SCRITTORI SOMMERSI”: 25 scrittori, una raccolta antologica ed un progetto che continua la sua scalata
Dopo il successo della presentazione & reading dell’antologia “Scrittori Sommersi- 25 racconti emersi” tenutasi domenica 27 gennaio a Roma presso il Lettere Caffè a Trastevere, continua l’ascesa del progetto Scrittori Sommersi, già proiettato verso nuove date in numerose città italiane: il prossimo evento prevede la partecipazione alla rassegna Scatole Sonore al Rialto S. Ambrogio, in via S.Ambrogio, 4, zona largo Argentina, Roma, nella sala reading alle ore 21.00.La presentazione presso il Lettere Caffè ha registrato un successo inaspettato di vendite e di consensi ed è seguito al reading che sabato 19 gennaio ha preceduto il concerto della cantante Ilenia Volpe al Big Bang, sempre nella capitale.L’antologia “Scrittori Sommersi- 25 racconti emersi” è stata pubblicata su lulu.com da 25 giovani scrittori che, incontratisi nel forum del gruppo “Scrittori emergenti”, presente in una delle comunità virtuali più grandi del web, Myspace.com, hanno ideato e prodotto in autogestione una raccolta composta dai loro racconti curando autonomamente concept grafico, impaginazione, editing.Un progetto innovativo e sperimentale, quello di questi 25 creativi, che, se ha preso vita prima da un forum, poi è stato lavorato interamente su un blog.Si parte con l’antologia: 25 racconti, 25 stili, modi di creare, tematiche estremamente eterogenee per offrire al lettore un biglietto da visita di ognuno degli scrittori inclusi nella raccolta.Scrittori Sommersi, però, è più di un’antologia, è un progetto che nasce con lo scopo di creare un gruppo che diventi un punto di riferimento per tutti quegli emergenti costretti a pagare per vedere pubblicate le proprie opere perché demotivati da un’editoria che troppo spesso antepone la vendibilità alla qualità. La strada scelta da Scrittori Sommersi è quella di mettere sullo stesso piano la lettura delle opere altrui e la loro scrittura, in modo da avviare un reale processo di confronto da cui trarre reciproco supporto.I 25 “Scrittori Sommersi” desiderano allargare il proprio bacino di lettori e lanciare un’idea nuova di promozione sfruttando anche le enormi potenzialità di internet e dei blog.Non a caso la pubblicazione dell’antologia “Scrittori Sommersi- 25 Racconti Emersi” avviene tramite il sito lulu.com ed altri POD che permettono agli scrittori di pubblicare i propri lavori curando personalmente l’edizione in tutte le sue fasi. L’acquisto dell’opera avviene online direttamente su www.lulu.com o mediante i canali degli autori stessi.Il progetto Scrittori Sommersi ha ambizioni di crescita, il fine a cui tende è quello di creare un marchio di qualità nel mondo dell’editoria. Si muove sulla rete, ma vuole raggiungere le gente e le strade per un’affermazione che venga direttamente dal pubblico senza la mediazione di altri canali. Da qui la creazione di uno spazio già in funzione su www.myspace.com/scrittorisommersi per incentivare e stimolare un contatto diretto lettore- autore. Per informazioni: www.scrittorisommersi.com.
giovedì 31 gennaio 2008
venerdì 18 gennaio 2008
Alla ricerca della libertà perduta !
Vorrei discutere con voi del problema della libertà. È un problema complesso, che richiede un esame attento e una profonda capacita di penetrazione. Sentiamo parlare molto di libertà: libertà religiosa, libertà di fare quel che vogliamo. Sono stati scritti innumerevoli volumi sull’argomento. Ma io credo sia possibile affrontarlo in maniera semplice e diretta, e forse questo ci porterà alla vera soluzione.
Mi chiedo se vi siate mai fermati a osservare il meraviglioso bagliore del cielo a occidente quando il sole tramonta, con la luna giovane che fa capolino timidamente appena al di sopra degli alberi. Spesso a quell’ora il fiume è calmissimo e ogni cosa si riflette sulla sua superficie: il ponte, il treno che lo attraversa, la luna tenera e, col calare della notte, le stelle. E' tutto molto bello. E per guardare, per osservare, per dedicare tutta l’attenzione a qualcosa di bello, la mente deve essere libera da preoccupazioni, non è cosi? Non deve essere affollata di problemi, di ansie, di elucubrazioni. Solo quando la mente è molto tranquilla si è realmente capaci di osservare, perché allora la mente è sensibile alla straordinaria bellezza delle cose; e forse in questo c’è un elemento che indica la possibile soluzione del problema della libertà.
