venerdì 30 novembre 2007

Book Cafè Catalogo


Book Cafè è un piccolo catalogo di sole 8 pagine, che all'interno raccoglie 7 Opere Letterarie dell'edizioni Lulu.

La prima edizione è già pronta con le opere scelte: Book Cafè Catalogo

Se chi sta leggendo, ha un'attività commerciale, un sito, potrà richiedere l'inserimento pubblicitario all'interno del catalogo (in questa prima edizione, è gratuita)!
Vi prego di affrettarvi a mandare le vostre proposte di adesione:
Banner attività (Massima dimensione 100x200 pixel)

Nella prima edizione verranno ospitati: 6 banner per pagina, per un totale di 42 attività commerciali al massimo. Per la prima selezione faremo preferenze per Librerie, Book Cafè, Associazioni Culturali (preferenza per i no-profit), siti Web!

Per contatti, invia una email a: book.coffee@yahoo.it

Per la prossima edizione del catalogo, i nuovi sette libri verranno selezionati dagli stessi pubblicati, man mano che la comunità crescerà saranno sempre più i libri selezionati e letti!

Aiutaci a diffondere questo catalogo se reputi che sia una buona iniziativa!
Giovanni Micolucci

martedì 27 novembre 2007

Stati Uniti e Messicani; Europa (Italia) e gli immigrati


Riporto da “La stampa” (www.lastampa.it):

Si chiama Jesus Manuel Cordova, è un giovane messicano e sarebbe stato solo uno dei tanti immigrati che cercano di attraversare clandestinamente il confine con gli Stati Uniti, se non avesse incontrato il piccolo Christopher, rimasto solo e perso nel sud del deserto dell’Arizona dopo la morte della madre in un incidente d’auto, e non avesse deciso di prendersi cura di lui in attesa dei soccorsi: si è trasformato così nel suo “angelo custode”, anche se il suo gesto generoso gli è costato l’arresto da parte degli agenti di frontiera.


Questa notizia, unita agli ultimi delitti in cui sono coinvolti italiani (si pensi a Raffaele Sollecito implicato nel caso “Meredith”, al poliziotto coinvolto nell'omicidio del tifoso Gabriele Sandri, al cacciatore suicida (Giordano Trenti) e probabile assassino di un suo amico, Maurizio Cioni, della cui moglie si era innamorato) ci fa capire che non sempre gli stranieri sono “il male” mentre noi indigeni siamo il “bene”. Queste notizie, insomma, ci fanno capire che la vecchia e religiosa distinzione “buoni” vs “cattivi”, al di là di estremizzazioni manichee, è più importante di qualsiasi distinzione etnica. E che, come ricordava in un'intervista televisiva un ex deportato nei campi di sterminio, non ci sono popoli cattivi ma “solo” individui cattivi.


Altre considerazioni che sorgono dalla notizia specifica sul tifoso ucciso è che bisogna considerare colpe e attenuanti in un processo e che il ritorno ad uno sport non professionistico non è solo un'utopia possibile, ma anche un'utopia necessaria.


A chi interessa sapere, come è finita la vicenda messicano-statunitense, ecco la conclusione (sempre da www.lastampa.it:

Ora Christopher, che aveva già perso il padre pochi mesi fa, sarà preso in custodia dallo zio, il suo salvatore invece è stato immediatamente rimpatriato.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
La mia vetrina virtuale: http://stores.lulu.com/mikelo

lunedì 26 novembre 2007

EMERGENZA DIOSSINA



Emergenza diossina

di Emiliano Fittipaldi

Abbiamo il record negativo di emissioni.

La sostanza tossica si annida anche negli alimenti.

