aver invitato un ex-galeotto, e di questo non ringrazierò mai abbastanza gli amici austriaci, oltre che per la Sachertorte, come farebbe Moretti. Vergognatevi di aver invitato David Irving, storico negazionista, putrida iena pseudointellettuale, che, in mancanza di una laurea, campa facendo i suoi bisogni su milioni di morti dell’olocausto e il suo degno compare Nick Griffin, leader del partito nazifascista inglese Bnp.Un solo plauso in tutto questo liquame, per il parlamentare Tory che ha stracciato la tessera vitalizia di Oxford per protesta.Basta! Non riesco a scrivere: la rabbia e l’amarezza sono troppo forti.Ma ricordatevi: “Non vi è alcun motivo di cancellare una lavagna, se non la volontà di riscriverci sopra”.


Questo è l’indirizzo di posta dell’Università di Oxford, e vi prego di scegliere una delle migliaia di foto dell’olocausto e spedirgliela accudendogli il testo: “Shame on you!” (Vergognatevi!)

.http://www.ox.ac.uk/applications/dynamic/contact_us.rm?id=164&area=root

e che nessuno mi venga a parlare di libertà di opinione, che è la volta che mi in…albero
queste sono opinioni?http://www.thule-toscana.com/

http://lapennachegraffia.blogspot.com/

venerdì 30 novembre 2007

Book Cafè Catalogo


Book Cafè è un piccolo catalogo di sole 8 pagine, che all'interno raccoglie 7 Opere Letterarie dell'edizioni Lulu.

La prima edizione è già pronta con le opere scelte: Book Cafè Catalogo

Se chi sta leggendo, ha un'attività commerciale, un sito, potrà richiedere l'inserimento pubblicitario all'interno del catalogo (in questa prima edizione, è gratuita)!
Vi prego di affrettarvi a mandare le vostre proposte di adesione:
Banner attività (Massima dimensione 100x200 pixel)

Nella prima edizione verranno ospitati: 6 banner per pagina, per un totale di 42 attività commerciali al massimo. Per la prima selezione faremo preferenze per Librerie, Book Cafè, Associazioni Culturali (preferenza per i no-profit), siti Web!

Per contatti, invia una email a: book.coffee@yahoo.it

Per la prossima edizione del catalogo, i nuovi sette libri verranno selezionati dagli stessi pubblicati, man mano che la comunità crescerà saranno sempre più i libri selezionati e letti!

Aiutaci a diffondere questo catalogo se reputi che sia una buona iniziativa!
Giovanni Micolucci

martedì 27 novembre 2007

Stati Uniti e Messicani; Europa (Italia) e gli immigrati


Riporto da “La stampa” (www.lastampa.it):

Si chiama Jesus Manuel Cordova, è un giovane messicano e sarebbe stato solo uno dei tanti immigrati che cercano di attraversare clandestinamente il confine con gli Stati Uniti, se non avesse incontrato il piccolo Christopher, rimasto solo e perso nel sud del deserto dell’Arizona dopo la morte della madre in un incidente d’auto, e non avesse deciso di prendersi cura di lui in attesa dei soccorsi: si è trasformato così nel suo “angelo custode”, anche se il suo gesto generoso gli è costato l’arresto da parte degli agenti di frontiera.


Questa notizia, unita agli ultimi delitti in cui sono coinvolti italiani (si pensi a Raffaele Sollecito implicato nel caso “Meredith”, al poliziotto coinvolto nell'omicidio del tifoso Gabriele Sandri, al cacciatore suicida (Giordano Trenti) e probabile assassino di un suo amico, Maurizio Cioni, della cui moglie si era innamorato) ci fa capire che non sempre gli stranieri sono “il male” mentre noi indigeni siamo il “bene”. Queste notizie, insomma, ci fanno capire che la vecchia e religiosa distinzione “buoni” vs “cattivi”, al di là di estremizzazioni manichee, è più importante di qualsiasi distinzione etnica. E che, come ricordava in un'intervista televisiva un ex deportato nei campi di sterminio, non ci sono popoli cattivi ma “solo” individui cattivi.


Altre considerazioni che sorgono dalla notizia specifica sul tifoso ucciso è che bisogna considerare colpe e attenuanti in un processo e che il ritorno ad uno sport non professionistico non è solo un'utopia possibile, ma anche un'utopia necessaria.


A chi interessa sapere, come è finita la vicenda messicano-statunitense, ecco la conclusione (sempre da www.lastampa.it:

Ora Christopher, che aveva già perso il padre pochi mesi fa, sarà preso in custodia dallo zio, il suo salvatore invece è stato immediatamente rimpatriato.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
La mia vetrina virtuale: http://stores.lulu.com/mikelo

lunedì 26 novembre 2007

EMERGENZA DIOSSINA



Emergenza diossina

di Emiliano Fittipaldi

Abbiamo il record negativo di emissioni.

La sostanza tossica si annida anche negli alimenti.