Orbene, cosa significa essere liberi? La libertà consiste forse nel fare quel che più ci conviene in un determinato momento - andare dove ci pare, pensare a modo nostro? Ma questo lo si fa comunque. Oppure libertà vuoi dire semplicemente essere indipendenti? Nel mondo molte persone sono indipendenti, ma pochissime sono libere. La libertà implica una grande intelligenza, non è così? Essere liberi vuol dire essere intelligenti, ma l’intelligenza non si realizza semplicemente desiderando essere liberi: essa nasce, invece, solo quando cominciate a comprendere tutto il vostro ambiente, le influenze sociali, religiose, familiari e tradizionali che in continuazione vi condizionano. Ma comprendere le varie influenze - l’influenza dei genitori, dello Stato, della società, della cultura a cui appartenete, delle vostre credenze, dei vostri dei e delle vostre superstizioni, della tradizione a cui vi conformate inconsapevolmente - comprendere tutte queste cose e liberarsene richiede una profonda capacità di introspezione. Di solito, però, vi piegate ad esse perché dentro di voi alberga la paura. Temete di non riuscire a raggiungere una buona posizione nella vita, avete paura di quello che dirà il vostro sacerdote, siete spaventati all'idea di non seguire la tradizione, di non fare la cosa giusta. Ma in realtà la libertà è uno stato mentale in cui non c’è paura, né coazione, né bisogno di sicurezza.
La maggior parte di noi desidera la sicurezza. Non vogliamo forse che ci dicano che persone meravigliose siamo, quanto siamo attraenti, o che intelligenza eccezionale abbiamo? Se non fosse così, non avremmo bisogno di esibire i nostri titoli onorifici. Questo genere di cose serve a darci sicurezza, a farci sentire importanti. Desideriamo tutti essere famosi - e nel momento in cui desideriamo essere qualcosa, ecco che non siamo più liberi.
E' importante che afferriate questo punto, poiché rappresenta l’elemento cruciale per la comprensione del problema della libertà. Nel momento in cui desiderate essere qualcuno - sia in questo mondo fatto di politica, potere, prestigio e autorità, o nel cosiddetto mondo spirituale, che esalta la nobiltà d’animo, la santità - non siete più liberi. Ma l'uomo o la donna che percepiscono l’assurdità di tutto questo e i cui cuori sono dunque innocenti perché non sono mossi dal desiderio di essere qualcuno, ebbene, costoro sono liberi. Se comprendete la semplicità di questo approccio, ne vedrete anche la straordinaria bellezza e profondità.
Dopo tutto, la funzione degli esami è proprio quella di assicurarvi una posizione e fare di voi qualcuno. I titoli, il prestigio, la conoscenza, vi incoraggiano in questa direzione. Avete notato che genitori e insegnanti vi dicono che è vostro dovere diventare qualcuno nella vita, che dovete avere successo come vostro zio o vostro nonno? O magari alcuni di voi cercano di imitare l’esempio di qualche eroe, di essere come i Maestri, i santi; e in tal modo, non siete mai liberi. Sia che seguiate l'esempio di un maestro, di un santo, di un insegnante, di un parente, sia che aderiate a una determinata tradizione, tutto ciò contiene implicitamente un’esigenza, da parte vostra, di essere qualcosa; e solo se comprendete veramente questo punto, può esserci libertà.
La funzione dell’educazione è dunque di aiutarvi sin dall'infanzia a non imitare nessuno, ma essere sempre voi stessi. E questo è difficilissimo: non importa se siete brutti o belli, invidiosi, o gelosi, siate sempre voi stessi, ma siatene consapevoli. Essere voi stessi è molto difficile perché credete di essere ignobili e pensate che, se solo poteste trasformare ciò che siete in qualcosa di nobile, sarebbe meraviglioso; ma questo non accade mai. Se invece esaminate e comprendete ciò che effettivamente siete, allora nella comprensione stessa è già presente una trasformazione. Dunque la libertà consiste non nel cercare di diventare qualcosa di diverso da ciò che si è, né nel fare qualunque cosa vi passi per la testa di fare, e neanche nel seguire l’autorità della tradizione, dei genitori, degli insegnanti, ma nel comprendere ciò che siete attimo per attimo.