E gli esperti lanciano l'allarme: metà degli italiani ne assume più del limite consentito
La diossina è ovunque. Tutti, se si facessero analisi ad hoc, se ne troverebbero un po' addosso. Ricchi e poveri, meridionali e padani, gli italiani iniziano ad assumerla già attraverso il cordone ombelicale e, appena nati, succhiando il latte materno. Qualche picogrammo (un miliardesimo di milligrammo) di questa sostanza, nociva e dagli effetti ancora in gran parte sconosciuti, c'è sempre stato anche nel sangue di Laura Pollini, che fino allo scorso 18 aprile ai veleni in corpo non aveva mai dato troppa importanza. La compagna di Luciano Benetton ha iniziato a interessarsi di diossine e danni fisici correlati solo da quel mercoledì sera, quando era chiaro che l'incendio allo stabilimento della De Longhi, distante solo quattro chilometri dalla quiete di Villa Lia, rischiava di contaminare Treviso e dintorni. L'evacuazione non c'è stata: il sindaco leghista e l'Arpav (l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) hanno effettuato i controlli subito dopo l'incidente, assicurando che non c'era alcuna minaccia per la salute pubblica. Ma il 'tutto va bene' non ha convinto i Benetton: girando per i cinque ettari della tenuta hanno notato piante avvizzite, animali intossicati, un odore acre che non spariva. Così la coppia ha speso circa 20 mila euro e chiesto a uno dei pochi laboratori privati specializzati un monitoraggio ambientale della proprietà. A 16 giorni dal rogo, nonostante le piogge torrenziali, le diossine e gli inseparabili furani (altri composti nocivi) sono stati trovati sulle foglie di ortaggi e insalate, sugli alberi da frutto e in grandi quantità sul terreno. "Su un pero", spiega l'autore della relazione tecnica Raul Martini, "abbiamo rintracciato un valore di tossicità esorbitante: un solo frutto potrebbe contenere più della soglia giornaliera massima consigliata dall'Oms. La diossina ha invaso l'orto, e finirà con ogni probabilità nelle falde acquifere. I dati ufficiali? L'agenzia per prevenire il panico ha usato toni rassicuranti, ma credo abbia sbagliato". Nella relazione, in realtà, il commento è meno diplomatico: "Dall'Arpav", si legge, "sono arrivati commenti approssimativi, poca cautela, manipolazione dei risultati".Le analisi fai-da-te sono costosissime. Ma con la classica colletta, anche chi non ha la disponibilità economica dei Benetton può andare a caccia degli invisibili furani e dei Pcb, i policlorobisenili che appartengono alla stessa famiglia. La famiglia Cannavacciuolo di Acerra pascola pecore da sempre. Visitare il loro appezzamento è un'esperienza choc: lo spicchio di terra è incuneato tra la vecchia fabbrica Montefibre e il termovalorizzatore in costruzione. Le bestie all'origine erano 2 mila, pasciute e bianchissime, ma in pochi anni sono state sterminate. Tumori e malformazioni. Il gregge è sotto sequestro: il latte contiene percentuali di diossina da record, i 400 animali sopravvissuti sembrano usciti dal film 'The Day After'. Al capofamiglia è andata peggio: a maggio è morto di cancro fulminante. "Dicono che la diossina non c'entra niente, ma Vincenzo era un toro. È colpa dei rifiuti tossici che i camorristi seppelliscono nell'Agroaversano", sostiene il fratello Mario, "dobbiamo stare attenti tutti: le pecore mangiano solo erba naturale, e qua è pieno di ortaggi che finiscono sulle tavole degli italiani". Con l'aiuto di un professore dell'ospedale Pascale di Napoli, Antonio Marfella, Mario è riuscito a far analizzare il suo sangue e quello del fratello da un laboratorio canadese. Risultato: l'esposizione alla diossina è simile a quella della zona A e della zona B di Seveso. "In Campania discariche abusive e la bruciatura dei rifiuti all'aria aperta", dicono all'unisono l'oncologo Giuseppe Comella e Leopoldo Iannuzzi del Cnr, " hanno messo in pericolo la catena alimentare. Le diossine si depositano sulle piante, il terreno e le acque, fissandosi poi nei tessuti grassi degli animali e nel latte". Sugli effetti delle diossine oncologi ed epidemiologi sono spaccati a metà. Ma oltre all'accertata tossicità, un dato è sicuro. L'Italia è il paese che in Europa ne produce di più. Spulciando l'unico rapporto della Commissione Ue sul rilascio di diossine e furani al suolo (del 1999), si scopre che il nostro Paese ne emette il 38 per cento in più della Spagna, il 33 più della Gran Bretagna, il 29 più della Germania, ben il 75 per cento in più di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia messe insieme. Per gli ultimi sette anni stime ufficiali non esistono, ma le emissioni di sostanze nocive dovrebbero - sostengono gli esperti dell'Iss - essersi ridotte. Secondo Roberto Fanelli, capo del dipartimento Ambiente e salute dell'Istituto Mario Negri di Milano e autore di alcuni report su Seveso, "ormai la contaminazione è diffusa uniformemente in tutti i paesi industrializzati. Sono sostanze che troviamo dappertutto. Si eliminano solo dopo molti decenni". In pratica, diossine (ci sono vari cogeneri, il più pernicioso è il 2,3,7,8 Tccd) e Pcb sono il prezzo della vita moderna. Industrie chimiche, acciaierie e smaltimento dei rifiuti sono i primi responsabili dell'inquinamento: le molecole killer si formano in presenza di cloro e derivati durante qualsiasi processo di combustione. Se l'associazione Medici per l'ambiente parla senza giri parole di "pandemia silenziosa" e l'ematologa Patrizia Gentilini, vicepresidente del gruppo, nutre molti dubbi sulla presunta riduzione dell'esposizione in Italia ("Qui seguiamo politiche semplicemente disastrose"), il tossicologo Alessandro Di Domenico dell'Iss getta acqua sul fuoco. Almeno per quanto riguarda gli inceneritori, obiettivi preferiti di ambientalisti e cittadini arrabbiati. "Con la regolamentazione Ue oggi ci sono strutture a impatto trascurabile. E non dimentichiamo che l'Epa (l'Agenzia Usa per la Protezione ambientale, ndr) ha spiegato che il maggior pericolo viene dalle sorgenti incontrollabili, come incendi e fuochi privati. Come si fa a stanare i caminetti fuorilegge? Più che procurare allarme, occorre informare la gente".(26 novembre 2007)
Fonte