E gli esperti lanciano l'allarme: metà degli italiani ne assume più del limite consentito
La diossina è ovunque. Tutti, se si facessero analisi ad hoc, se ne troverebbero un po' addosso. Ricchi e poveri, meridionali e padani, gli italiani iniziano ad assumerla già attraverso il cordone ombelicale e, appena nati, succhiando il latte materno. Qualche picogrammo (un miliardesimo di milligrammo) di questa sostanza, nociva e dagli effetti ancora in gran parte sconosciuti, c'è sempre stato anche nel sangue di Laura Pollini, che fino allo scorso 18 aprile ai veleni in corpo non aveva mai dato troppa importanza. La compagna di Luciano Benetton ha iniziato a interessarsi di diossine e danni fisici correlati solo da quel mercoledì sera, quando era chiaro che l'incendio allo stabilimento della De Longhi, distante solo quattro chilometri dalla quiete di Villa Lia, rischiava di contaminare Treviso e dintorni. L'evacuazione non c'è stata: il sindaco leghista e l'Arpav (l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) hanno effettuato i controlli subito dopo l'incidente, assicurando che non c'era alcuna minaccia per la salute pubblica. Ma il 'tutto va bene' non ha convinto i Benetton: girando per i cinque ettari della tenuta hanno notato piante avvizzite, animali intossicati, un odore acre che non spariva. Così la coppia ha speso circa 20 mila euro e chiesto a uno dei pochi laboratori privati specializzati un monitoraggio ambientale della proprietà. A 16 giorni dal rogo, nonostante le piogge torrenziali, le diossine e gli inseparabili furani (altri composti nocivi) sono stati trovati sulle foglie di ortaggi e insalate, sugli alberi da frutto e in grandi quantità sul terreno. "Su un pero", spiega l'autore della relazione tecnica Raul Martini, "abbiamo rintracciato un valore di tossicità esorbitante: un solo frutto potrebbe contenere più della soglia giornaliera massima consigliata dall'Oms. La diossina ha invaso l'orto, e finirà con ogni probabilità nelle falde acquifere. I dati ufficiali? L'agenzia per prevenire il panico ha usato toni rassicuranti, ma credo abbia sbagliato". Nella relazione, in realtà, il commento è meno diplomatico: "Dall'Arpav", si legge, "sono arrivati commenti approssimativi, poca cautela, manipolazione dei risultati".Le analisi fai-da-te sono costosissime. Ma con la classica colletta, anche chi non ha la disponibilità economica dei Benetton può andare a caccia degli invisibili furani e dei Pcb, i policlorobisenili che appartengono alla stessa famiglia. La famiglia Cannavacciuolo di Acerra pascola pecore da sempre. Visitare il loro appezzamento è un'esperienza choc: lo spicchio di terra è incuneato tra la vecchia fabbrica Montefibre e il termovalorizzatore in costruzione. Le bestie all'origine erano 2 mila, pasciute e bianchissime, ma in pochi anni sono state sterminate. Tumori e malformazioni. Il gregge è sotto sequestro: il latte contiene percentuali di diossina da record, i 400 animali sopravvissuti sembrano usciti dal film 'The Day After'. Al capofamiglia è andata peggio: a maggio è morto di cancro fulminante. "Dicono che la diossina non c'entra niente, ma Vincenzo era un toro. È colpa dei rifiuti tossici che i camorristi seppelliscono nell'Agroaversano", sostiene il fratello Mario, "dobbiamo stare attenti tutti: le pecore mangiano solo erba naturale, e qua è pieno di ortaggi che finiscono sulle tavole degli italiani". Con l'aiuto di un professore dell'ospedale Pascale di Napoli, Antonio Marfella, Mario è riuscito a far analizzare il suo sangue e quello del fratello da un laboratorio canadese. Risultato: l'esposizione alla diossina è simile a quella della zona A e della zona B di Seveso. "In Campania discariche abusive e la bruciatura dei rifiuti all'aria aperta", dicono all'unisono l'oncologo Giuseppe Comella e Leopoldo Iannuzzi del Cnr, " hanno messo in pericolo la catena alimentare. Le diossine si depositano sulle piante, il terreno e le acque, fissandosi poi nei tessuti grassi degli animali e nel latte". Sugli effetti delle diossine oncologi ed epidemiologi sono spaccati a metà. Ma oltre all'accertata tossicità, un dato è sicuro. L'Italia è il paese che in Europa ne produce di più. Spulciando l'unico rapporto della Commissione Ue sul rilascio di diossine e furani al suolo (del 1999), si scopre che il nostro Paese ne emette il 38 per cento in più della Spagna, il 33 più della Gran Bretagna, il 29 più della Germania, ben il 75 per cento in più di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia messe insieme. Per gli ultimi sette anni stime ufficiali non esistono, ma le emissioni di sostanze nocive dovrebbero - sostengono gli esperti dell'Iss - essersi ridotte. Secondo Roberto Fanelli, capo del dipartimento Ambiente e salute dell'Istituto Mario Negri di Milano e autore di alcuni report su Seveso, "ormai la contaminazione è diffusa uniformemente in tutti i paesi industrializzati. Sono sostanze che troviamo dappertutto. Si eliminano solo dopo molti decenni". In pratica, diossine (ci sono vari cogeneri, il più pernicioso è il 2,3,7,8 Tccd) e Pcb sono il prezzo della vita moderna. Industrie chimiche, acciaierie e smaltimento dei rifiuti sono i primi responsabili dell'inquinamento: le molecole killer si formano in presenza di cloro e derivati durante qualsiasi processo di combustione. Se l'associazione Medici per l'ambiente parla senza giri parole di "pandemia silenziosa" e l'ematologa Patrizia Gentilini, vicepresidente del gruppo, nutre molti dubbi sulla presunta riduzione dell'esposizione in Italia ("Qui seguiamo politiche semplicemente disastrose"), il tossicologo Alessandro Di Domenico dell'Iss getta acqua sul fuoco. Almeno per quanto riguarda gli inceneritori, obiettivi preferiti di ambientalisti e cittadini arrabbiati. "Con la regolamentazione Ue oggi ci sono strutture a impatto trascurabile. E non dimentichiamo che l'Epa (l'Agenzia Usa per la Protezione ambientale, ndr) ha spiegato che il maggior pericolo viene dalle sorgenti incontrollabili, come incendi e fuochi privati. Come si fa a stanare i caminetti fuorilegge? Più che procurare allarme, occorre informare la gente".(26 novembre 2007)
Fonte