Vedete, non siete stati educati a fare questo; la vostra educazione vi incoraggia a diventare una cosa o l’altra - ma non è certo questa la comprensione di voi stessi. Il vostro «sé» è una cosa molto complessa; non è semplicemente l’entità che va a scuola, litiga, gioca, ha paura, è anche qualcos’altro che resta nascosto, che non è evidente. E fatto non solo di tutti i pensieri che pensate, ma anche delle cose che sono state inculcate nella vostra mente da altra gente, dai libri, dai giornali, dai vostri capi; ed è possibile comprendere tutto questo soltanto se non desiderate più essere qualcuno, se non imitate, se non seguite modelli altrui - il che significa, in effetti, ribellarsi all’intera tradizione secondo la quale bisogna cercare di diventare qualcuno. E' questa la sola vera rivoluzione, che conduce a una straordinaria libertà. Coltivare tale libertà è la vera funzione dell’educazione.
I vostri genitori, gli insegnanti e i vostri stessi desideri vi spingono a identificarvi con una cosa o l’altra allo scopo di essere felici, sicuri. Ma per essere intelligenti non pensate che sia necessario sbarazzarvi di tutte le influenze che vi riducono in schiavitù e vi annientano?
La speranza di un mondo nuovo è presente in quelli di voi che cominciano a percepire la falsità e a ribellarsi ad essa, non, solo verbalmente, ma nei fatti. Ecco perché dovreste cercare il giusto tipo di educazione: solo crescendo nella libertà potete creare un mondo nuovo che non sia fondato sulla tradizione o modellato sulle idiosincrasie di un filosofo o di un idealista. Ma non può esistere libertà fin tanto che vi limitate a cercare di diventare qualcuno o a imitare un nobile esempio.
Mi chiedo se vi siate mai fermati a osservare il meraviglioso bagliore del cielo a occidente quando il sole tramonta, con la luna giovane che fa capolino timidamente appena al di sopra degli alberi. Spesso a quell’ora il fiume è calmissimo e ogni cosa si riflette sulla sua superficie: il ponte, il treno che lo attraversa, la luna tenera e, col calare della notte, le stelle. E' tutto molto bello. E per guardare, per osservare, per dedicare tutta l’attenzione a qualcosa di bello, la mente deve essere libera da preoccupazioni, non è cosi? Non deve essere affollata di problemi, di ansie, di elucubrazioni. Solo quando la mente è molto tranquilla si è realmente capaci di osservare, perché allora la mente è sensibile alla straordinaria bellezza delle cose; e forse in questo c’è un elemento che indica la possibile soluzione del problema della libertà.
Orbene, cosa significa essere liberi? La libertà consiste forse nel fare quel che più ci conviene in un determinato momento - andare dove ci pare, pensare a modo nostro? Ma questo lo si fa comunque. Oppure libertà vuoi dire semplicemente essere indipendenti? Nel mondo molte persone sono indipendenti, ma pochissime sono libere. La libertà implica una grande intelligenza, non è così? Essere liberi vuol dire essere intelligenti, ma l’intelligenza non si realizza semplicemente desiderando essere liberi: essa nasce, invece, solo quando cominciate a comprendere tutto il vostro ambiente, le influenze sociali, religiose, familiari e tradizionali che in continuazione vi condizionano. Ma comprendere le varie influenze - l’influenza dei genitori, dello Stato, della società, della cultura a cui appartenete, delle vostre credenze, dei vostri dei e delle vostre superstizioni, della tradizione a cui vi conformate inconsapevolmente - comprendere tutte queste cose e liberarsene richiede una profonda capacità di introspezione. Di solito, però, vi piegate ad esse perché dentro di voi alberga la paura. Temete di non riuscire a raggiungere una buona posizione nella vita, avete paura di quello che dirà il vostro sacerdote, siete spaventati all'idea di non seguire la tradizione, di non fare la cosa giusta. Ma in realtà la libertà è uno stato mentale in cui non c’è paura, né coazione, né bisogno di sicurezza.