sabato 24 novembre 2007

il medioevo e i cellulari


tra poche ore inizierà a Roma il corteo contro la violenza sulle donne, nell’ambito della giornata internazionale ad essa dedicata dall’ONU. Essendo un’iniziativa internazionale, partiamo da molto lontano.Nel Bangladesh, ogni anno circa cinquecento donne vengono sfregiate col vetriolo, componete delle batterie e mezzo decisamente a buon mercato, di facile reperibilità e particolarmente adatto ai paesi poveri. L’acido procura alla pelle ustioni dolorosissime paragonabili a quelle del fuoco, e quasi sempre le donne, oltre a rimanere sfigurate per sempre, perdono la vista e il controllo dei muscoli facciali, e con esso le possibilità di masticazione. Spesso le vittime sono giovanissime, dodici o tredici anni, e le conseguenze, in mancanza di rapide cure, possono portare fino alla morte.In origine la punizione era riservata alle figlie che rifiutavano di sposare l’uomo scelto dai genitori, ma ora l’acido colpisce le donne e le bambine per aver semplicemente rifiutato le proposte di un uomo, le mogli ripudiate e le spose che non abbiano onorato il debito della dote. Il loro destino diviene l’emarginazione, perdono la possibilità di diventare spose e madri, e le aspetta una vita di stenti e di isolamento quasi assoluto. D’altra parte stiamo parlando di un paese in cui al desco si siede il capofamiglia, poi tocca ai figli maschi, alle figlie femmine, e solo da ultimo alla moglie: naturalmente in caso di estrema povertà la catena può interrompersi in qualsiasi punto.So che state per chiedermi: ma questo è medioevo, cosa centra con noi?Siamo davvero sicuri che il medioevo sia così lontano da noi?Da un paese, come il nostro, in cui in un anno un milione e centocinquantamila donne sono oggetto di violenza, ottantamila sono stuprate o molestate sessualmente, e ogni due giorni una muore per le violenze subite.Il problema è di natura culturale e la stragrande maggioranza dei casi avviene in famiglia. Le donne sono spesso le prime a celare la violenza subita, vittime a loro volta di un retaggio culturale, in altri casi così impaurite da cercare di cancellare l’orrore patito, sperando che non abbia a ripetersi. Così moltissimi casi restano confinati tra le mura domestiche, e quelli che riescono a valicarle si scontrano spesso contro l’inerzia delle forze dell’ordine e della magistratura, che a volte indulgono, e in altri casi si limitano a provvedimenti di prammatica che non sono certo in grado di sottrarre le donne alla loro paura.E’ utile che oggi molti uomini facciano un’esame di coscienza, che ripensino al loro atteggiamento nei confronti di mogli, figlie e compagne. E soprattutto si rendano conto che, anche se girano con tre cellulari in tasca, seguiti e guidati da un satellite, il medioevo è dietro l’angolo.

mercoledì 21 novembre 2007

IO ho detto NO!


La politica sporca, anzi il politicante sporco che estorce voti grazie a favori e baratti.
Vengo ieri avvicinata da un amico di famiglia, mi porge una lista, era di Forza Italia, mi chiede una firma; me lo chiede come un piacere personale perche, chi gliela aveva data gli aveva promesso, in cambio di 60 firme, alcuni capannoni in disuso.
Naturalmente gli nego il piacere e gli spiego il motivo.
Non discuto l'intento di riportare alle elezioni il Paese, ciò che è gravemente sbagliato è riportare alle elezioni un Paese che non ha ancora riformato la legge elettorale.
Una legge elettorale antidemocratica, voluta e avuta dalla stessa forza politica che oggi, tenta di convincere una nazione a ri-votare prima che essa venga appunto rifondata!
Mi guarda stupito il mio amico, dopo un attimo mi dice: - Tu mi neghi un piacere pur sapendo che non sarai né tu, nè io, a cambiare la sorte d'Italia.