sabato 24 novembre 2007

il medioevo e i cellulari


tra poche ore inizierà a Roma il corteo contro la violenza sulle donne, nell’ambito della giornata internazionale ad essa dedicata dall’ONU. Essendo un’iniziativa internazionale, partiamo da molto lontano.Nel Bangladesh, ogni anno circa cinquecento donne vengono sfregiate col vetriolo, componete delle batterie e mezzo decisamente a buon mercato, di facile reperibilità e particolarmente adatto ai paesi poveri. L’acido procura alla pelle ustioni dolorosissime paragonabili a quelle del fuoco, e quasi sempre le donne, oltre a rimanere sfigurate per sempre, perdono la vista e il controllo dei muscoli facciali, e con esso le possibilità di masticazione. Spesso le vittime sono giovanissime, dodici o tredici anni, e le conseguenze, in mancanza di rapide cure, possono portare fino alla morte.In origine la punizione era riservata alle figlie che rifiutavano di sposare l’uomo scelto dai genitori, ma ora l’acido colpisce le donne e le bambine per aver semplicemente rifiutato le proposte di un uomo, le mogli ripudiate e le spose che non abbiano onorato il debito della dote. Il loro destino diviene l’emarginazione, perdono la possibilità di diventare spose e madri, e le aspetta una vita di stenti e di isolamento quasi assoluto. D’altra parte stiamo parlando di un paese in cui al desco si siede il capofamiglia, poi tocca ai figli maschi, alle figlie femmine, e solo da ultimo alla moglie: naturalmente in caso di estrema povertà la catena può interrompersi in qualsiasi punto.So che state per chiedermi: ma questo è medioevo, cosa centra con noi?Siamo davvero sicuri che il medioevo sia così lontano da noi?Da un paese, come il nostro, in cui in un anno un milione e centocinquantamila donne sono oggetto di violenza, ottantamila sono stuprate o molestate sessualmente, e ogni due giorni una muore per le violenze subite.Il problema è di natura culturale e la stragrande maggioranza dei casi avviene in famiglia. Le donne sono spesso le prime a celare la violenza subita, vittime a loro volta di un retaggio culturale, in altri casi così impaurite da cercare di cancellare l’orrore patito, sperando che non abbia a ripetersi. Così moltissimi casi restano confinati tra le mura domestiche, e quelli che riescono a valicarle si scontrano spesso contro l’inerzia delle forze dell’ordine e della magistratura, che a volte indulgono, e in altri casi si limitano a provvedimenti di prammatica che non sono certo in grado di sottrarre le donne alla loro paura.E’ utile che oggi molti uomini facciano un’esame di coscienza, che ripensino al loro atteggiamento nei confronti di mogli, figlie e compagne. E soprattutto si rendano conto che, anche se girano con tre cellulari in tasca, seguiti e guidati da un satellite, il medioevo è dietro l’angolo.

mercoledì 21 novembre 2007

IO ho detto NO!


La politica sporca, anzi il politicante sporco che estorce voti grazie a favori e baratti.
Vengo ieri avvicinata da un amico di famiglia, mi porge una lista, era di Forza Italia, mi chiede una firma; me lo chiede come un piacere personale perche, chi gliela aveva data gli aveva promesso, in cambio di 60 firme, alcuni capannoni in disuso.
Naturalmente gli nego il piacere e gli spiego il motivo.
Non discuto l'intento di riportare alle elezioni il Paese, ciò che è gravemente sbagliato è riportare alle elezioni un Paese che non ha ancora riformato la legge elettorale.
Una legge elettorale antidemocratica, voluta e avuta dalla stessa forza politica che oggi, tenta di convincere una nazione a ri-votare prima che essa venga appunto rifondata!
Mi guarda stupito il mio amico, dopo un attimo mi dice: - Tu mi neghi un piacere pur sapendo che non sarai né tu, nè io, a cambiare la sorte d'Italia.

