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martedì 14 aprile 2009

Aiuto Terremoto Abruzzo



Un sito utilissimo per dare un aiuto alla popolazione
dell'Abruzzo,dove viene elencato cosa serve in tempo reale:
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Per chi vuole conoscere in maniera approfondita il numero dei terremoti
in Italia e nel Mondo può andare ai link seguenti:
Terremoti in Italia anno 2009:
Terremoti nel mondo nelle ultime 48 ore:

giovedì 20 settembre 2007

Aperto il passaggio a Nord-Ovest

La notizia non è freschissima, ma vale la pena di essere commentata. Si è aperto il passaggio a nord-ovest, la (non più) mitica via di transito “breve” fra Europa ed Asia. Se i commerci forse ne saranno facilitati, non altrettanto può dirsi per la salute del pianeta: tale via s'è “aperta” perché si sta sciogliendo, a ritmi vertiginosi, il Polo Nord. E con esso, forse, le residue speranze di salvezza del nostro pianeta.

[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
La mia vetrina virtuale: http://stores.lulu.com/mikelo

domenica 16 settembre 2007

La crisi subprime: l'importanza della finanza e del credito al consumo nel capitalismo odierno.


Il recente allarme lanciato da Mario Draghi (“Sugli effetti della crisi non sappiamo se il peggio è passato”) ha riportato al centro dell'attenzione il caso finanziario dell'anno: la crisi dei subprime: più sotto una spiegazione di cosa siano e qualche mia riflessione.


Questi ultimi 20 anni, a partire dal crollo di Wall Street del 1987, non sono stati certo privi di crisi finanziarie. L'ultima arriva dagli Stati Uniti, è “scoppiata” quest'anno ed è conosciuta come “crisi dei subprime”.

Va specificato, innanzitutto, che i subprime altro non sono che crediti (mutui, carte di credito ecc.) concessi a persone e famiglie che hanno una storia creditizia “tempestosa”, fatta di insolvenze, fallimenti (anche se negli Stati Uniti fino a poco tempo fa tale istituto, dal punto di vista tecnico-giuridico, era riservato alle imprese), pignoramenti. Per questo motivo, i subprime, concessi a persone e famiglie che non possono accedere al normale mercato creditizio, sono altamente rischiosi, sia per i crditori che i debitori ed hanno tassi di interesse abbastanza elevati.

I subprime in questione sono, essenzialmente, mutui che riguardano il mercato immobiliare e si inquadrano nella grande bolla speculativa che ha percorso tale settore dell'economia statunitense negli ultimi 20 anni. In questo periodo il valore degli immobili raddoppiava ogni 4-5 anni e non era infrequente che la gente comprasse e vendesse case nel breve periodo (4-5 anni appunto), indebitandosi in vista di guadagni futuri. Inoltre è abitudine diffusa negli US finanziare i de biti ipotecando la casa.

Data questa situazione, non deve stupire l'effetto dirompente che la crisi dei subprime ha avuto negli US e, dato il ruolo dell'economia statunitense, in tutto il mondo salvo, in parte, in Europa grazie al deciso intervento della BCE.

La crisi dei subprime dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che qualcosa non va nel sistema capitalistico attuale e apre la strada a 3 serie di riflessioni strettamente connesse fra loro.

La 1° è che il modello occidentale e, in particolare, statunitense del consumo continuo, ossessivo e, spesso, al di sopra delle propri capacità di pagamento è sbagliato sin dalle fondamenta.

La 2° è che il denaro non è una merce come le altre, anzi non è una merce è un semplice “metro” dei “beni” (materiali) e dei “servizi” (o “beni immateriali”) e come tale andrebbe trattata, limitando fortemente le speculazioni finanziarie e i giochi di borsa.

La 3° riflessione è che l'economia mondiale e la vita degli esseri umani sulla Terra si basa non sul denaro, ma sul lavoro.


[Post tratto da Appunti di Michele, tomo 2° ]
La mia vetrina virtuale: http://stores.lulu.com/mikelo

giovedì 6 settembre 2007

Cari defunti: Europa , Sud-Est Asia, Est Africa, Terra.

Ieri notte è morto Sabani, oggi è l'anniversario della morte di Agnese Gongia Boiagiu, meglio conosciuta come “Madre Teresa di Calcutta”, giorno 31 luglio è stato l'anniversario di Diana Spencer, morta principessa del Galles, ma non da futura Regina.

Al di là delle possibili diatribe sull'utilità della Monarchia nel 21° secolo, che si parli di quella inglese, di quella giapponese, o di quella del Lesotho (l'estensore di questo piccolo e-diario è un fervente repubblicano), non si può dubitare che Diana abbia lasciato un'indelebile traccia di sé in questo mondo postmoderno e (fortunatamente) policentrico. Non l'ha lasciata per essere diventata erede al trono (molti re di nascita sono stati emeriti cialtroni, se non folli sanguinari e guerrafondai), non l'ha lasciata per le sue innumerevoli “love story” con amanti quasi mai irreprensibili, ma l'ha lasciata per il suo interesse per gli ultimi, per il suo “impegno sociale” come si dice oggi, ovvero, per utilizzare una parola di vecchio conio ma, a mio modesto modo di vedere, più esatta, per il suo “altruismo”.

Altruismo di cui non ha difettato certo Madre Teresa, passata alla Storia per il suo indefesso, costante, quotidiano aiuto ai poveri, ai bisognosi, ai malati, agli ultimi. Al di là del Nobel per la Pace nel 1979 (meritatissimo), al di là della durata del Processo di Santificazione (il dubbio sull'esito mi sembra offensivo), Madre Teresa rappresenta (più che degnamente) un simbolo, il simbolo di coloro, uomini e donne, ricchi e poveri, religiosi e laici che si battono per il Prossimo, per la Giustizia, per la Pace. È un'umanità variegata fatta di persone come noi che però sono andati al di là dell'Egoismo, fonte di ogni Male che, come ci ricordava Sant'Agostino è più facile del Bene.

L'Egoismo fa parte della nostra natura animale, l'Altruismo è Qualcosa (qualche materialista ateo potrebbe definirla “splendida follia “) che ci eleva, è una teoria e una pratica degna degli angeli, ma è umana, molto umana. Qualche ateo potrebbe rallegrarsi dei dubbi, documentati, di cui si sarebbe intarsiata l'esperienza di fede di Madre Teresa, ma è (la sua) una gioia effimera, perché la fragilità della Benefattrice di Calcutta la rende ancora più grande. E ancora più vicina a noi.

La morte di Sabani è più recente: per i suoi cari, una ferita aperta. È stato, per certi versi, il più grande imitatore della storia della televisione italiana, forse più di Noschese, probabilmente più di Loretta Goggi. È stato coinvolto in un'inchiesta che metteva in luce il lurido (da sempre) sottobosco del rutilante mondo dello spettacolo. Era innocente? Tendo a credere di sì, ma non ne ho certezza assoluta. So solo che era un grande professionista in un mondo che sta diventando sempre più dequalificato e all'insegna del “Fast Food” (o del “Fast Sex”), anche se mi fanno orrore certi discorsi odierni sull' “utilità sociale” dello spettacolo.

Che dite?” “Sto dimenticando qualcuno?” Sì, in questi 6 giorni ci sono gli anniversari anche di Dodi Al-Fayed, dell'autista Henry Paul e di trilioni di altre persone. La morte è una livella, diceva il grande Totò, ma, aggiungo io, al di là c'è Qualcosa. O, almeno, Credo che sia.