È vero, non saremo né io, né lui, dovremmo essere in tanti, tutti a rifiutarci, allora si che cambieremo le sorti d'Italia.

Ripeto, per chi ancora avesse dei dubbi che non appartengo né alla destra, né alla sinistra, nessuno dei due rispecchia i miei principi laici e democratici.
Non intendo salvare l'esecutivo dal crollo intendo contrastare chi vuole per l'ennesima volta approfittarsi di chi, versa nelle file deboli di un popolo affamato.
Stranamente anche Fini e Casini invitano al buon senso Berlusconi: lo fanno perché è talmente palese il suo imbroglio che non vogliono ri-sporcarsi le mani.
Corrono nei comuni d'Italia con i fogli in mano uomini, che magari tentano di accaparrarsi un piacere, un favore, magari non sanno che quel piacere o favore gli spetta di diritto: quanti non conoscono la legge? Quanti non conoscono i propri diritti?
Esigete, prima di tornare alle elezioni che venga riformata la legge elettorale.
Esigetelo voi di destra e voi di sinistra: in questo momento si è fregati da entrambe le file.
Sforzatevi di chiudere occhi e mente davanti lo scintillio di favori facili, fatelo per difendere la vostra dignità, il vostro orgoglio, la vostra intelligenza: non fatevi offendere da lor signori, incantatori di serpenti!

Roberta Lemma

[ Post tratto da Vitteme e Carnefici ]
La mia vetrina su Lulu: http://stores.lulu.com/robertalemma

lunedì 19 novembre 2007

Medio Oriente


I diplomatici israeliani e palestinesi cercano, in questi giorni, un accordo di pace (e di spartizione del martoriato territorio della “Terra Santa”) soddisfacente per entrambe le parti. Quest'accordo verrà poi ufficializzato alla conferenza di Annapolis (Stati Uniti) il 27 novembre 2007. Tra i punti salienti dell'accordo, sono per me degni di particolare attenzione 2 punti:

il 1° è che Olmert vuole definire lo Stato di Israele “Stato ebraico” e tale riferimento etnico potrebbe avere rilevanti conseguenze giuridiche e non sugli arabi israeliani;

il 2° è che tale accordo è solo il punto di inizio di una fase negoziale che verrà svolta secondo un ordine “contemporaneo” anziché “sequenziale” cioè la creazione dello Stato Palestinese avverrà contemporaneamente al processo negoziale, piuttosto che alla fine di tale processo.

Il tutto, con la mediazione del “Quartetto” (ONU, Stati Uniti, Europa, Russia), per scongiurare la nascita dello Stato di Hamas a Gaza, la “balcanizzazione” della regione e mettere una pezza a quello che alcuni intellettuali e studiosi, già negli anni '90 dello scorso secolo chiamavano il “nuovo disordine mondiale”.


Frattanto Chavez, oggi, è stato da Ahmadinejad per rinsaldare la loro “amicizia” in chiave antistatunitense. Il presidente venezuelano vorrebbe un ruolo più marcatamente politico dell'OPEC e si è dichiarato disposto a far salire il prezzo del petrolio a 200 dollari in caso di attacco USA all'Iran. Ahmadinejad, invece, non ritiene che si debba usare il prezzo del petrolio come arma, ma ritiene il prezzo attuale del greggio inferiore a quello reale e vorrebbe un'altra valuta petrolifera al posto del dollaro che – dice il leader iraniano – danneggia i paesi produttori.

Quest'ultima affermazione di Ahmadinejad mi sembra interessante e degna di maggiore riflessione.


Il Kazakistan spera di raggiungere un accordo con la Federazione russa sui prezzi per il transito del gas, ma solo se si troveranno le giuste condizioni economiche.

(fonte: la Repubblica: www.larepubblica.it )

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
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mercoledì 14 novembre 2007

Intervista a Gilberto Gavioli de "Il Foglio Clandestino"

Come e quando nasce Il Foglio Clandestino?

La rivista nasce nel 1993, con la ferma volontà di incontrare, ricercare, dialogare, condividere la poesia e la letteratura. Si rivolge al passato, la poesia è rilettura costante, ritrovando libri e autori dimenticati; cammina nel presente, fiutando ciò che avviene di nuovo, leggendo e dialogando costantemente. Con mani e orizzonti aperti, il più possibile,

Ad oggi, quanti numeri sono usciti de Il Foglio Clandestino?

61.

Colpiscono, nell'impostazione della rivista, l'aspetto sobrio e il rigore dei contenuti. Una precisa scelta stilistica, immagino...