È vero, non saremo né io, né lui, dovremmo essere in tanti, tutti a rifiutarci, allora si che cambieremo le sorti d'Italia.

Ripeto, per chi ancora avesse dei dubbi che non appartengo né alla destra, né alla sinistra, nessuno dei due rispecchia i miei principi laici e democratici.
Non intendo salvare l'esecutivo dal crollo intendo contrastare chi vuole per l'ennesima volta approfittarsi di chi, versa nelle file deboli di un popolo affamato.
Stranamente anche Fini e Casini invitano al buon senso Berlusconi: lo fanno perché è talmente palese il suo imbroglio che non vogliono ri-sporcarsi le mani.
Corrono nei comuni d'Italia con i fogli in mano uomini, che magari tentano di accaparrarsi un piacere, un favore, magari non sanno che quel piacere o favore gli spetta di diritto: quanti non conoscono la legge? Quanti non conoscono i propri diritti?
Esigete, prima di tornare alle elezioni che venga riformata la legge elettorale.
Esigetelo voi di destra e voi di sinistra: in questo momento si è fregati da entrambe le file.
Sforzatevi di chiudere occhi e mente davanti lo scintillio di favori facili, fatelo per difendere la vostra dignità, il vostro orgoglio, la vostra intelligenza: non fatevi offendere da lor signori, incantatori di serpenti!

Roberta Lemma

[ Post tratto da Vitteme e Carnefici ]
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lunedì 19 novembre 2007

Medio Oriente


I diplomatici israeliani e palestinesi cercano, in questi giorni, un accordo di pace (e di spartizione del martoriato territorio della “Terra Santa”) soddisfacente per entrambe le parti. Quest'accordo verrà poi ufficializzato alla conferenza di Annapolis (Stati Uniti) il 27 novembre 2007. Tra i punti salienti dell'accordo, sono per me degni di particolare attenzione 2 punti:

il 1° è che Olmert vuole definire lo Stato di Israele “Stato ebraico” e tale riferimento etnico potrebbe avere rilevanti conseguenze giuridiche e non sugli arabi israeliani;

il 2° è che tale accordo è solo il punto di inizio di una fase negoziale che verrà svolta secondo un ordine “contemporaneo” anziché “sequenziale” cioè la creazione dello Stato Palestinese avverrà contemporaneamente al processo negoziale, piuttosto che alla fine di tale processo.

Il tutto, con la mediazione del “Quartetto” (ONU, Stati Uniti, Europa, Russia), per scongiurare la nascita dello Stato di Hamas a Gaza, la “balcanizzazione” della regione e mettere una pezza a quello che alcuni intellettuali e studiosi, già negli anni '90 dello scorso secolo chiamavano il “nuovo disordine mondiale”.


Frattanto Chavez, oggi, è stato da Ahmadinejad per rinsaldare la loro “amicizia” in chiave antistatunitense. Il presidente venezuelano vorrebbe un ruolo più marcatamente politico dell'OPEC e si è dichiarato disposto a far salire il prezzo del petrolio a 200 dollari in caso di attacco USA all'Iran. Ahmadinejad, invece, non ritiene che si debba usare il prezzo del petrolio come arma, ma ritiene il prezzo attuale del greggio inferiore a quello reale e vorrebbe un'altra valuta petrolifera al posto del dollaro che – dice il leader iraniano – danneggia i paesi produttori.

Quest'ultima affermazione di Ahmadinejad mi sembra interessante e degna di maggiore riflessione.


Il Kazakistan spera di raggiungere un accordo con la Federazione russa sui prezzi per il transito del gas, ma solo se si troveranno le giuste condizioni economiche.

(fonte: la Repubblica: www.larepubblica.it )

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
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mercoledì 14 novembre 2007

Intervista a Gilberto Gavioli de "Il Foglio Clandestino"

Come e quando nasce Il Foglio Clandestino?

La rivista nasce nel 1993, con la ferma volontà di incontrare, ricercare, dialogare, condividere la poesia e la letteratura. Si rivolge al passato, la poesia è rilettura costante, ritrovando libri e autori dimenticati; cammina nel presente, fiutando ciò che avviene di nuovo, leggendo e dialogando costantemente. Con mani e orizzonti aperti, il più possibile,

Ad oggi, quanti numeri sono usciti de Il Foglio Clandestino?

61.

Colpiscono, nell'impostazione della rivista, l'aspetto sobrio e il rigore dei contenuti. Una precisa scelta stilistica, immagino...

Una scelta essenziale, direi. L'intenzione era quella di rendersi visibili più che apparire. Ho cercato il modo più semplice di realizzare una rivista decente e senza fronzoli. Il formato è ispirato a Keraunia, rivista di Sergio Fumich, che nasceva un po' prima de Il Foglio Clandestino. Con il numero 60, la veste è cambiata, siamo passati ad una brossura, sempre essenziale.

Il Foglio Clandestino ha ottenuto numerosi riconoscimenti prestigiosi. Che riscontro ha ottenuto la rivista presso il pubblico dei lettori?

