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lunedì 7 gennaio 2008

MEDICINA ALTERNATIVA

Medicina alternativa Termine generico con cui si definiscono tutte le pratiche terapeutiche i cui metodi non sono stati sperimentati in modo sistematico e “scientifico”, ma sono andati definendosi nel corso del tempo mediante il perfezionamento di tecniche tradizionali. Essa sembra contrapporsi alla medicina definita “ufficiale”, riconosciuta nel mondo occidentale e applicata negli ospedali e nelle cliniche. In realtà, molte pratiche alternative, che derivano in genere dalla cultura orientale, hanno attualmente trovato ampia diffusione anche nel mondo occidentale, e sono sempre più spesso applicate come pratiche complementari alla medicina ufficiale.

L’approccio che si può riconoscere nella maggior parte delle branche della medicina alternativa è di tipo olistico, cioè tende a considerare il paziente nel suo complesso, non disgiungendo i suoi disturbi fisici dalla sfera psichica ed emozionale. La malattia è di solito intesa come manifestazione di uno squilibrio delle energie presenti nel corpo; l’intervento del terapeuta mira allora a ripristinare i flussi di energia interrotti e a ristabilire di conseguenza il benessere psicofisico del soggetto.

Tra le medicine alternative sono comprese l’agopuntura, l’omeopatia, lo shiatsu, il massaggio, la chiropratica, la riflessologia, la floriterapia (come l’uso dei fiori di Bach), l’aromaterapia, la moxibustione, la naturopatia, la medicina antroposofica, e ancora la gemmoterapia, la magnetoterapia e la cristalloterapia; si possono considerare forme di medicina alternativa anche discipline spirituali come il reiki e l’ayurveda, rivolte a stimolare le capacità di autoguarigione dell’individuo.

Fonte http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_981524692/Medicina_alternativa.html

martedì 18 dicembre 2007

Cervello:Ecco Effetto Vivaldi, Musica Rinforza Memoria Nonni




(ANSA) - ROMA, 17 DIC -




Foto Vivaldi

Da una ricerca italiana ecco la conferma che la musica classica fa bene al cervello, anche quello degli anziani: l'ascolto di brani musicali, meglio se di Antonio Vivaldi, sembra infatti capace di potenziare la memoria di individui in la' con gli anni. Scoperto in uno studio su anziani diretto da Nicola Mammarella della Facolta' di Psicologia dell'Universita' degli Studi G. D'Annunzio di Chieti, il potere della musica del compositore veneziano e' stato battezzato ''effetto Vivaldi'' e fa il paio con il piu' noto ''Effetto Mozart'', gia' piu' e piu' volte dimostrato in numerosi studi. Pubblicata sulla rivista Aging Clinical and Experimental Research, la ricerca non vuole inscenare una guerra 'Vivaldi contro Mozart'; semmai avvalora la tesi secondo cui l'ascolto di musica ha effetti positivi sulla funzionalita' cerebrale, ha detto in una nota Luisa Lopez della Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani ONLUS. L'effetto Mozart indica proprio il potere dell'ascolto di musica su memoria e apprendimento: fu cosi' battezzato nel 1993 dai primi esperimenti basati sull'ascolto di una Sonata in re maggiore per due pianoforti di Mozart. Ricerche successive dimostrarono pure alcuni potenziali meccanismi d'azione della musica, come l'aumento di fattori di crescita neurali indotto dall'ascolto. Lo studio italiano ha coinvolto 24 individui anziani ed individuato come brano dai 'magici poteri' su memoria a breve termine e memoria operativa uno tratto da 'Le quattro stagioni' di Vivaldi. Gli esperti hanno dimostrato che, diversamente dal semplice rumore o dal silenzio, l'ascolto di Vivaldi potenzia le performance degli anziani a test mnemonici di vario tipo come ricordare una serie di numeri in successione progressiva. Il miglioramento della performance mnemoniche, hanno spiegato gli scienziati, potrebbe essere attribuibile all'aumento dello stato di vigilanza e di attenzione indotto dalla musica, inoltre e' plausibile che specifiche caratteristiche della musica agiscano sulla memoria di lavoro fonologica. Semmai non aveste ancora idea di cosa regalare per Natale ai nonni smemorati, ecco quindi un ottimo suggerimento per un regalo godibile e salutare: un cd di musica classica, Mozart o Vivaldi probabilmente fa lo stesso, meglio se e' di loro gradimento





Foto Mozart







lunedì 26 novembre 2007

EMERGENZA DIOSSINA



Emergenza diossina

di Emiliano Fittipaldi

Abbiamo il record negativo di emissioni.