Una scelta essenziale, direi. L'intenzione era quella di rendersi visibili più che apparire. Ho cercato il modo più semplice di realizzare una rivista decente e senza fronzoli. Il formato è ispirato a Keraunia, rivista di Sergio Fumich, che nasceva un po' prima de Il Foglio Clandestino. Con il numero 60, la veste è cambiata, siamo passati ad una brossura, sempre essenziale.

Il Foglio Clandestino ha ottenuto numerosi riconoscimenti prestigiosi. Che riscontro ha ottenuto la rivista presso il pubblico dei lettori?

Lo scambio rimane costante, da parte nostra, i lettori sono un po' pigri nel riscontro, anche chi viene pubblicato non ricambia questa sorta di sorriso e lascia cadere occasioni di crescita reciproca, utile, credo. La rivista è stata oggetto, con altre, fino ad oggi di tre tesi di laurea. esiste una compagine di lettori fedeli, con alcuni si crea una rete di sensazioni, qualche amicizia, si discute su libri e testi. Certo si potrebbe far di più, ma molti considerano il loro scrivere partenza e arrivo, senza possibilità di crescita, né di scoprire lettori veri.

Qual è stato il percorso che ha condotto alla nascita delle Edizioni del Foglio Clandestino?

Le edizioni del Foglio Clandestino nascono nel 2005, come sviluppo, diremmo quasi inevitabile, della più che decennale esperienza della rivista Il Foglio Clandestino. La dimensione editoriale che ne è scaturita condivide questa filosofia originaria, continuando a giudicare importante il dialogo e il confronto, auspicando un continuo interscambio di studio, approfondimento e invito alla lettura con lettori e autori, alla ricerca mai paga di nuovi orizzonti culturali. Al momento le edizioni del Foglio Clandestino lavorano nel settore della narrativa e della poesia, dell'antichista e dei naturalia. La pubblicazione è su invito. Nessun impegno economico viene richiesto agli autori selezionati, chiaro segno di una precisa e decisa marginalità editoriale.

Le Edizioni pubblicano "su invito": una formula inconsueta, direi. Vuoi spiegarcene il significato?

La linea guida sarebbe quella di non essere sommersi da dattiloscritti, ma senza chiusure naturalmente. Chi pretende e presume di fare cultura non può permettersi di accantonare
e scartare a priori nulla. Ci sono amici/lettori che ci suggeriscono autori, io stesso navigo quotidianamente nei siti letterari e in qualche blog, anche se ci sono incontri casuali che illuminano i percorsi, sovente. In ogni caso leggiamo ciò che arriva, nonostante il nostro "avviso". Ci ispiriamo a Scheiwiller in questa idea. Il problema di internet è che basta agli autori buttar giù qualche verso e già lo si sottopone ad ogni rivista o editore che oggi è semplice trovare e contattare. Manca l'autocritica e la capacità di porsi in relazione con l'altro, il lettore. Del resto il 70/80% di quanto arriva è scadente, privo di vigore, originalità e, pare, senza un retroterra di lettura e confronto.

L'Istat ha ribadito, una volta di più, che il Bel Paese ama poco la lettura. Quali sono, a tuo avviso, le principali cause di questa situazione?

Difficile e presuntuoso parlarne. Direi che la scuola ha il suo ruolo, le scelte dei docenti sono dettate da programmi calati dall'alto (e da quali altezze?), senza la passione non si può insegnar nulla. Se ci limitiamo ad attingere sempre dallo stesso libro, a cui qualcuno cambia la copertina annualmente, è un po' difficile creare stimoli ed energia. La poesia nasce con la vita, il suono dei bimbi e il gioco del legare parole. si dovrebbe cominciare con le filastrocche, le rime semplici, ma che possono vivacizzare l'incontro poetico. Penso a Rodari, chiaramente. Quando parlo di poesia con persone che non ne leggono, mi dicono che non la capiscono, ma la vastità delle possibilità di lettura poetica è ampia, è importante suggerire non imporre, dare spazio alla lettura individuale, alla ricerca di percorsi che possano essere adatti al cuore e al passo di ognuno.

Credi che il Web possa giocare un ruolo proficuo nella difficile lotta all'incultura?

Non più di altri mezzi. Come tutti gli strumenti a nostra disposizione, va usato, ma ci sono istruzioni e condizioni d'uso da imparare. Certo la fonte internet è accessibile a tutti e copre distanze, ci sono risposte ma le domande partono da noi, altrimenti… non si esce dall'imposizione di altri. Il libro è la strada, ma l'editoria è in mano a pochi, così come la distribuzione presso le librerie. Il web è più libero certo ma ogni libertà presuppone il rapporto con il prossimo, che spero non rimanga sempre al di là dello schermo e della nostra porta blindata…

Molte piccole librerie stanno progressivamente chiudendo, schiacciate dalla forza commerciale dei grandi "Media-store": che giudizio dai di questa tendenza?