Lo scambio rimane costante, da parte nostra, i lettori sono un po' pigri nel riscontro, anche chi viene pubblicato non ricambia questa sorta di sorriso e lascia cadere occasioni di crescita reciproca, utile, credo. La rivista è stata oggetto, con altre, fino ad oggi di tre tesi di laurea. esiste una compagine di lettori fedeli, con alcuni si crea una rete di sensazioni, qualche amicizia, si discute su libri e testi. Certo si potrebbe far di più, ma molti considerano il loro scrivere partenza e arrivo, senza possibilità di crescita, né di scoprire lettori veri.

Qual è stato il percorso che ha condotto alla nascita delle Edizioni del Foglio Clandestino?

Le edizioni del Foglio Clandestino nascono nel 2005, come sviluppo, diremmo quasi inevitabile, della più che decennale esperienza della rivista Il Foglio Clandestino. La dimensione editoriale che ne è scaturita condivide questa filosofia originaria, continuando a giudicare importante il dialogo e il confronto, auspicando un continuo interscambio di studio, approfondimento e invito alla lettura con lettori e autori, alla ricerca mai paga di nuovi orizzonti culturali. Al momento le edizioni del Foglio Clandestino lavorano nel settore della narrativa e della poesia, dell'antichista e dei naturalia. La pubblicazione è su invito. Nessun impegno economico viene richiesto agli autori selezionati, chiaro segno di una precisa e decisa marginalità editoriale.

Le Edizioni pubblicano "su invito": una formula inconsueta, direi. Vuoi spiegarcene il significato?

La linea guida sarebbe quella di non essere sommersi da dattiloscritti, ma senza chiusure naturalmente. Chi pretende e presume di fare cultura non può permettersi di accantonare
e scartare a priori nulla. Ci sono amici/lettori che ci suggeriscono autori, io stesso navigo quotidianamente nei siti letterari e in qualche blog, anche se ci sono incontri casuali che illuminano i percorsi, sovente. In ogni caso leggiamo ciò che arriva, nonostante il nostro "avviso". Ci ispiriamo a Scheiwiller in questa idea. Il problema di internet è che basta agli autori buttar giù qualche verso e già lo si sottopone ad ogni rivista o editore che oggi è semplice trovare e contattare. Manca l'autocritica e la capacità di porsi in relazione con l'altro, il lettore. Del resto il 70/80% di quanto arriva è scadente, privo di vigore, originalità e, pare, senza un retroterra di lettura e confronto.

L'Istat ha ribadito, una volta di più, che il Bel Paese ama poco la lettura. Quali sono, a tuo avviso, le principali cause di questa situazione?

Difficile e presuntuoso parlarne. Direi che la scuola ha il suo ruolo, le scelte dei docenti sono dettate da programmi calati dall'alto (e da quali altezze?), senza la passione non si può insegnar nulla. Se ci limitiamo ad attingere sempre dallo stesso libro, a cui qualcuno cambia la copertina annualmente, è un po' difficile creare stimoli ed energia. La poesia nasce con la vita, il suono dei bimbi e il gioco del legare parole. si dovrebbe cominciare con le filastrocche, le rime semplici, ma che possono vivacizzare l'incontro poetico. Penso a Rodari, chiaramente. Quando parlo di poesia con persone che non ne leggono, mi dicono che non la capiscono, ma la vastità delle possibilità di lettura poetica è ampia, è importante suggerire non imporre, dare spazio alla lettura individuale, alla ricerca di percorsi che possano essere adatti al cuore e al passo di ognuno.

Credi che il Web possa giocare un ruolo proficuo nella difficile lotta all'incultura?

Non più di altri mezzi. Come tutti gli strumenti a nostra disposizione, va usato, ma ci sono istruzioni e condizioni d'uso da imparare. Certo la fonte internet è accessibile a tutti e copre distanze, ci sono risposte ma le domande partono da noi, altrimenti… non si esce dall'imposizione di altri. Il libro è la strada, ma l'editoria è in mano a pochi, così come la distribuzione presso le librerie. Il web è più libero certo ma ogni libertà presuppone il rapporto con il prossimo, che spero non rimanga sempre al di là dello schermo e della nostra porta blindata…

Molte piccole librerie stanno progressivamente chiudendo, schiacciate dalla forza commerciale dei grandi "Media-store": che giudizio dai di questa tendenza?

E' la tendenza dei poteri forti che si installano ovunque, la grandezza non è sinonimo di qualità o di importanza. I piccoli editori potrebbero vivere e proporre se tutti avessero le stesse possibilità. In francia ad es. lo sconto praticabile per tutti gli editori è del 5%, se da noi qualcuno può fare il 30% nessun altro può stare al passo, credo… inoltre è da sapere che i distributori chiedono il 50-60% per portare gli editori in libreria e se uno non ha tirature mostruose, non va lontano. E i librai, i pochi che ci sono, non hanno il coraggio di sganciarsi dai distributori, pochi accettano libri in conto vendita senza vincoli, ahimé.

(intervista raccolta da Luigi Milani)

martedì 13 novembre 2007

Inquinanti nascosti in casa

Per quanto belli ed eleganti, non tutti gli arredi, le finiture e i pavimenti sono sani. Molte persone ignorano completamente i rischi per la salute che possono derivare dalla presenza di sostanze tossiche negli ambienti in cui vivono e lavorano.