La maggior parte di noi desidera la sicurezza. Non vogliamo forse che ci dicano che persone meravigliose siamo, quanto siamo attraenti, o che intelligenza eccezionale abbiamo? Se non fosse così, non avremmo bisogno di esibire i nostri titoli onorifici. Questo genere di cose serve a darci sicurezza, a farci sentire importanti. Desideriamo tutti essere famosi - e nel momento in cui desideriamo essere qualcosa, ecco che non siamo più liberi.
E' importante che afferriate questo punto, poiché rappresenta l’elemento cruciale per la comprensione del problema della libertà. Nel momento in cui desiderate essere qualcuno - sia in questo mondo fatto di politica, potere, prestigio e autorità, o nel cosiddetto mondo spirituale, che esalta la nobiltà d’animo, la santità - non siete più liberi. Ma l'uomo o la donna che percepiscono l’assurdità di tutto questo e i cui cuori sono dunque innocenti perché non sono mossi dal desiderio di essere qualcuno, ebbene, costoro sono liberi. Se comprendete la semplicità di questo approccio, ne vedrete anche la straordinaria bellezza e profondità.
Dopo tutto, la funzione degli esami è proprio quella di assicurarvi una posizione e fare di voi qualcuno. I titoli, il prestigio, la conoscenza, vi incoraggiano in questa direzione. Avete notato che genitori e insegnanti vi dicono che è vostro dovere diventare qualcuno nella vita, che dovete avere successo come vostro zio o vostro nonno? O magari alcuni di voi cercano di imitare l’esempio di qualche eroe, di essere come i Maestri, i santi; e in tal modo, non siete mai liberi. Sia che seguiate l'esempio di un maestro, di un santo, di un insegnante, di un parente, sia che aderiate a una determinata tradizione, tutto ciò contiene implicitamente un’esigenza, da parte vostra, di essere qualcosa; e solo se comprendete veramente questo punto, può esserci libertà.
La funzione dell’educazione è dunque di aiutarvi sin dall'infanzia a non imitare nessuno, ma essere sempre voi stessi. E questo è difficilissimo: non importa se siete brutti o belli, invidiosi, o gelosi, siate sempre voi stessi, ma siatene consapevoli. Essere voi stessi è molto difficile perché credete di essere ignobili e pensate che, se solo poteste trasformare ciò che siete in qualcosa di nobile, sarebbe meraviglioso; ma questo non accade mai. Se invece esaminate e comprendete ciò che effettivamente siete, allora nella comprensione stessa è già presente una trasformazione. Dunque la libertà consiste non nel cercare di diventare qualcosa di diverso da ciò che si è, né nel fare qualunque cosa vi passi per la testa di fare, e neanche nel seguire l’autorità della tradizione, dei genitori, degli insegnanti, ma nel comprendere ciò che siete attimo per attimo.
Vedete, non siete stati educati a fare questo; la vostra educazione vi incoraggia a diventare una cosa o l’altra - ma non è certo questa la comprensione di voi stessi. Il vostro «sé» è una cosa molto complessa; non è semplicemente l’entità che va a scuola, litiga, gioca, ha paura, è anche qualcos’altro che resta nascosto, che non è evidente. E fatto non solo di tutti i pensieri che pensate, ma anche delle cose che sono state inculcate nella vostra mente da altra gente, dai libri, dai giornali, dai vostri capi; ed è possibile comprendere tutto questo soltanto se non desiderate più essere qualcuno, se non imitate, se non seguite modelli altrui - il che significa, in effetti, ribellarsi all’intera tradizione secondo la quale bisogna cercare di diventare qualcuno. E' questa la sola vera rivoluzione, che conduce a una straordinaria libertà. Coltivare tale libertà è la vera funzione dell’educazione.
I vostri genitori, gli insegnanti e i vostri stessi desideri vi spingono a identificarvi con una cosa o l’altra allo scopo di essere felici, sicuri. Ma per essere intelligenti non pensate che sia necessario sbarazzarvi di tutte le influenze che vi riducono in schiavitù e vi annientano?