La sostanza tossica si annida anche negli alimenti.

E gli esperti lanciano l'allarme: metà degli italiani ne assume più del limite consentito
La diossina è ovunque. Tutti, se si facessero analisi ad hoc, se ne troverebbero un po' addosso. Ricchi e poveri, meridionali e padani, gli italiani iniziano ad assumerla già attraverso il cordone ombelicale e, appena nati, succhiando il latte materno. Qualche picogrammo (un miliardesimo di milligrammo) di questa sostanza, nociva e dagli effetti ancora in gran parte sconosciuti, c'è sempre stato anche nel sangue di Laura Pollini, che fino allo scorso 18 aprile ai veleni in corpo non aveva mai dato troppa importanza. La compagna di Luciano Benetton ha iniziato a interessarsi di diossine e danni fisici correlati solo da quel mercoledì sera, quando era chiaro che l'incendio allo stabilimento della De Longhi, distante solo quattro chilometri dalla quiete di Villa Lia, rischiava di contaminare Treviso e dintorni. L'evacuazione non c'è stata: il sindaco leghista e l'Arpav (l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) hanno effettuato i controlli subito dopo l'incidente, assicurando che non c'era alcuna minaccia per la salute pubblica. Ma il 'tutto va bene' non ha convinto i Benetton: girando per i cinque ettari della tenuta hanno notato piante avvizzite, animali intossicati, un odore acre che non spariva. Così la coppia ha speso circa 20 mila euro e chiesto a uno dei pochi laboratori privati specializzati un monitoraggio ambientale della proprietà. A 16 giorni dal rogo, nonostante le piogge torrenziali, le diossine e gli inseparabili furani (altri composti nocivi) sono stati trovati sulle foglie di ortaggi e insalate, sugli alberi da frutto e in grandi quantità sul terreno. "Su un pero", spiega l'autore della relazione tecnica Raul Martini, "abbiamo rintracciato un valore di tossicità esorbitante: un solo frutto potrebbe contenere più della soglia giornaliera massima consigliata dall'Oms. La diossina ha invaso l'orto, e finirà con ogni probabilità nelle falde acquifere. I dati ufficiali? L'agenzia per prevenire il panico ha usato toni rassicuranti, ma credo abbia sbagliato". Nella relazione, in realtà, il commento è meno diplomatico: "Dall'Arpav", si legge, "sono arrivati commenti approssimativi, poca cautela, manipolazione dei risultati".Le analisi fai-da-te sono costosissime. Ma con la classica colletta, anche chi non ha la disponibilità economica dei Benetton può andare a caccia degli invisibili furani e dei Pcb, i policlorobisenili che appartengono alla stessa famiglia. La famiglia Cannavacciuolo di Acerra pascola pecore da sempre. Visitare il loro appezzamento è un'esperienza choc: lo spicchio di terra è incuneato tra la vecchia fabbrica Montefibre e il termovalorizzatore in costruzione. Le bestie all'origine erano 2 mila, pasciute e bianchissime, ma in pochi anni sono state sterminate. Tumori e malformazioni. Il gregge è sotto sequestro: il latte contiene percentuali di diossina da record, i 400 animali sopravvissuti sembrano usciti dal film 'The Day After'. Al capofamiglia è andata peggio: a maggio è morto di cancro fulminante. "Dicono che la diossina non c'entra niente, ma Vincenzo era un toro. È colpa dei rifiuti tossici che i camorristi seppelliscono nell'Agroaversano", sostiene il fratello Mario, "dobbiamo stare attenti tutti: le pecore mangiano solo erba naturale, e qua è pieno di ortaggi che finiscono sulle tavole degli italiani". Con l'aiuto di un professore dell'ospedale Pascale di Napoli, Antonio Marfella, Mario è riuscito a far analizzare il suo sangue e quello del fratello da un laboratorio canadese. Risultato: l'esposizione alla diossina è simile a quella della zona A e della zona B di Seveso. "In Campania discariche abusive e la bruciatura dei rifiuti all'aria aperta", dicono all'unisono l'oncologo Giuseppe Comella e Leopoldo Iannuzzi del Cnr, " hanno messo in pericolo la catena alimentare. Le diossine si depositano sulle piante, il terreno e le acque, fissandosi poi nei tessuti grassi degli animali e nel latte". Sugli effetti delle diossine oncologi ed epidemiologi sono spaccati a metà. Ma oltre all'accertata tossicità, un dato è sicuro. L'Italia è il paese che in Europa ne produce di più. Spulciando l'unico rapporto della Commissione Ue sul rilascio di diossine e furani al suolo (del 1999), si scopre che il nostro Paese ne emette il 38 per cento in più della Spagna, il 33 più della Gran Bretagna, il 29 più della Germania, ben il 75 per cento in più di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia messe insieme. Per gli ultimi sette anni stime ufficiali non esistono, ma le emissioni di sostanze nocive dovrebbero - sostengono gli esperti dell'Iss - essersi ridotte. Secondo Roberto Fanelli, capo del dipartimento Ambiente e salute dell'Istituto Mario Negri di Milano e autore di alcuni report su Seveso, "ormai la contaminazione è diffusa uniformemente in tutti i paesi industrializzati. Sono sostanze che troviamo dappertutto. Si eliminano solo dopo molti decenni". In pratica, diossine (ci sono vari cogeneri, il più pernicioso è il 2,3,7,8 Tccd) e Pcb sono il prezzo della vita moderna. Industrie chimiche, acciaierie e smaltimento dei rifiuti sono i primi responsabili dell'inquinamento: le molecole killer si formano in presenza di cloro e derivati durante qualsiasi processo di combustione. Se l'associazione Medici per l'ambiente parla senza giri parole di "pandemia silenziosa" e l'ematologa Patrizia Gentilini, vicepresidente del gruppo, nutre molti dubbi sulla presunta riduzione dell'esposizione in Italia ("Qui seguiamo politiche semplicemente disastrose"), il tossicologo Alessandro Di Domenico dell'Iss getta acqua sul fuoco. Almeno per quanto riguarda gli inceneritori, obiettivi preferiti di ambientalisti e cittadini arrabbiati. "Con la regolamentazione Ue oggi ci sono strutture a impatto trascurabile. E non dimentichiamo che l'Epa (l'Agenzia Usa per la Protezione ambientale, ndr) ha spiegato che il maggior pericolo viene dalle sorgenti incontrollabili, come incendi e fuochi privati. Come si fa a stanare i caminetti fuorilegge? Più che procurare allarme, occorre informare la gente".(26 novembre 2007)
Fonte