Effetti delle sostanze tossiche
Le patologie connesse all'eccessiva esposizione a sostanze nocive negli ambienti interni spaziano dal semplice mal di testa ai disturbi del sonno, nervosismo, allergie varie, fino ad alcune malattie gravi.Non tutti reagiscono allo stesso modo a queste sostanze. I soggetti più vulnerabili sono gli anziani e i bambini. Gli effetti sulla salute dipendono dal tipo di inquinante, dalla sua concentrazione e dal tempo di esposizione. Spesso sono dovuti alla combinazione di più sostanze.
Come ridurre la presenza di inquinanti
Il modo più semplice e rapido per ridurre la concentrazione di sostanze nocive è ventilare bene i locali. Creando una corrente d'aria è possibile ottenere in breve tempo un ricambio pressoché completo dell'aria all'interno di una stanza. Questo però è solo un palliativo. Se si vuole eliminare il problema alla radice, è necessario individuare e rimuovere la fonte dell'inquinamento ambientale.
Possibili fonti inquinanti:
materiali da costruzione
pavimenti
pitture
vernici e lacche
arredi

In linea di principio le sostanze nocive possono nascondersi ovunque. Particolarmente sospetti sono oggetti e materiali vecchi, perché in passato si impiegavano molte sostanze rivelatesi dannose per la salute in seguito.
Materiali da costruzione
I materiali edili dovrebbero essere privi di sostanze tossiche. Da controllare sono soprattutto i prodotti provenienti da paesi non UE, dove è ancora ammesso l'impiego di sostanze e trattamenti (p. es. uso di pesticidi) che da noi sono vietati da anni.
Pavimenti
Le sostanze nocive sono spesso presenti nei pavimenti realizzati diversi anni fa. Molto pericolose sono alcune colle (scure) impiegate un tempo per la posa dei parquet. Qualora si intenda realizzare un pavimento nuovo, è bene assicurarsi che vengano impiegate colle atossiche, vale a dire a basso contenuto o prive di solventi, oppure che sia fissato senza collanti e solo sul perimetro mediante nastri biadesivi. Le moquette (anche in fibra naturale) sono spesso trattate con agenti chimici contro le tarme o con sostanze ignifughe che col tempo possono divenire una fonte di inquinamento dell'ambiente interno. Il sottofondo della moquette dovrebbe essere di juta, polipropilene o lattice naturale.Anche nel caso di parquet e laminati controllate che siano prive o povere di formaldeide. L'evaporazione di formaldeide può essere impedita mediante sigillatura dei pavimenti. Riparate tempestivamente eventuali sigillature usurate o danneggiate perché non sono più efficaci.
Pitture murali
Si consiglia l'impiego di pitture atossiche, rammentando che non tutti i prodotti sono accompagnati da indicazioni complete sul loro contenuto (non previste dalla legge!).
Vernici e lacche
Attenzione a indicazioni quali "biologico", "naturale" o simili, poiché non danno alcuna informazione in merito alle sostanze contenute nel prodotto. In linea generale si raccomanda l'impiego di vernici e lacche a basso contenuto o prive di solventi. Aerare bene i locali durante e dopo la tinteggiatura.
Mobili
Al momento dell'acquisto, informatevi sui materiali e i trattamenti usati per produrli. Richiedete sempre un certificato di qualità scritto!
Sulle tracce degli inquinanti
Il metodo più sicuro per determinare la presenza di sostanze nocive in un ambiente confinato è la misurazione dell'aria.

Le misurazioni delle sostanze nocive presenti nell'aria vengono effettuate dal Laboratorio analisi aria e rumore (tel.: 0471 417160)

Muffe
La formazione di muffe negli ambienti interni è un problema frequente. Le cause sono da ricercarsi per lo più nella struttura dell'edificio e vanno dai ponti termici (es. balconi sporgenti) a una insufficiente coibentazione delle varie parti costruttive. Per salvaguardare la salute delle persone è necessario rimuoverle appena possibile. Spesso la formazione di muffe è dovuta anche a una scorretta ventilazione degli ambienti da parte di chi vi abita.
Il nostro consiglio
Al momento di acquistare nuovi prodotti richiedete sempre un certificato di fabbricazione che garantisca l'impiego di sostanze non dannose per la salute. Solo così potete sottrarvi o quantomeno limitare l'inquinamento tra le pareti domestiche.
Attenzione
Nel caso dovessero insorgere vizi costruttivi, il committente che ha richiesto un'esecuzione dei lavori ritenuta non a regola d'arte non potrà più far valere gli abituali diritti di garanzia. Per esempio: se un cliente vuole che la moquette sia posata senza l'uso di collanti e successivamente dovessero manifestarsi carenze del materiale, il venditore può declinare qualunque responsabilità appellandosi al fatto che la tecnica di posa richiesta non era quella appropriata.
Foglio Info WA 52 - Situazione al 02/2007

Fonte

Come i pianeti girano attorno al sole !