La speranza di un mondo nuovo è presente in quelli di voi che cominciano a percepire la falsità e a ribellarsi ad essa, non, solo verbalmente, ma nei fatti. Ecco perché dovreste cercare il giusto tipo di educazione: solo crescendo nella libertà potete creare un mondo nuovo che non sia fondato sulla tradizione o modellato sulle idiosincrasie di un filosofo o di un idealista. Ma non può esistere libertà fin tanto che vi limitate a cercare di diventare qualcuno o a imitare un nobile esempio.
Da “La ricerca della felicità” di Jiddu Krishnamurti
Immagine di Still Burning
lunedì 7 gennaio 2008
MEDICINA ALTERNATIVA
Medicina alternativa Termine generico con cui si definiscono tutte le pratiche terapeutiche i cui metodi non sono stati sperimentati in modo sistematico e “scientifico”, ma sono andati definendosi nel corso del tempo mediante il perfezionamento di tecniche tradizionali. Essa sembra contrapporsi alla medicina definita “ufficiale”, riconosciuta nel mondo occidentale e applicata negli ospedali e nelle cliniche. In realtà, molte pratiche alternative, che derivano in genere dalla cultura orientale, hanno attualmente trovato ampia diffusione anche nel mondo occidentale, e sono sempre più spesso applicate come pratiche complementari alla medicina ufficiale.
L’approccio che si può riconoscere nella maggior parte delle branche della medicina alternativa è di tipo olistico, cioè tende a considerare il paziente nel suo complesso, non disgiungendo i suoi disturbi fisici dalla sfera psichica ed emozionale. La malattia è di solito intesa come manifestazione di uno squilibrio delle energie presenti nel corpo; l’intervento del terapeuta mira allora a ripristinare i flussi di energia interrotti e a ristabilire di conseguenza il benessere psicofisico del soggetto.
Tra le medicine alternative sono comprese l’agopuntura, l’omeopatia, lo shiatsu, il massaggio, la chiropratica, la riflessologia, la floriterapia (come l’uso dei fiori di Bach), l’aromaterapia, la moxibustione, la naturopatia, la medicina antroposofica, e ancora la gemmoterapia, la magnetoterapia e la cristalloterapia; si possono considerare forme di medicina alternativa anche discipline spirituali come il reiki e l’ayurveda, rivolte a stimolare le capacità di autoguarigione dell’individuo.
Fonte http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_981524692/Medicina_alternativa.html
L’approccio che si può riconoscere nella maggior parte delle branche della medicina alternativa è di tipo olistico, cioè tende a considerare il paziente nel suo complesso, non disgiungendo i suoi disturbi fisici dalla sfera psichica ed emozionale. La malattia è di solito intesa come manifestazione di uno squilibrio delle energie presenti nel corpo; l’intervento del terapeuta mira allora a ripristinare i flussi di energia interrotti e a ristabilire di conseguenza il benessere psicofisico del soggetto.
Tra le medicine alternative sono comprese l’agopuntura, l’omeopatia, lo shiatsu, il massaggio, la chiropratica, la riflessologia, la floriterapia (come l’uso dei fiori di Bach), l’aromaterapia, la moxibustione, la naturopatia, la medicina antroposofica, e ancora la gemmoterapia, la magnetoterapia e la cristalloterapia; si possono considerare forme di medicina alternativa anche discipline spirituali come il reiki e l’ayurveda, rivolte a stimolare le capacità di autoguarigione dell’individuo.
Fonte http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_981524692/Medicina_alternativa.html
domenica 30 dicembre 2007
Gente come noi ....
Gli italiani, inconsapevolmente, cadono sotto i duri colpi dei rincari-assassini, deviando le proprie attenzioni su prodotti simili o ibridi.
Aumenta il pane e compriamo crackers, pane in cassetta, grissini, o suoi derivati.
Aumenta il latte della centrale e compriamo quello a lunga conservazione, magari una sotto marca per risparmiare oppure se proprio non sappiamo rinunciare al latte fresco ci costringiamo a ridurci la porzione.
Aumenta la pasta e ne mangiamo di meno, magari riuscendo anche a perdere del peso.
Aumenta la farina quindi, per le famiglie, meno pizza; invece di una pizza ogni due sabati, ora, una pizza al mese!
Aumenta la benzina: usciremo di meno.
Aumenta il gasolio: qualche maglione in piu e meno riscaldamento acceso.