martedì 13 novembre 2007

Inquinanti nascosti in casa

Per quanto belli ed eleganti, non tutti gli arredi, le finiture e i pavimenti sono sani. Molte persone ignorano completamente i rischi per la salute che possono derivare dalla presenza di sostanze tossiche negli ambienti in cui vivono e lavorano.

Effetti delle sostanze tossiche
Le patologie connesse all'eccessiva esposizione a sostanze nocive negli ambienti interni spaziano dal semplice mal di testa ai disturbi del sonno, nervosismo, allergie varie, fino ad alcune malattie gravi.Non tutti reagiscono allo stesso modo a queste sostanze. I soggetti più vulnerabili sono gli anziani e i bambini. Gli effetti sulla salute dipendono dal tipo di inquinante, dalla sua concentrazione e dal tempo di esposizione. Spesso sono dovuti alla combinazione di più sostanze.
Come ridurre la presenza di inquinanti
Il modo più semplice e rapido per ridurre la concentrazione di sostanze nocive è ventilare bene i locali. Creando una corrente d'aria è possibile ottenere in breve tempo un ricambio pressoché completo dell'aria all'interno di una stanza. Questo però è solo un palliativo. Se si vuole eliminare il problema alla radice, è necessario individuare e rimuovere la fonte dell'inquinamento ambientale.
Possibili fonti inquinanti:
materiali da costruzione
pavimenti
pitture
vernici e lacche
arredi