Vuoi vedere come i pianeti girano attorno al sole ?
Collegandoti al link
http://www.lucellan.com/test/s3.swf
potrai vedere ed eseguire molte simulazioni.
Tra le varie opzioni, hai la possibilità di impostare la velocità e lo zoom, agendo sulla barra sinistra.
Cliccando sulle due frecce poste in alto ed in basso a destra, potrai impostare la tua visione rispetto alle orbite dei pianeti.

[ Post tratto da blogdazero ]
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lunedì 12 novembre 2007

Ovest Africa


Mentre Alghero si prepara al vertice bilaterale Italia-Algeria che si terrà il prossimo 14 novembre, l'ex colonia francese è stata scossa ultimamente da 2 attentati: un'autobomba esplosa ieri sera vicino ad una residenza della polizia a Maatkas, vicino a Tizi Ouzo, capoluogo della Cabilia e un attacco compiuto venerdì contro un aereo fermo all'aeroporto di Djanet, nel Sahara algerino (fonte ANSA: www.ansa.it).


A Nimba, nel Nord della Liberia, lo scorso 6 novembre è precipitato un elicottero della missione delle Nazioni Unite in Liberia (Minul). Ieri l'AGI (http://cooperazione.agi.it/), citando l'agenzia di stampa Ria Novosti, che, a sua volta, cita come fonte un dirigente della Ut Air di Mosca, ha rivelato che potrebbe essere stato abbattuto.


Il tutto mentre l'Interpol, nell'Assemblea Generale a Marrakech, ha definito l'Africa Ovest la principale rotta, assieme ai Caraibi, della cocaina sudamericana verso l'Europa.


C'è comunque la buona notizia che il prossimo dicembre la Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale francofona (CERAO) e l’Associazione delle Conferenze Episcopali dell’Africa occidentale anglofona (AECAWA), si fonderanno in un’unica Conferenza episcopale dell’Africa Occidentale (fonte: www.oecumene.radiovaticana.org).


Forse proprio dall'unità non solo episcopale, ma politica dell' Ovest Africa si può costituire uno sviluppo equilibrato che porti pace e benessere nella macroregione.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
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sabato 10 novembre 2007

Fiera dei libri a Verona: Inchiostro


La seconda edizione di Inchiostro Fiera dei libri, rassegna nazionale dell’editoria di qualità, anche nel 2007 sarà ospitata nel Palazzo della Gran Guardia, situato di fronte all’Arena, in Piazza Brà, il principale punto di riferimento di Verona, su cui si affacciano i più noti e apprezzati locali e da dove si diramano le vie dello shopping.
Sabato 10 e Domenica 11 Novembre 2007