E' la tendenza dei poteri forti che si installano ovunque, la grandezza non è sinonimo di qualità o di importanza. I piccoli editori potrebbero vivere e proporre se tutti avessero le stesse possibilità. In francia ad es. lo sconto praticabile per tutti gli editori è del 5%, se da noi qualcuno può fare il 30% nessun altro può stare al passo, credo… inoltre è da sapere che i distributori chiedono il 50-60% per portare gli editori in libreria e se uno non ha tirature mostruose, non va lontano. E i librai, i pochi che ci sono, non hanno il coraggio di sganciarsi dai distributori, pochi accettano libri in conto vendita senza vincoli, ahimé.

(intervista raccolta da Luigi Milani)

martedì 13 novembre 2007

Inquinanti nascosti in casa

Per quanto belli ed eleganti, non tutti gli arredi, le finiture e i pavimenti sono sani. Molte persone ignorano completamente i rischi per la salute che possono derivare dalla presenza di sostanze tossiche negli ambienti in cui vivono e lavorano.

Effetti delle sostanze tossiche
Le patologie connesse all'eccessiva esposizione a sostanze nocive negli ambienti interni spaziano dal semplice mal di testa ai disturbi del sonno, nervosismo, allergie varie, fino ad alcune malattie gravi.Non tutti reagiscono allo stesso modo a queste sostanze. I soggetti più vulnerabili sono gli anziani e i bambini. Gli effetti sulla salute dipendono dal tipo di inquinante, dalla sua concentrazione e dal tempo di esposizione. Spesso sono dovuti alla combinazione di più sostanze.
Come ridurre la presenza di inquinanti
Il modo più semplice e rapido per ridurre la concentrazione di sostanze nocive è ventilare bene i locali. Creando una corrente d'aria è possibile ottenere in breve tempo un ricambio pressoché completo dell'aria all'interno di una stanza. Questo però è solo un palliativo. Se si vuole eliminare il problema alla radice, è necessario individuare e rimuovere la fonte dell'inquinamento ambientale.
Possibili fonti inquinanti:
materiali da costruzione
pavimenti
pitture
vernici e lacche
arredi

In linea di principio le sostanze nocive possono nascondersi ovunque. Particolarmente sospetti sono oggetti e materiali vecchi, perché in passato si impiegavano molte sostanze rivelatesi dannose per la salute in seguito.
Materiali da costruzione
I materiali edili dovrebbero essere privi di sostanze tossiche. Da controllare sono soprattutto i prodotti provenienti da paesi non UE, dove è ancora ammesso l'impiego di sostanze e trattamenti (p. es. uso di pesticidi) che da noi sono vietati da anni.
Pavimenti
Le sostanze nocive sono spesso presenti nei pavimenti realizzati diversi anni fa. Molto pericolose sono alcune colle (scure) impiegate un tempo per la posa dei parquet. Qualora si intenda realizzare un pavimento nuovo, è bene assicurarsi che vengano impiegate colle atossiche, vale a dire a basso contenuto o prive di solventi, oppure che sia fissato senza collanti e solo sul perimetro mediante nastri biadesivi. Le moquette (anche in fibra naturale) sono spesso trattate con agenti chimici contro le tarme o con sostanze ignifughe che col tempo possono divenire una fonte di inquinamento dell'ambiente interno. Il sottofondo della moquette dovrebbe essere di juta, polipropilene o lattice naturale.Anche nel caso di parquet e laminati controllate che siano prive o povere di formaldeide. L'evaporazione di formaldeide può essere impedita mediante sigillatura dei pavimenti. Riparate tempestivamente eventuali sigillature usurate o danneggiate perché non sono più efficaci.
Pitture murali
Si consiglia l'impiego di pitture atossiche, rammentando che non tutti i prodotti sono accompagnati da indicazioni complete sul loro contenuto (non previste dalla legge!).
Vernici e lacche
Attenzione a indicazioni quali "biologico", "naturale" o simili, poiché non danno alcuna informazione in merito alle sostanze contenute nel prodotto. In linea generale si raccomanda l'impiego di vernici e lacche a basso contenuto o prive di solventi. Aerare bene i locali durante e dopo la tinteggiatura.
Mobili
Al momento dell'acquisto, informatevi sui materiali e i trattamenti usati per produrli. Richiedete sempre un certificato di qualità scritto!
Sulle tracce degli inquinanti
Il metodo più sicuro per determinare la presenza di sostanze nocive in un ambiente confinato è la misurazione dell'aria.