In linea di principio le sostanze nocive possono nascondersi ovunque. Particolarmente sospetti sono oggetti e materiali vecchi, perché in passato si impiegavano molte sostanze rivelatesi dannose per la salute in seguito.
Materiali da costruzione
I materiali edili dovrebbero essere privi di sostanze tossiche. Da controllare sono soprattutto i prodotti provenienti da paesi non UE, dove è ancora ammesso l'impiego di sostanze e trattamenti (p. es. uso di pesticidi) che da noi sono vietati da anni.
Pavimenti
Le sostanze nocive sono spesso presenti nei pavimenti realizzati diversi anni fa. Molto pericolose sono alcune colle (scure) impiegate un tempo per la posa dei parquet. Qualora si intenda realizzare un pavimento nuovo, è bene assicurarsi che vengano impiegate colle atossiche, vale a dire a basso contenuto o prive di solventi, oppure che sia fissato senza collanti e solo sul perimetro mediante nastri biadesivi. Le moquette (anche in fibra naturale) sono spesso trattate con agenti chimici contro le tarme o con sostanze ignifughe che col tempo possono divenire una fonte di inquinamento dell'ambiente interno. Il sottofondo della moquette dovrebbe essere di juta, polipropilene o lattice naturale.Anche nel caso di parquet e laminati controllate che siano prive o povere di formaldeide. L'evaporazione di formaldeide può essere impedita mediante sigillatura dei pavimenti. Riparate tempestivamente eventuali sigillature usurate o danneggiate perché non sono più efficaci.
Pitture murali
Si consiglia l'impiego di pitture atossiche, rammentando che non tutti i prodotti sono accompagnati da indicazioni complete sul loro contenuto (non previste dalla legge!).
Vernici e lacche
Attenzione a indicazioni quali "biologico", "naturale" o simili, poiché non danno alcuna informazione in merito alle sostanze contenute nel prodotto. In linea generale si raccomanda l'impiego di vernici e lacche a basso contenuto o prive di solventi. Aerare bene i locali durante e dopo la tinteggiatura.
Mobili
Al momento dell'acquisto, informatevi sui materiali e i trattamenti usati per produrli. Richiedete sempre un certificato di qualità scritto!
Sulle tracce degli inquinanti
Il metodo più sicuro per determinare la presenza di sostanze nocive in un ambiente confinato è la misurazione dell'aria.

Le misurazioni delle sostanze nocive presenti nell'aria vengono effettuate dal Laboratorio analisi aria e rumore (tel.: 0471 417160)

Muffe
La formazione di muffe negli ambienti interni è un problema frequente. Le cause sono da ricercarsi per lo più nella struttura dell'edificio e vanno dai ponti termici (es. balconi sporgenti) a una insufficiente coibentazione delle varie parti costruttive. Per salvaguardare la salute delle persone è necessario rimuoverle appena possibile. Spesso la formazione di muffe è dovuta anche a una scorretta ventilazione degli ambienti da parte di chi vi abita.
Il nostro consiglio
Al momento di acquistare nuovi prodotti richiedete sempre un certificato di fabbricazione che garantisca l'impiego di sostanze non dannose per la salute. Solo così potete sottrarvi o quantomeno limitare l'inquinamento tra le pareti domestiche.
Attenzione
Nel caso dovessero insorgere vizi costruttivi, il committente che ha richiesto un'esecuzione dei lavori ritenuta non a regola d'arte non potrà più far valere gli abituali diritti di garanzia. Per esempio: se un cliente vuole che la moquette sia posata senza l'uso di collanti e successivamente dovessero manifestarsi carenze del materiale, il venditore può declinare qualunque responsabilità appellandosi al fatto che la tecnica di posa richiesta non era quella appropriata.
Foglio Info WA 52 - Situazione al 02/2007

Fonte