Frutta e verdura come l'oro! Mangeremo di meno anche questi cibi che in tempo di guerra erano meno salassati di oggi!
Per vestirsi, per viaggiare, accenderemo dei mutui!
Pazienza se poi, a fine mese, ci renderemo conto di non poter provvedere al loro pagamento.
La TV fa falsa propaganda: annunciando l'esodo di massa, mostrando immagini, magari di repertorio o video realizzati in ambienti chic, di come siano pieni i negozi di mezza Italia.
Siamo pronti ad inventarci di tutto pur di cercare di sbarcare il lunario. Tuttavia non ci viene mai in mente di bloccare tutta Italia.
È Natale: si ha voglia soltanto di gustarsi l'atmosfera inebriante, poco importa che sia un immagine di noi stessi finta e illusoria.
Gustatevi queste feste, alla loro fine, nuovi aumenti, nuove stangate, dure bastonate a farci rimpiangere la nostra pigrizia, indifferenza, apatia.
Il mezzogiorno affonda sotto il peso nauseante di cumuli di spazzatura; il nord arranca tra precariato, mutui impazziti e salari da fame.
Corrono le renne a riempire i piedi dei nostri alberi natalizi: pacchi poveri, o comprati con comode rate. Ma noi andiamo avanti! Costanti, testardi, o meglio, narcotizzati!
Ma se le renne fluttuano leggiadre allegre e ben auguranti, nel nord c'è chi prepara il colpaccio!
Si muovono facenti stregoni, si riuniscono, armeggiano: deviate le loro menti; deviazioni pericolose, minacciose, bellicose.
Intendono ripulire i loro comuni che, se fatto con logica, buonsenso, giustizia e etica nulla si avrebbe da ridire.
Purtroppo le loro intenzioni non lasciano intuire o intravedere provvedimenti consoni ad una civiltà come la nostra: una civiltà guadagnata a colpi di baglionette.
Certi di trovare il consenso popolare, quel consenso strappato senza troppa difficoltà, visto l'attuale andazzo.
Il popolo è affamato, pronti come un tempo lo era la plebe, a correre sotto i balconi reali per raccattare quelle poche mele marce.
Il popolo ha paura; troppa violenza, troppo sangue, droga, le strade fanno paura, troppa immigrazione incontrollata.
Il popolo è avvinto e pietrificato dai propri guai, disorientato dai tanti stregoni che si dicono pronti ad aiutarli; il popolo è stanco, demotivato, vicino alla resa tra Torre e Regina. Scacco Matto!
Studiano i politici della Lega, studiano il modo di non incappare in cavilli o decreti ma di giungere nel piu breve tempo possibile dritti alla meta designata: vogliono legittimare il loro razzismo.
Via gli immigrati che non rispondono ai canoni da loro stabiliti.
Tra questi ce ne è uno che mi lascia sorridere perchè so già che a nessuno verrà in mente di recriminare su tale provvedimento; perche si sentiranno fuori in virtù della loro nascita italiana.
Via coloro che pur lavorando non riescono e non potrebbero, visto il loro basso salario, a provvedere ad avere una casa consona e dignitosa, pagare le utenze e vestirsi decentemente: scommetto che oggi, molte famiglie italiane rischierebbero anch'esse l'esilio se tale provvedimento venisse esteso a tutti i cittadini immigrati o non.
Nessun matrimonio celebrato per gli immigrati: un italiano e una filippina si, due filippini no; non s'ha da fare.
Scommetto che staranno pensando al modo di come affiggere fuori i locali la targhetta che vieta l'ingresso agli immigrati.
Ho sempre provato paura verso chi maltratta gli animali, mi dico:
Ci hanno scritto libri e li abbiamo letti: a volte vergognandoci noi per loro, a volte commuovendoci, a volte ringraziando iddio di non esser nati a quel tempo.
Hanno raccolto testimonianze e le abbiamo ascoltate in un silenzio glaciale tenendo gli occhi bassi come a rispettare chi raccontava le proprie violenze.
Abbiamo guardato film che ricostruivano minuziosamente le barbarie naziste: con la pelle accapponata e il cuore gonfio di rabbia.