Le misurazioni delle sostanze nocive presenti nell'aria vengono effettuate dal Laboratorio analisi aria e rumore (tel.: 0471 417160)

Muffe
La formazione di muffe negli ambienti interni è un problema frequente. Le cause sono da ricercarsi per lo più nella struttura dell'edificio e vanno dai ponti termici (es. balconi sporgenti) a una insufficiente coibentazione delle varie parti costruttive. Per salvaguardare la salute delle persone è necessario rimuoverle appena possibile. Spesso la formazione di muffe è dovuta anche a una scorretta ventilazione degli ambienti da parte di chi vi abita.
Il nostro consiglio
Al momento di acquistare nuovi prodotti richiedete sempre un certificato di fabbricazione che garantisca l'impiego di sostanze non dannose per la salute. Solo così potete sottrarvi o quantomeno limitare l'inquinamento tra le pareti domestiche.
Attenzione
Nel caso dovessero insorgere vizi costruttivi, il committente che ha richiesto un'esecuzione dei lavori ritenuta non a regola d'arte non potrà più far valere gli abituali diritti di garanzia. Per esempio: se un cliente vuole che la moquette sia posata senza l'uso di collanti e successivamente dovessero manifestarsi carenze del materiale, il venditore può declinare qualunque responsabilità appellandosi al fatto che la tecnica di posa richiesta non era quella appropriata.
Foglio Info WA 52 - Situazione al 02/2007

Fonte

Come i pianeti girano attorno al sole !


Vuoi vedere come i pianeti girano attorno al sole ?
Collegandoti al link
http://www.lucellan.com/test/s3.swf
potrai vedere ed eseguire molte simulazioni.
Tra le varie opzioni, hai la possibilità di impostare la velocità e lo zoom, agendo sulla barra sinistra.
Cliccando sulle due frecce poste in alto ed in basso a destra, potrai impostare la tua visione rispetto alle orbite dei pianeti.

[ Post tratto da blogdazero ]
La mia vetrina su Lulu: http://stores.lulu.com/pcdazero

lunedì 12 novembre 2007

Ovest Africa


Mentre Alghero si prepara al vertice bilaterale Italia-Algeria che si terrà il prossimo 14 novembre, l'ex colonia francese è stata scossa ultimamente da 2 attentati: un'autobomba esplosa ieri sera vicino ad una residenza della polizia a Maatkas, vicino a Tizi Ouzo, capoluogo della Cabilia e un attacco compiuto venerdì contro un aereo fermo all'aeroporto di Djanet, nel Sahara algerino (fonte ANSA: www.ansa.it).


A Nimba, nel Nord della Liberia, lo scorso 6 novembre è precipitato un elicottero della missione delle Nazioni Unite in Liberia (Minul). Ieri l'AGI (http://cooperazione.agi.it/), citando l'agenzia di stampa Ria Novosti, che, a sua volta, cita come fonte un dirigente della Ut Air di Mosca, ha rivelato che potrebbe essere stato abbattuto.


Il tutto mentre l'Interpol, nell'Assemblea Generale a Marrakech, ha definito l'Africa Ovest la principale rotta, assieme ai Caraibi, della cocaina sudamericana verso l'Europa.


C'è comunque la buona notizia che il prossimo dicembre la Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale francofona (CERAO) e l’Associazione delle Conferenze Episcopali dell’Africa occidentale anglofona (AECAWA), si fonderanno in un’unica Conferenza episcopale dell’Africa Occidentale (fonte: www.oecumene.radiovaticana.org).


Forse proprio dall'unità non solo episcopale, ma politica dell' Ovest Africa si può costituire uno sviluppo equilibrato che porti pace e benessere nella macroregione.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
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sabato 10 novembre 2007

Fiera dei libri a Verona: Inchiostro


La seconda edizione di Inchiostro Fiera dei libri, rassegna nazionale dell’editoria di qualità, anche nel 2007 sarà ospitata nel Palazzo della Gran Guardia, situato di fronte all’Arena, in Piazza Brà, il principale punto di riferimento di Verona, su cui si affacciano i più noti e apprezzati locali e da dove si diramano le vie dello shopping.
Sabato 10 e Domenica 11 Novembre 2007