Per maggior informazioni: http://www.fierainchiostro.it

giovedì 8 novembre 2007

sono sempre i peggiori quelli che ritornano



chi è stato nei luoghi dove si sono perpetrati i peggiori crimini contro l’umanità, avrà notato un fenomeno strano e inquietante: anche col passar del tempo, sembra che l’orrore non si dissolva, e resti sospeso nell’aria come un’impalpabile polvere sottile, in attesa di attraversare la pelle e lasciarci un segno indelebile di sé. Numerose sono le testimonianze di chi vive nei paesi che hanno legato il loro nome ai campi di sterminio nazisti o ai gulag stalinisti, e una amica me lo confermava dopo una visita ad Hiroshima.Questo purtroppo pare valere anche per i miseri manovali di cui il male si è servito per le sue opere terrene: pagato un prezzo di milioni di morti per liberarcene, si ripresentano a scadenze regolari.La fine di molti dittatori arriva imprevista e violenta, e pare direttamente proporzionale alla stessa violenza che per molti anni ha assicurato loro il potere. Mentre stanno scrivendo l’ennesima pagina di storia, il libro si chiude improvvisamente e con forza li schiaccia, quasi a voler ricordare loro che, al di là delle illusioni, altro non erano che fastidiosi insetti intrufolatisi nello scorrere degli eventi.Saltiamo di palo in frasca.La Finlandia negli ultimi vent’anni sarà finita un paio di volte in televisione: per mostrarci le spettacolari immagini del Rally dei Mille Laghi o per qualche servizio di colore sul paese di Babbo Natale. Oggi invece la Finlandia ha fatto prepotentemente irruzione nelle aperture dei nostri telegiornali per mostrarci una strage al liceo che non ha nulla da invidiare a quelle americane di Columbine o della Virginia Hight School. Per chi come me ama la Finlandia e la conosce bene, la cosa è difficile da accettare. Ma all’amarezza si è ben presto sostituito lo stupore, quando ho appreso che gli scritti lasciati dal ragazzo autore del gesto non avevano nulla da invidiare ai più deliranti proclami della propaganda nazista: non quella ufficiale, ma quella che veniva stilata di nascosto in qualche castello della Baviera.Quindi torniamo ai dittatori.Molti sono gli esempi che potremmo prendere in prestito dal secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. Molte le immagini. Un Hitler, appunto, sepolto vivo nel suo bunker dall’avanzata dell’armata rossa, i coniugi Ceaucescu ritrasformati dal plotone di esecuzione nei poveri contadini arroganti e ignoranti che sono sempre stati. Ma la figura che sembra rappresentare meglio il ribaltamento tra il potere in vita e l’oblio e il disprezzo in morte, è certamente quella di Pol Pot.Nel 1975 deposto il regime filoamericano di Long Nol, svuotò le città, divise le famiglie obbligando gli abitanti a trasferirsi nelle campagne per lavorare in regime di schiavitù. Abolì qualsiasi cosa potesse far riferimento a costumi occidentali, e il possesso di elettrodomestici, apparecchiature scientifiche, automobili o anche un semplice libro, costò la vita a migliaia di persone. Abolì la proprietà privata e la moneta, obbligò tutti ad indossare un uniforme e arrivò a considerare riso o pianto come attività ostili al regime.Con i fidi Khmer Rossi sterminò nei campi di concentramento un quarto della popolazione, circa quattro milioni di persone. Non risparmiò i suoi due fratelli e non risparmio migliaia di bambini.Le crudeltà dei Khmer erano inimmaginabili e trasformerebbero questo articolo in un copione pulp, ma una va ricordata per dare il giusto peso alla tragedia vissuta da quel popolo. Ai condannati a morte si offriva la grazia a patto che mangiassero le proprie orecchie: ottenuto il consenso e dato luogo al macabro rituale, li si uccideva comunque. Pol Pot fu deposto dall’invasione vietnamita del 1979, ma continuò la sua latitanza nel paese fino al 1997 al comando dei Khmer rimastigli fedeli. Trovò una morte misteriosa ai confini della Thailandia, forse naturale, forse per mano dei suoi stessi seguaci che già avevano tentato di scambiarlo col nuovo regime per ottenere l’immunità e lo avevano imprigionato.Qualche anno fa una troupe televisiva si è spinta in quei luoghi impervi per filmare la tomba e chiarire i dubbi sulla fine del dittatore. Al termine di un sentiero fangoso, un posto di blocco improvvisato sbarrava la strada. Un ex-Khmer, riconvertitosi al regime, ha accompagnato i giornalisti verso la boscaglia dove un tumulo quasi cancellato si faceva ancora riconosce in mezzo a escrementi e sacchetti per la spazzatura. Un paio di cani si sono allontanati, in attesa di tornare e fare i propri bisogni. L’immagine era desolante, sconfortante, eppure sembrava emanare un senso di giustizia, o di nemesi.Oggi mi dicono vi sia una tomba meno provvisoria. Si è sparsa la voce che porti fortuna, che guarisca i malati e dia i numeri vincenti per il vicino casinò. E’ meta di molti pellegrinaggi.Il senso di tutto questo? Se c’è, trovatelo voi!

venerdì 2 novembre 2007

Buona lettura !


Nasce il forum della Buona lettura,
forum.buonalettura.org
... dove lettori e scrittori si incontrano.

mercoledì 31 ottobre 2007

La fretta

Piú vado avanti con gli anni e meno capisco!

Non capisco perché corriamo, a che scopo. Ci alziamo con fretta, camminiamo con fretta, mangiamo con fretta, facciamo l'amore con fretta, dormiamo con fretta....perché? da dove viene?
Perché vogliamo fare tutto in una sola volta e con premura? Nessuno ce lo impone, abbiamo tutto il tempo che vogliamo, dobbiamo solo decidere di adoperarlo adeguatamente, con coscienza, con attenzione. Un sola cosa alla volta, fatta bene.

La fretta ci mette ansia, ci preoccupa, i battiti del cuore aumentano e ci fa male, il corpo ne risente, la pelle invecchia, i capelli diventano bianchi prima del tempo, i nostri sentimenti si fanno piú duri ed insensibili, ...insomma, vediamo la vita insopportabile, quasi la odiamo e ci perdiamo le piccole e belle esperienze quotidiane.

Tutto questo perché abbiamo paura di non avere nulla da fare, ci preoccupa la solitudine. Ci procuriamo problemi, ci mettiamo in situazioni che non desideriamo, riempiamo volutamente la nostra agenda in modo smisurato: facciamoci caso e vedremmo che nel fondo é così!
Siamo vuoti nel nostro intimo, siamo tanto vuoti che abbiamo voglia di riempirlo con cose materiali.....peró, a mio avviso, sbagliamo.

In ogni modo, bisognerebbe dedicare più attenzione alle cose da fare, con calma, senza premura, vivere il momento presente, qua ed ora: basta solo volerlo.

La volontá é alla base del cambio!

Felicità

Rino, scrivendo senza fretta.

[Post tratto da babilonia61 ]
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lunedì 29 ottobre 2007

Rockstar a Pixel del Tg3 - Un opera pubblicata senza l'ausilio di case editrici rinomate, "sfonda" in Tv - La forza di Internet

Poco fa, mangiando un hamburger davanti al televisore sintonizzato sul Tg3 nazionale delle 14.20 ca., a momenti mi strozzo.Con l'occhio affranto da stomaco vuoto, guardo "Pixel", una rubrica di tecnologia che va in onda in coda al tiggì, e che ti vedo? Il conduttore che mostra lungamente una copia del mio "Rockstar"!
Della serie: "Una botta di vita". :-)


(Luigi, via False Percezioni)