Giorni della memoria, monumenti, e commemorazioni; storia recente ancora troppo recente per averne dimenticato la sofferenza, immagini vergognose e dolorose: incoscienti crediamo appunto sia storia passata. Eppure ancora oggi esercitiamo potere su i piu deboli, ancora oggi razzismo e violenza contro ogni minoranza sociale.
Gruppi di criminali violentano fuori dai locali gay, le donne omosessuali!
Non è questo un crimine contro l'umanità? Non è paragonabile al disegno distruttivo delle SS?
Non ci vergogniamo a restare indifferenti? Ancora una volta spettatori indifferenti, ancora una volta colpevoli come chi attua simili strategie!
Quando proviamo a ricordare le tragedie passate c'è subito pronto qualcuno che ci bolla come retorici o demagogici; eppure dobbiamo ricordare proprio per impedire che mai più si possa devastare, umiliare, violare, torturare altri esseri umani.
Sta prendendo corpo al nord un disegno simile a quello delle SS: stessa modalità, stessa procedura rabbiosa e barbara!
Giorgio Bettio, sindaco di Treviso leghista.
Secondo lui: - Punire dieci immigrati per ogni torto che commettono ai danni di un italiano! -
Questa l'idea brillante di una mente deviata!
Queste le menti elette per garantire dignità, uguaglianza e la giustizia di un paese proclamatosi laico e democratico.
Il nord e i suoi politicanti: politicanti che ospitano nelle proprie case servitù straniera!
Politici che non rifiutano del sesso con qualche trans straniera!
Certo trovano terreno fertile, i cittadini sono arrabbiati, arrabbiati, contro il caro vita, arrabbiati e spaventati dai tanti furti e rapine!
Dalle tante violenze, delle tante Giovanna Reggiani!
Ed hanno ragione, bisogna mobilizzarsi, reagire, esercitare il proprio diritto, esigere di venir difesi, ma da chi!
Mi chiedo se la rabbia possa legittimare atti contro l'umanità.
Credo di no, credo bisogni mantenere lucidità, razionalità, ma soprattutto bisogna ricordarsi di essere uomini!
Arrabbiarsi si certo, ma non scatenando le SS, o diventando più criminale di chi lo è di già.
Ultimamente Bossi sta fomentando in maniera bellicosa il suo popolo di leghisti, forse spinto da rivalsa, o forse solo mal istigato e provocato, sta però mettendo in grave pericolo la popolazione straniera. Rischiamo di assistere a missioni punitive che nulla hanno a che vedere con la reazione di un popolo civile.
Razzisti, che si mescolano a leghisti che si mescolano a cittadini in panico: miscela esplosiva che potrebbe determinare situazioni pericolose.
I sindaci del nord stanno, in concomitanza, procedendo col puro intento di legittimare un olocausto.
Niente matrimoni se non si ha la cittadinanza o il permesso di soggiorno: perche non pretendere dal governo leggi capaci di regolamentare l'entrata degli stranieri?
Perche punire chi, costretto dalla fama, o dalle tante guerre civili che vivono nell'entroterra, cerca rifugio nella nostra Italia?
Niente permesso di soggiorno o cittadinanza per chi non è impossesso dei requisiti decisi dal comune: vale a dire niente permessi per chi non può dimostrare un salario capace di farlo vivere agiatamente, o di dimostrare di avere un alloggio consono e dignitoso.
Quanti italiani, che vivono in questi comuni dittatoriali, non sono in possesso dei sopra citati requisiti?
Fa paura, fanno paura, e nessuno che tenti di rimproverarli, ammonirli, intimargli un licenziamento!
Non voglio venir rappresentata da questi criminali che istigano all'odio razziale, non voglio macchiarmi di crimini nei confronti di un' altra persona, non voglio umiliare una razza diversa dalla mia, non voglio sentirmi in dovere di relegare un uomo al rango di bestia!
Non vorrei perdessimo, spinti dalla inquietudine sociale, di vista i veri colpevoli: se abbiamo fame, se la criminalità non si argina, se abbiamo la sensazione che l'immigrazione non sia controllata, di certo, non è colpa degli stessi stranieri, semmai, del governo, dei nostri politici, di chi, non esegue il proprio lavoro!