Per maggior informazioni: http://www.fierainchiostro.it

giovedì 8 novembre 2007

sono sempre i peggiori quelli che ritornano



chi è stato nei luoghi dove si sono perpetrati i peggiori crimini contro l’umanità, avrà notato un fenomeno strano e inquietante: anche col passar del tempo, sembra che l’orrore non si dissolva, e resti sospeso nell’aria come un’impalpabile polvere sottile, in attesa di attraversare la pelle e lasciarci un segno indelebile di sé. Numerose sono le testimonianze di chi vive nei paesi che hanno legato il loro nome ai campi di sterminio nazisti o ai gulag stalinisti, e una amica me lo confermava dopo una visita ad Hiroshima.Questo purtroppo pare valere anche per i miseri manovali di cui il male si è servito per le sue opere terrene: pagato un prezzo di milioni di morti per liberarcene, si ripresentano a scadenze regolari.La fine di molti dittatori arriva imprevista e violenta, e pare direttamente proporzionale alla stessa violenza che per molti anni ha assicurato loro il potere. Mentre stanno scrivendo l’ennesima pagina di storia, il libro si chiude improvvisamente e con forza li schiaccia, quasi a voler ricordare loro che, al di là delle illusioni, altro non erano che fastidiosi insetti intrufolatisi nello scorrere degli eventi.Saltiamo di palo in frasca.La Finlandia negli ultimi vent’anni sarà finita un paio di volte in televisione: per mostrarci le spettacolari immagini del Rally dei Mille Laghi o per qualche servizio di colore sul paese di Babbo Natale. Oggi invece la Finlandia ha fatto prepotentemente irruzione nelle aperture dei nostri telegiornali per mostrarci una strage al liceo che non ha nulla da invidiare a quelle americane di Columbine o della Virginia Hight School. Per chi come me ama la Finlandia e la conosce bene, la cosa è difficile da accettare. Ma all’amarezza si è ben presto sostituito lo stupore, quando ho appreso che gli scritti lasciati dal ragazzo autore del gesto non avevano nulla da invidiare ai più deliranti proclami della propaganda nazista: non quella ufficiale, ma quella che veniva stilata di nascosto in qualche castello della Baviera.Quindi torniamo ai dittatori.Molti sono gli esempi che potremmo prendere in prestito dal secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. Molte le immagini. Un Hitler, appunto, sepolto vivo nel suo bunker dall’avanzata dell’armata rossa, i coniugi Ceaucescu ritrasformati dal plotone di esecuzione nei poveri contadini arroganti e ignoranti che sono sempre stati. Ma la figura che sembra rappresentare meglio il ribaltamento tra il potere in vita e l’oblio e il disprezzo in morte, è certamente quella di Pol Pot.Nel 1975 deposto il regime filoamericano di Long Nol, svuotò le città, divise le famiglie obbligando gli abitanti a trasferirsi nelle campagne per lavorare in regime di schiavitù. Abolì qualsiasi cosa potesse far riferimento a costumi occidentali, e il possesso di elettrodomestici, apparecchiature scientifiche, automobili o anche un semplice libro, costò la vita a migliaia di persone. Abolì la proprietà privata e la moneta, obbligò tutti ad indossare un uniforme e arrivò a considerare riso o pianto come attività ostili al regime.Con i fidi Khmer Rossi sterminò nei campi di concentramento un quarto della popolazione, circa quattro milioni di persone. Non risparmiò i suoi due fratelli e non risparmio migliaia di bambini.Le crudeltà dei Khmer erano inimmaginabili e trasformerebbero questo articolo in un copione pulp, ma una va ricordata per dare il giusto peso alla tragedia vissuta da quel popolo. Ai condannati a morte si offriva la grazia a patto che mangiassero le proprie orecchie: ottenuto il consenso e dato luogo al macabro rituale, li si uccideva comunque. Pol Pot fu deposto dall’invasione vietnamita del 1979, ma continuò la sua latitanza nel paese fino al 1997 al comando dei Khmer rimastigli fedeli. Trovò una morte misteriosa ai confini della Thailandia, forse naturale, forse per mano dei suoi stessi seguaci che già avevano tentato di scambiarlo col nuovo regime per ottenere l’immunità e lo avevano imprigionato.Qualche anno fa una troupe televisiva si è spinta in quei luoghi impervi per filmare la tomba e chiarire i dubbi sulla fine del dittatore. Al termine di un sentiero fangoso, un posto di blocco improvvisato sbarrava la strada. Un ex-Khmer, riconvertitosi al regime, ha accompagnato i giornalisti verso la boscaglia dove un tumulo quasi cancellato si faceva ancora riconosce in mezzo a escrementi e sacchetti per la spazzatura. Un paio di cani si sono allontanati, in attesa di tornare e fare i propri bisogni. L’immagine era desolante, sconfortante, eppure sembrava emanare un senso di giustizia, o di nemesi.Oggi mi dicono vi sia una tomba meno provvisoria. Si è sparsa la voce che porti fortuna, che guarisca i malati e dia i numeri vincenti per il vicino casinò. E’ meta di molti pellegrinaggi.Il senso di tutto questo? Se c’è, trovatelo voi!

venerdì 2 novembre 2007

Buona lettura !


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