Facendo un giro nel web, il mio primo pensiero, quello nato dalle viscere, istintivo e primario mi fa dire:
Una cosa è sempre riuscita bene ai politici, istigarci e farci litigare tra di noi. Ci hanno sempre messo gli uni contro gli altri, divisi tra nord e sud, tra destra e sinistra, cattolici e laici, etero contro omosessuali. Mentre loro, finite le dispute in parlamento si riuniscono amabilmente, invitandosi in salotti a base di sesso e droga, o di spaghetti e aragosta!
Dobbiamo ripulirci delle loro scorie, tornare a sentirci uomini e non cani fedelissimi, fatti di amore e non di odio, di ragione e non di insensatezza.
Condivido e pretendo si faccia pulizia in Italia: ma fatta seguendo la vera giustizia, quella paritaria e non sanguinaria!
Il governo deve legiferare dando un tetto massimo, a seconda dei comuni italiani, del numero di stranieri da ospitare.
Deve dare maggiori poteri alle prefetture, mettendoli nella possibilità di un rimpatrio immediato e contemporaneo all'arresto
impedire che chi assassina 4 ragazzi, perche alla guida ubriaco, possa firmare contratti televisivi o pubblicitari.
Monitorando i campi rom
istituendo uno schedario che comprenda tutti i nomi e gli indirizzi di chi entra nel nostro paese.
Un cammino diverso da una giustizia sommaria!
Pretendo si faccia giustizia: cominciando magari a far pagare la Tarsu e l'Ici anche ai locali o territori comunali o ecclesiastici: basta privilegi!
Vienimi a trovare!
Roberta Lemma
[ Post tratto da Vitteme e Carnefici ]
La mia vetrina su Lulu: http://stores.lulu.com/robertalemma
martedì 18 dicembre 2007
Cervello:Ecco Effetto Vivaldi, Musica Rinforza Memoria Nonni

(ANSA) - ROMA, 17 DIC -
Foto Vivaldi
Da una ricerca italiana ecco la conferma che la musica classica fa bene al cervello, anche quello degli anziani: l'ascolto di brani musicali, meglio se di Antonio Vivaldi, sembra infatti capace di potenziare la memoria di individui in la' con gli anni. Scoperto in uno studio su anziani diretto da Nicola Mammarella della Facolta' di Psicologia dell'Universita' degli Studi G. D'Annunzio di Chieti, il potere della musica del compositore veneziano e' stato battezzato ''effetto Vivaldi'' e fa il paio con il piu' noto ''Effetto Mozart'', gia' piu' e piu' volte dimostrato in numerosi studi. Pubblicata sulla rivista Aging Clinical and Experimental Research, la ricerca non vuole inscenare una guerra 'Vivaldi contro Mozart'; semmai avvalora la tesi secondo cui l'ascolto di musica ha effetti positivi sulla funzionalita' cerebrale, ha detto in una nota Luisa Lopez della Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani ONLUS. L'effetto Mozart indica proprio il potere dell'ascolto di musica su memoria e apprendimento: fu cosi' battezzato nel 1993 dai primi esperimenti basati sull'ascolto di una Sonata in re maggiore per due pianoforti di Mozart. Ricerche successive dimostrarono pure alcuni potenziali meccanismi d'azione della musica, come l'aumento di fattori di crescita neurali indotto dall'ascolto. Lo studio italiano ha coinvolto 24 individui anziani ed individuato come brano dai 'magici poteri' su memoria a breve termine e memoria operativa uno tratto da 'Le quattro stagioni' di Vivaldi. Gli esperti hanno dimostrato che, diversamente dal semplice rumore o dal silenzio, l'ascolto di Vivaldi potenzia le performance degli anziani a test mnemonici di vario tipo come ricordare una serie di numeri in successione progressiva. Il miglioramento della performance mnemoniche, hanno spiegato gli scienziati, potrebbe essere attribuibile all'aumento dello stato di vigilanza e di attenzione indotto dalla musica, inoltre e' plausibile che specifiche caratteristiche della musica agiscano sulla memoria di lavoro fonologica. Semmai non aveste ancora idea di cosa regalare per Natale ai nonni smemorati, ecco quindi un ottimo suggerimento per un regalo godibile e salutare: un cd di musica classica, Mozart o Vivaldi probabilmente fa lo stesso, meglio se e' di loro gradimento
Foto Mozart
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